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Autore Topic: Concezione attuale del divino?  (Letto 1775 volte)

Offline Garrett

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Concezione attuale del divino?
« il: Luglio 31, 2006, 11:40:08 pm »
Ragazzi, vorrei sapere una cosa:
della volubilità, degli inciuci, dell'astio verso certi umani e invece l'aiuto dato ad altri... Del carattere degli dei.... di tutto questo cosa è rimasto nelle divinità che noi oggi adoriamo?
« Ultima modifica: Novembre 26, 2009, 11:17:13 am di Shaya »

Se hai una chiave, puoi pensare che ci sia una serratura.
Ma non fare l'errore di presupporre che la tua sia l'unica chiave.[br

Koi

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Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
« Risposta #1 il: Agosto 01, 2006, 06:06:31 am »
Ussignur... spero ben poco. Gli Dei che immaginiamo sono il riflesso della nostra spiritualità, che nel frattempo dovrebbe essersi evoluta.  Non significa non riconoscere un certo carattere capriccioso al fato, dovuto alla quantità enorme di variabili che lo rendono quasi completamente imponderabile, ma non senza regole precise.

Suzuran

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Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
« Risposta #2 il: Agosto 01, 2006, 09:04:37 am »
Ma scusa a che Dei ti riferisci? Esistono diversi pantheon e anche diverse divinità...

Offline Garrett

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Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
« Risposta #3 il: Agosto 01, 2006, 12:56:08 pm »
Non mi riferisco ad episodi particolari né a pantheon particolari

Se hai una chiave, puoi pensare che ci sia una serratura.
Ma non fare l'errore di presupporre che la tua sia l'unica chiave.[br

Suzuran

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Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
« Risposta #4 il: Agosto 01, 2006, 03:12:34 pm »
allora non darò una risposta in particolare :biggrin: :lol_2:

Haushinka

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Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
« Risposta #5 il: Agosto 01, 2006, 03:33:46 pm »
Suzuran ti prego candidati come presidente!!  :biggrin2:
Hau

Offline Garrett

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Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
« Risposta #6 il: Agosto 01, 2006, 07:33:28 pm »
Va bene, allora farò qualche esempio, dato che mi va di discutere :P
la gelosia di Giunone  :jamie:

Se hai una chiave, puoi pensare che ci sia una serratura.
Ma non fare l'errore di presupporre che la tua sia l'unica chiave.[br

Riannon

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Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
« Risposta #7 il: Agosto 02, 2006, 07:03:07 am »
Nella Wicca non c'è il concetto della divinità come entità a cui prostrarsi, pregare, implorare, umiliarsi...I riti wiccan ci pongono sullo stesso piano delle divinità.

Se ciò è equilibrato significa che rispetto ad altre religioni (assumo che la wicca sia una religione, perchè per me lo è, e spero di non sollevare un polverone) noi praticanti veniamo innalzati ad un livello più alto e la divnità abbassata ad un livello più basso. Non me ne voglia la Dea!
Se siamo sullo stesso piano è giusto che abbiamo le stesse caratteristiche, o per lo meno che ci si avvicinino, quindi direi che Giunone è più che giustificata ad avere caratteristiche umane, quali la gelosia.

Salice

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Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
« Risposta #8 il: Agosto 02, 2006, 12:55:33 pm »
Mmm... Un tema molto interessante ma sicuramente difficile da sbrogliare! Mah io credo come dice Koi che rispetto a quella degli antichi greci la nostra spiritualità (ma solo quella, purtroppo), sia evoluta. La concezione della divinità (anche grazie alla "rivoluzione" cristiana) è cambiata ed ora si tende a rappresentare il divino come a qualcosa di puro e lontano dai sentimenti umani... Inoltre penso che nel rapporto con il divino ci siano due scuole di pensiero: quella cristiana, ossia "trova la strada giusta per essere un uomo giusto e saggio", e quella buddista/orientale (con la quale credo la wicca si identifichi di più) cioè "percorri la strada che ti porta al diventare puro, divino"(non conoscendo accuratamente nè la wicca nè le altre religioni queste sono solo supposizioni...)

Nella Wicca non c'è il concetto della divinità come entità a cui prostrarsi, pregare, implorare, umiliarsi...I riti wiccan ci pongono sullo stesso piano delle divinità.

Citazione
Se ciò è equilibrato significa che rispetto ad altre religioni (assumo che la wicca sia una religione, perchè per me lo è, e spero di non sollevare un polverone) noi praticanti veniamo innalzati ad un livello più alto e la divnità abbassata ad un livello più basso.

Fondamentalmente credo che questo sia opinabile. Personalmente credo che la divinità resti qualcosa di inevitabilmente superiore e che noi possiamo arrivare al suo livello, non lei scendere a quello umano...
Saluti!

Riannon

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Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
« Risposta #9 il: Agosto 02, 2006, 01:41:36 pm »

Citazione
Se ciò è equilibrato significa che rispetto ad altre religioni (assumo che la wicca sia una religione, perchè per me lo è, e spero di non sollevare un polverone) noi praticanti veniamo innalzati ad un livello più alto e la divnità abbassata ad un livello più basso.

Fondamentalmente credo che questo sia opinabile. Personalmente credo che la divinità resti qualcosa di inevitabilmente superiore e che noi possiamo arrivare al suo livello, non lei scendere a quello umano...
Saluti!

