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Autore Topic: Culti Solari nella storia  (Letto 538 volte)

Lupercus

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Culti Solari nella storia
« il: Gennaio 18, 2007, 04:21:47 pm »
Sumeri-Babilonesi

Utu-Shasmash


Utu è il figlio di Nanna e Ningal, e fratello gemello di Inanna. E' il dio del sole e della giustizia.
Egli rappresenta la brillant eluce del sole, che ritorna ogni giorno ad illuminare l'umanità, come per dare il suo benefico calore, che fa crescere le piante.
Egli va ogni giorno nel mondo-di-sotto per tornare nella "montagna dell'ovest" e ritornare il giorno dopo dalla "montagna dell'est".
E' solitamente descritto con incandescenti raggi che escono dalle sue spalle e dalle braccia, e portare un coltello con la lama segnettata.
E' in carica nella  "Terra dei viventi" e, grazie alla sua simpatia per Gilgameš, chiamo a se i 7eroi del tempo atmosferico a difendere la sua terra.
Egli aprì l' "ablal" del sotto-mondo per l'ombra di enkidu, per permettergli di scappare.

Egizi

Ra


Ra (noto anche nella forma Re) è il Dio-Sole di Eliopoli nell’antico Egitto. Dalla quinta dinastia (ca. 2400 a.C.) in avanti fu congiunto con il dio tebano Amon fino a diventare la più importante divinità del pantheon egizio con il nome di Amon-Ra. Egli rimase per secoli il dio supremo, tranne per un breve periodo durante il periodo di Akhenaton (1350 a.C. - 1334 a.C.) quando fu imposta nell'Egitto l'esclusiva adorazione di Aton, il disco solare stesso. In tempi più recenti, fu associato a Heryshaf.
Ra è un dio creatosi da solo, essendosi formato da Mehturt, un tumulo (vedi Ogdoade) che diviene dalle acque di Nu, o un fiore di loto. Creò anche Shu e Tefnut dal suo sperma o muco, Hu e Sia dal suo sangue e l’umanità dalle sue lacrime.
Il sole è il corpo di Ra, o solamente il suo occhio. In Eliopoli (la capitale del suo culto), Ra era adorato come Atum (il tramonto del sole), Ra-Harachte (il pianeta Venere) e Khepri ("il sole che sorge"). Più tardi fu associato ad Horus.
Benché Ra e Atum ("colui che completa o perfeziona") fossero lo stesso dio, Atum era utilizzato in vari modi. Egli era primariamente il simbolo del sole che tramonta ed era anche un sostituto di Ra come creatore di Shu e Tefnut. In alcuni culti Atum era stato creato da Ptah. Atum era il padre di Hike.
Atum era il capo dell’Enneade ed era rappresentato da Mnevis, il toro nero. Era associato al serpente, lucertola, scarabeo, mangusta, leone, e icneumone.
Ra percorreva ogni notte il mondo degli inferi su una nave ed era protetto dal mostro Apep da Set e Mehen. Durante il viaggio era noto come Auf o Efu Ra.
Hathor e Ra una volta discussero e lei lasciò l'Egitto. Thot, travestito, riuscì a convincerla a tornare.
L’identificazione di Amon-Ra con Zeus e Giove era riconosciuta dai Greci e dai Romani. I Greci diedero il nome di Diospolis Magna, città di Zeus, a Tebe. Egli era anche associato con la Fenice.
I simboli di Ra sono il disco solare o il simbolo (Il simbolo astronomico del sole: un cerchio con un punto nel centro).

India

Surya


Il dio induista del Sole. E' uno degli Aditya, figlio di Aditi, dea del cielo e di Dyaus, dio-padre. Surya si muove nei cieli su un carro d'oro trainato da un cavallo a sette teste (Etasha), che simboleggia i sette giorni della settimana, e guidato dal cocchiere Aruna, "il rosso". Surya ha in testa la corona dorata del disco solare ed in mano il loto e la conchiglia, o la chakra (ruota). Sua moglie è Ushas, dea dell'alba, e i suoi due figli gemelli, gli dei Ashvin, che precedono il padre sul loro carro dorato, come i primi raggi mattutini precedono il sole nascente.
Secondo un'altra versione del mito, moglie di Surya è Sanjna o Saranyu. Esasperata dal troppo calore emanato dal marito, Sanjna creò una dea gemella, Chaya (l'Ombra) per poter sfuggire al consorte. Ritiratasi in una foresta e trasformatasi in giumenta, fu comunque raggiunta dal marito in forma di stallone. Un figlio di Surya, Vaivasvat, è il primo uomo della attuale era; il figlio di Vaivasvat, Ikshvaku, è il capostipite della Razza solare (Suryavansa), alla quale appartiene Rama, mentre Krishna è della Razza lunare (Chandravansa). Altri nomi di Surya sono: Mitra (l'amico), Bhaga (il distributore di ricchezza), Pushan (il benefattore), Savitri (il genitore), Vivasvat (padre dell'umanità), Arhapati (signore del giorno), Bhaskara (creatore della luce), Gabhastimam (padrone dei raggi), Dinakara (creatore del giorno) In tutta l'India sono presenti numerosi templi dedicati al sole, uno dei culti più antichi dell'umanità. Il tempio più famoso è quello di Konarak, nei pressi di Puri.

