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Primo Cerchio => Pantheon => Topic aperto da: Garrett - Luglio 31, 2006, 11:40:08 pm

Titolo: Concezione attuale del divino?
Inserito da: Garrett - Luglio 31, 2006, 11:40:08 pm
Ragazzi, vorrei sapere una cosa:
della volubilità, degli inciuci, dell'astio verso certi umani e invece l'aiuto dato ad altri... Del carattere degli dei.... di tutto questo cosa è rimasto nelle divinità che noi oggi adoriamo?
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Koi - Agosto 01, 2006, 06:06:31 am
Ussignur... spero ben poco. Gli Dei che immaginiamo sono il riflesso della nostra spiritualità, che nel frattempo dovrebbe essersi evoluta.  Non significa non riconoscere un certo carattere capriccioso al fato, dovuto alla quantità enorme di variabili che lo rendono quasi completamente imponderabile, ma non senza regole precise.
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Suzuran - Agosto 01, 2006, 09:04:37 am
Ma scusa a che Dei ti riferisci? Esistono diversi pantheon e anche diverse divinità...
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Garrett - Agosto 01, 2006, 12:56:08 pm
Non mi riferisco ad episodi particolari né a pantheon particolari
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Suzuran - Agosto 01, 2006, 03:12:34 pm
allora non darò una risposta in particolare :biggrin: :lol_2:
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Haushinka - Agosto 01, 2006, 03:33:46 pm
Suzuran ti prego candidati come presidente!!  :biggrin2:
Hau
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Garrett - Agosto 01, 2006, 07:33:28 pm
Va bene, allora farò qualche esempio, dato che mi va di discutere :P
la gelosia di Giunone  :jamie:
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Riannon - Agosto 02, 2006, 07:03:07 am
Nella Wicca non c'è il concetto della divinità come entità a cui prostrarsi, pregare, implorare, umiliarsi...I riti wiccan ci pongono sullo stesso piano delle divinità.

Se ciò è equilibrato significa che rispetto ad altre religioni (assumo che la wicca sia una religione, perchè per me lo è, e spero di non sollevare un polverone) noi praticanti veniamo innalzati ad un livello più alto e la divnità abbassata ad un livello più basso. Non me ne voglia la Dea!
Se siamo sullo stesso piano è giusto che abbiamo le stesse caratteristiche, o per lo meno che ci si avvicinino, quindi direi che Giunone è più che giustificata ad avere caratteristiche umane, quali la gelosia.
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Salice - Agosto 02, 2006, 12:55:33 pm
Mmm... Un tema molto interessante ma sicuramente difficile da sbrogliare! Mah io credo come dice Koi che rispetto a quella degli antichi greci la nostra spiritualità (ma solo quella, purtroppo), sia evoluta. La concezione della divinità (anche grazie alla "rivoluzione" cristiana) è cambiata ed ora si tende a rappresentare il divino come a qualcosa di puro e lontano dai sentimenti umani... Inoltre penso che nel rapporto con il divino ci siano due scuole di pensiero: quella cristiana, ossia "trova la strada giusta per essere un uomo giusto e saggio", e quella buddista/orientale (con la quale credo la wicca si identifichi di più) cioè "percorri la strada che ti porta al diventare puro, divino"(non conoscendo accuratamente nè la wicca nè le altre religioni queste sono solo supposizioni...)

Nella Wicca non c'è il concetto della divinità come entità a cui prostrarsi, pregare, implorare, umiliarsi...I riti wiccan ci pongono sullo stesso piano delle divinità.

Citazione
Se ciò è equilibrato significa che rispetto ad altre religioni (assumo che la wicca sia una religione, perchè per me lo è, e spero di non sollevare un polverone) noi praticanti veniamo innalzati ad un livello più alto e la divnità abbassata ad un livello più basso.

Fondamentalmente credo che questo sia opinabile. Personalmente credo che la divinità resti qualcosa di inevitabilmente superiore e che noi possiamo arrivare al suo livello, non lei scendere a quello umano...
Saluti!
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Riannon - Agosto 02, 2006, 01:41:36 pm

Citazione
Se ciò è equilibrato significa che rispetto ad altre religioni (assumo che la wicca sia una religione, perchè per me lo è, e spero di non sollevare un polverone) noi praticanti veniamo innalzati ad un livello più alto e la divnità abbassata ad un livello più basso.

Fondamentalmente credo che questo sia opinabile. Personalmente credo che la divinità resti qualcosa di inevitabilmente superiore e che noi possiamo arrivare al suo livello, non lei scendere a quello umano...
Saluti!