Direi che è un po' un problema tecnico, se praticanti e divinità sono più o meno sullo stesso piano, saremmo pure innalzati noi, questo è certo, ma se ci innalziamo solo noi significa che possiamo diventare Dei, cosa che mi sembra un tantino esagerata.
Se ci alziamo un po' noi e si abbassano un po' loro ci avviciniamo e ci incontriamo ad una "metà strada" senza però dire che noi diventiamo Dei o gli Dei diventano umani. Anche se, il fatto che i due protagonisti si alzino o abbassino di livello determina che si scambino delle caratteristiche.
Sto diventando pazza?  :shocked1: :rm_shifty:

Offline Garrett

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Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
« Risposta #10 il: Agosto 02, 2006, 03:15:18 pm »
Credo che davvero sia la concezione di divino che abbiamo oggi che è diversa da quella classica. I nostri dei non abitano l'Olimpo, non se ne vanno con spoglie mortali a inseminare fanciulle, e Berlusconi non potrebbe mai dire che è nato dalla madre mortale e da.. che ne so, Ermes (credo che sia quello più azzeccato!).
Le nostre divinità ce le rappresentiamo in forma umana, ma sono fondamentalmente energie immanenti nell'universo.

Eppure mi mancano delle cose, come l'essere "attuale" di queste divinità. Mi spiego: quando i Greci, per esempio, parlavano delle gesta di Artemide, queste erano accadute non tanto tempo fa. Alessandro, nato da Omlimpia e da Zeus, vedeva Zeus in piena attività. Noi, invece, campiamo di ricordi, racconti... Questo mi manca, devo dire la verità.

Se hai una chiave, puoi pensare che ci sia una serratura.
Ma non fare l'errore di presupporre che la tua sia l'unica chiave.[br

Quarzorosa

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Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
« Risposta #11 il: Agosto 02, 2006, 04:00:18 pm »
Concordo con una nostra evoluzione spirituale rispetto agli antichi greci.Nella mia concezione le eventuali divinità sono solo energie,possono se vogliamo rappresentare dei catalizzatori ma non sempre necessari.Li potremo chiamare come vogliamo ma sempre energie rimangono.Come può quindi nutrire dei sentimenti come la gelosia ecc un'energia?Facendo parte della materia noi umani abbiamo molti limiti rispetto a esseri di altre dimensioni,ma la nostra parte spirituale è molto forte,non paragonabile alle divinità costituite di solo spirito,ma la nostra forza sta nella volontà che ci permette di arrivare vicini alle divinità.

NoviLuna

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Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
« Risposta #12 il: Agosto 03, 2006, 12:58:04 pm »
Noto con stupore che si parla delle divinità in termini di opinione o di concezione, non di esperienza.
La wicca è una religione che pone gli dei e le streghe in un rapporto diretto. Alla lettera, non per modo di dire!
Con la possessione della sacerdotessa/sacerdote da parte delle divinità  (drowing down the moon), gli dei camminano sulla terra e si mostrano per quello che sono.
Ciò è possibile perchè i nostri mondi, "....quello delle genti e quello dei potenti..." si uniscono sullo stesso piano nel cerchio.

Per rispondere al primo post, sono in amicizia con un pantheon "neo-egizio": pian piano le divinità si stanno facendo conoscere e non sono proprio quelle che si leggono sui libri.
Ma questo è ovvio.
Consiglio a tal proposito la lettura di "Progressive Witchcraft" di Bone/Farrar

Mille benedizioni,
NoviLuna

Quarzorosa

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Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
« Risposta #13 il: Agosto 05, 2006, 12:24:50 am »
Allora NoviLuna eccomi a te per ulteriori esplicitazioni(sempre che tu ne abbia voglia)sulla tua(riporto le tue testuali parole)amicizia con un pantheon"neo egizio".Ciao :rolleyes:

Kormyak

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Re: quanto è rimasto nei nostri dei di quelli classici?
« Risposta #14 il: Agosto 05, 2006, 01:12:10 am »
Inoltre penso che nel rapporto con il divino ci siano due scuole di pensiero: quella cristiana, ossia "trova la strada giusta per essere un uomo giusto e saggio", e quella buddista/orientale (con la quale credo la wicca si identifichi di più) cioè "percorri la strada che ti porta al diventare puro, divino"

E c'è la scuola di pensiero neopagana, che penso possa essere esemplificata come "vivi il divino del tuo essere uomo" (oddei, è venuta malissimo, ma spero si capisca comunque  :unsure: ). Il buddismo, come molte altre spiritualità orientali, mira ad affermare la superiorità dello spirito sul corpo, all'azzeramento dei desideri e delle emozioni come strada per avvicinarsi al divino. La wicca, invece, afferma che desideri, emozioni, corporeità sono "divini" quanto le attività più "pure" dello spirito o della mente (a questo proposito basta leggere l'Incarico della Dea: "...tutti gli atti di amore e piacere sono rituali a me consacrati..."). E questa, alla fin fine, penso che sia una visione molto simile a quella degli antichi pagani. Perchè allora ritenerla una spiritualità "retrograda" e affermare di esserci "evoluti"? La visione del divino come qualcosa di distante, perfetto, disincarnato e privo di sentimenti è un lascito della spiritualità cristiana, ma il fatto che sia più recente non lo rende, IMHO, necessariamente migliore.
Quindi, anche se non ho mai avuto esperienze dirette con Giunone, spero davvero che sia rimasta gelosa come un tempo... vorrebbe dire che è in buona salute  :biggrin2:

 

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Settembre 22, 2020, 10:42:22 pm

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