Persiani

Mithra


Mitra è una importante divinità dell'Induismo e della religione persiana; compare nei Veda come uno degli Aditya, una delle divinità solari e dio dell’onestà, dell’amicizia e dei contratti. Nella civiltà persiana, dove il suo nome veniva reso come Mithra, assunse col tempo sempre maggiore importanza fino a diventare la maggiore divinità dello Zoroastrismo. Egli può essere identificato con una divinità proto-Indo-iranica il cui nome può essere ricostruito come Mitra.
In entrambe le culture, si distingue per la sua stretta relazione con gli dei che regnano sugli Asura (ahura in iranico) e proteggono rta (asha in iranico): Varuna in India e Ahura Mazda in Iran.
Il dio ellenistico e Romano Mitra fu adorato nelle religioni misteriche dal I secolo a.C. al V secolo d.C., combinando in culto sincretico il Mithra persiano con altre divinità persiane e probabilmente anatoliche.

Greci-Romani

Helios


Elio (dal greco ἥλιος, Helios) è una divinità della mitologia greca, più precisamente era il dio del sole.
Secondo Esiodo era figlio di due titani, Iperione e Teia, nonché fratello di Selene (la Luna) e Eos (l'aurora).
Omero, nella sua Odissea (nel libro XII), lo cita come Iperione.
Elio era sposato con Perseide, da cui ebbe molti figli, fra cui Circe, Eete e Pasifae.
Era un dio particolarmente venerato a Rodi, dove ebbe sette figli dalla ninfa Rodo, chiamati Eliadi, come le cinque figlie avute dalla sorella di Perseide, Climene, che mise al mondo anche Fetonte.
Il dio viene normalmente rappresentato alla guida del carro del sole, tirato da cavalli che soffiano fuoco dalle narici. Il carro trainava il sole nel cielo, da est a ovest.
Questa sua attività gli permetteva di assistere ad ogni avvenimento del mondo, tra gli altri, anche al rapimento di Persefone da parte di Ade.
In epoca storica, Elio viene confuso con Apollo. Soltanto verso la fine dell'impero romano, il sole (Sol Invictus) in quanto tale, fu oggetto di un particolare culto da parte della famiglia degli Aureli, che si erano proclamati diretti discendenti.

Etruschi

Cautha


Cautha nella mitologia etrusca era una divinità solare, ed era lei stessa sorella del Sole. Era anche la divinità dell'alba e degli inizi, e veniva spesso rappresentata mentre sorgeva dall'oceano.

Norreni

Sòl


Sól era, nella mitologia norrena, la dea del Sole, figlia di Mundilfœri e moglie di Glenr.
Ogni giorno, Sól guida attraverso il cielo il suo carro, tirato da due cavalli, Árvakr e Alsviðr.
Poco prima del Ragnarök e dopo il Fimbulvetr, Sól sarà raggiunta da Sköll, un lupo, che la divorerà. Con questo mito i popoli nordici giustificavano le eclissi solari: infatti si credeva che accadessero quando il lupo era molto vicino a catturarla. Dopo la fine del mondo, Sól sarà sostituita dalla figlia.
Sól era chiamata anche Sunna e Sunne, e inoltre Frau Sunne; da questi nomi deriva la parola sun in inglese, che significa "sole". Un suo epiteto era Álfröðull ("gloria degli elfi").

Inca

Inti


Nella mitologia inca, Inti era il dio del sole, nonché uno degli dei più importanti del Tahuantinsuyu. Le sue origini non sono note. La storia più comune racconta che sia il figlio di Viracocha, il dio della civilizzazione.

Aztechi

Tonatiuh


Tonatiuh, nella mitologia azteca, è il nome che viene usato più spesso per indicare il dio-sole, precisamente il Quinto Sole, sorto dopo la fine apocalittica delle quattro ere anteriori. Gli Aztechi vengono spesso definiti "il popolo del Sole", e pur essendo questo un simbolo cardine per molte altre civiltà (si pensi agli Egizi, ai popoli dell'India) è vero che dagli Aztechi fu trasformato in una divinità ossessionante, da cui dipendevano la loro esistenza ed i loro riti.
Una sintesi tragica di questo culto è rappresentata dalla "Pietra del Sole" (Oggi nel Museo di Città del Messico).

 

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Settembre 22, 2020, 11:26:55 pm

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