Direi che è un po' un problema tecnico, se praticanti e divinità sono più o meno sullo stesso piano, saremmo pure innalzati noi, questo è certo, ma se ci innalziamo solo noi significa che possiamo diventare Dei, cosa che mi sembra un tantino esagerata.
Se ci alziamo un po' noi e si abbassano un po' loro ci avviciniamo e ci incontriamo ad una "metà strada" senza però dire che noi diventiamo Dei o gli Dei diventano umani. Anche se, il fatto che i due protagonisti si alzino o abbassino di livello determina che si scambino delle caratteristiche.
Sto diventando pazza?  :shocked1: :rm_shifty:
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Garrett - Agosto 02, 2006, 03:15:18 pm
Credo che davvero sia la concezione di divino che abbiamo oggi che è diversa da quella classica. I nostri dei non abitano l'Olimpo, non se ne vanno con spoglie mortali a inseminare fanciulle, e Berlusconi non potrebbe mai dire che è nato dalla madre mortale e da.. che ne so, Ermes (credo che sia quello più azzeccato!).
Le nostre divinità ce le rappresentiamo in forma umana, ma sono fondamentalmente energie immanenti nell'universo.

Eppure mi mancano delle cose, come l'essere "attuale" di queste divinità. Mi spiego: quando i Greci, per esempio, parlavano delle gesta di Artemide, queste erano accadute non tanto tempo fa. Alessandro, nato da Omlimpia e da Zeus, vedeva Zeus in piena attività. Noi, invece, campiamo di ricordi, racconti... Questo mi manca, devo dire la verità.
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Quarzorosa - Agosto 02, 2006, 04:00:18 pm
Concordo con una nostra evoluzione spirituale rispetto agli antichi greci.Nella mia concezione le eventuali divinità sono solo energie,possono se vogliamo rappresentare dei catalizzatori ma non sempre necessari.Li potremo chiamare come vogliamo ma sempre energie rimangono.Come può quindi nutrire dei sentimenti come la gelosia ecc un'energia?Facendo parte della materia noi umani abbiamo molti limiti rispetto a esseri di altre dimensioni,ma la nostra parte spirituale è molto forte,non paragonabile alle divinità costituite di solo spirito,ma la nostra forza sta nella volontà che ci permette di arrivare vicini alle divinità.
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: NoviLuna - Agosto 03, 2006, 12:58:04 pm
Noto con stupore che si parla delle divinità in termini di opinione o di concezione, non di esperienza.
La wicca è una religione che pone gli dei e le streghe in un rapporto diretto. Alla lettera, non per modo di dire!
Con la possessione della sacerdotessa/sacerdote da parte delle divinità  (drowing down the moon), gli dei camminano sulla terra e si mostrano per quello che sono.
Ciò è possibile perchè i nostri mondi, "....quello delle genti e quello dei potenti..." si uniscono sullo stesso piano nel cerchio.

Per rispondere al primo post, sono in amicizia con un pantheon "neo-egizio": pian piano le divinità si stanno facendo conoscere e non sono proprio quelle che si leggono sui libri.
Ma questo è ovvio.
Consiglio a tal proposito la lettura di "Progressive Witchcraft" di Bone/Farrar

Mille benedizioni,
NoviLuna
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Quarzorosa - Agosto 05, 2006, 12:24:50 am
Allora NoviLuna eccomi a te per ulteriori esplicitazioni(sempre che tu ne abbia voglia)sulla tua(riporto le tue testuali parole)amicizia con un pantheon"neo egizio".Ciao :rolleyes:
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Kormyak - Agosto 05, 2006, 01:12:10 am
Inoltre penso che nel rapporto con il divino ci siano due scuole di pensiero: quella cristiana, ossia "trova la strada giusta per essere un uomo giusto e saggio", e quella buddista/orientale (con la quale credo la wicca si identifichi di più) cioè "percorri la strada che ti porta al diventare puro, divino"

E c'è la scuola di pensiero neopagana, che penso possa essere esemplificata come "vivi il divino del tuo essere uomo" (oddei, è venuta malissimo, ma spero si capisca comunque  :unsure: ). Il buddismo, come molte altre spiritualità orientali, mira ad affermare la superiorità dello spirito sul corpo, all'azzeramento dei desideri e delle emozioni come strada per avvicinarsi al divino. La wicca, invece, afferma che desideri, emozioni, corporeità sono "divini" quanto le attività più "pure" dello spirito o della mente (a questo proposito basta leggere l'Incarico della Dea: "...tutti gli atti di amore e piacere sono rituali a me consacrati..."). E questa, alla fin fine, penso che sia una visione molto simile a quella degli antichi pagani. Perchè allora ritenerla una spiritualità "retrograda" e affermare di esserci "evoluti"? La visione del divino come qualcosa di distante, perfetto, disincarnato e privo di sentimenti è un lascito della spiritualità cristiana, ma il fatto che sia più recente non lo rende, IMHO, necessariamente migliore.
Quindi, anche se non ho mai avuto esperienze dirette con Giunone, spero davvero che sia rimasta gelosa come un tempo... vorrebbe dire che è in buona salute  :biggrin2:
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: NoviLuna - Agosto 05, 2006, 10:56:57 am
Per sapere che è "neo-egizio" (definizione che ho scelto per un motivo ben preciso) vuol dire che ci ho lavorato direttamente con questo pantheon.
Non per astrazioni, ma a tu per tu.
Posso chiedere se hai esperienza di canalizzazione di divinità, Quarzorosa?
Ho sempre voglia di confronto e spiegazioni, perchè è un valido modo per crescere, conoscere e migliorare. Sono aperta a valutare le tecniche  e le conclusioni di chi ha portato avanti un lavoro parallelo, a patto che non siano meri presupposti o credenze non supportate da efficacia pratica.
Sulle pure opinioni personali non si costruisce nulla.
A presto,
NoviLuna
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Quarzorosa - Agosto 05, 2006, 12:55:43 pm
NoviLuna io credo che sia meglio sentirci in priv.Ho esperienze particolari,questo si non frutto di presupposti,ecco perchè il mio pensiero si scosta da molti.Certo non sò fino a che punto tu potresti accettare certe cose e poi dovrei anche valutare se è il caso di approfondire.Non mi sento portatrice di verità assolute,non mi và assolutamente di essere presuntuosa,sono sempre disposta ad apprendere e a considerare prima le esperienze altrui.Solo che nel Forum bisogna essere cauti e rispettare gli altri,per questo forse è meglio privatamente.Ciao
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: NoviLuna - Agosto 06, 2006, 07:27:44 pm
Ok, capisco la necessità di non mettere in pubblica piazza cose personali. Non occorre che tu mi racconti nulla. Nemmeno io sono scesa nei particolari.
Non desidero convincere nessuno a usare il mio modo. Il mio intento era sapere se ci sono persone che hanno fatto la mia esperienza.
Se ci sono persone che hanno esperienze simili o differenti.
Per vedere se la cosa era più o meno oggettiva, mi si passi il termine. Capire verso quali orizzonti si dirige la Wicca.
Confrontarmi insomma.
Ma non con mere opinioni. Mi sono accorta che ci sono persone, non dico tutte, che non hanno mai fatto esperienze dirette. Non so se mi spiego.
Titolo: Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
Inserito da: Quarzorosa - Agosto 06, 2006, 10:52:12 pm
Ok come preferisci.Si ti spieghi ciao
Titolo: Re:Concezione attuale del divino?
Inserito da: ailenn - Dicembre 18, 2011, 12:01:51 pm
Con qualche anno di ritardo, vorrei porre una questione che esula un po’ da  “quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici”, ma che invece trovo appropriato per  “concezione attuale del divino”.
Dunque quello che vi chiedo è un parere sulle seguenti affermazioni riguardo l’atto di conversione.

«Riflettendo sulla conversione, nella mia mente sono comparse tali parole: La verità è che tu non hai smesso di credere in me… Hai solamente cambiato il mio nome e la percezione che hai di me. Puoi immaginarmi come uno o diecimila, come donna o come uomo, ma io sono intorno a te; in tutto ciò che vedi e che senti, ma anche in ciò che non percepisci, è racchiusa parte della mia essenza.[…]»
Titolo: Re:Concezione attuale del divino?
Inserito da: luceblu - Gennaio 07, 2012, 11:42:17 am
Con qualche anno di ritardo, vorrei porre una questione che esula un po’ da  “quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici”, ma che invece trovo appropriato per  “concezione attuale del divino”.
Dunque quello che vi chiedo è un parere sulle seguenti affermazioni riguardo l’atto di conversione.

«Riflettendo sulla conversione, nella mia mente sono comparse tali parole: La verità è che tu non hai smesso di credere in me… Hai solamente cambiato il mio nome e la percezione che hai di me. Puoi immaginarmi come uno o diecimila, come donna o come uomo, ma io sono intorno a te; in tutto ciò che vedi e che senti, ma anche in ciò che non percepisci, è racchiusa parte della mia essenza.[…]»
Sono agnostico e se vedi la mia presentazione anche un esperto di fisica, ma ho studiato i principali testi e ti propongo di vedere quanto bene si sposano le tue frasi con il salmo 82 della Bibbia che finisce con "voi siete dei" ripreso dal vangelo Giovanni al punto 10.34:Cristo dice ai rabbini:  Non voglio essere ne re dei Giudei  ne figlio di Dio,  perchè Dio è in ognuno di voi"
In ogni religione c'è un fondo di verità, ma va presa come fanno le api: fior da fiore.
Sffffffffffffff