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Autore Topic: Costruire un athame (dalla A alla Z)+  (Letto 2616 volte)

Offline Rudra88

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Re: Costruire un athame (dalla A alla Z)
« Risposta #15 il: Ottobre 08, 2009, 11:11:52 pm »
Per gli stampi della fusione può essere indicato il gesso di scagliola?
"Quello che venera una divinità ritenendo che essa sia altra da sé "Altri è Dio, altri sono io" quello non sa. Per gli Dei è come una bestia. Così come le bestie nutrono gli uomini, gli uomini nutrono gli Dei."

 (Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad I, 4, 10)

Offline Ariesignis

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Re: Costruire un athame (dalla A alla Z)
« Risposta #16 il: Ottobre 08, 2009, 11:39:14 pm »
Citazione
Per gli stampi della fusione può essere indicato il gesso di scagliola?

L'argilla fresca si presta ad una sola fusione, a basso dettaglio, ma è parecchio efficace. Lo stampo in scagliola, invece, è molto rischioso (ma vedremo in seguito che come materiale può essere parecchio utile! Pardon, scrivendo di getto non ci avevo pensato nel post precedente).

La scagliola non è abbastanza resistente per fusioni che, come in questo caso, non siano di minuscoli dettagli. Se vuoi andare sul sicuro, per lo stagno ti è sufficiente del gesso per modellatori (chiamato gesso di Parigi).

Ciò nonostante, specie se tenti di lavorare con il bronzo, se vuoi fare stampi utilizzabili più volte e un poco dettagliati, la scagliola non è da sottovalutare: se mischiata al 50% con della silice a granulometria fine (fai un 200) otterrai un ottimo materiale da stampo in grado di reggere fino a circa 800-850°.

Ad ogni modo, per stare ancora più sul sicuro, potrai sostituire metà della scagliola con del gesso refrattario (se non lo trovi ti basta triturare del gesso che sia già stato usato come stampo un paio di volte, ossia è già stato "cotto"). Ovviamente qui parlo di impasti per creare stampi su orginali (magari di cera... e con qualche accorgimento potrete colare a cera persa!) quindi, con le proporzioni che propongo qui più avanti, la consitenza sarà piuttosto liquida, ragion per cui: attenzione alla quantità di acqua che è fondamentale. Di solito se ne usa un volume uguale alla quantità di silice+scagliola.

Magari tu Alister lo sai già, ma per chi non è pratico, ricordo che per evitare un impasto con bolle (con la colata, a causa dell'espansione termica dell'aria che contengono, rischiano di far crepare lo stampo) e affinché risulti ben omogeneo, l'impasto deve essere preparato in questo modo:
1- versate in un secchiello l'acqua
2- aiutandovi con setaccio o un colino, fate cadere a pioggia gesso e silice (precedentemente miscelati a secco) cercando di non agitare l'acqua
3-mescolate l'impasto solo DOPO che tutta l'acqua sarà stata assorbita
4-ora si dovrà fare attenzione all'applicazione dell'impasto: almeno 2-3 centimetri di spessore sull'originale... dovrà riposare fino a che non sia ben secco.

P.s. Volendo, se restate all'argilla fresca come ho suggerito in precedenza, se riuscite a salvarla dopo la prima fusione, correggendo i dettagli che sono andati persi potrete riutilizzare lo stampo che, cuocendo di volta in volta, diventerà via a via sempre più affidabile.
« Ultima modifica: Ottobre 09, 2009, 12:49:12 am di Ariesignis »
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Offline Ariesignis

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Re: Costruire un athame (dalla A alla Z)
« Risposta #17 il: Ottobre 09, 2009, 12:11:52 am »
Ora che abbiamo visto per sommi capi la realizzazione di un athame con leghe a bassa temperatura di fusione come il bronzo, direi di tornare al materiale principe per questo strumento: il ferro/acciaio.

Nel post sono costretto ad avvalermi anche di alcuni disegni (immagini autorizzate da Lucelibera) che, pur appesantendo un poco la pagina, credo aiuteranno non poco voi, a capire, e a me a spiegarmi in modo un poco più chiaro di quanto riesca di solito.

Per ora escludo l'eventualità che forgiate lame da pezzi grezzi, partiamo quindi dal fatto che, dopo aver fatto le vostre considerazioni sul primo post riguardo i materiali, abbiate ricavato una barra di acciaio che abbia per lunghezza: quella della lama+manico;
per larghezza e spessore: la massima larghezza ed il massimo spessore che desiderate per la vostra lama.

Insomma, in sostanza vi rtroverete in mano con una sorta di righello di acciaio. Sagomerete la punta e la lama a piacimento con la smerigliatrice angolare, aiutandovi magari con una mola elettrica per le finiture...
... ma il punto importante su cui dovete soffermarvi è come avete intenzione di mettere il manico.

Come avevo già accennato, ci sono due tipi fondamentali di immanicature: a guancette e "diretta" o passante, ecco un esempio.



Qualunque sia la vostra scelta, nel caso vogliate mettere una guardia di metallo alla lama o avere una immanicatura più stretta rispetto la lama stessa, dovrete ora rimuovere parte dell'acciaio... specie per le immanicatura dirette saranno da evitare intagli a 90°: rendono la lama parecchio sensibile agli stress di flessioni e colpi.
Ecco come dovrebbe essere il taglio:



Per ottenere angoli morbidi, prima del taglio con la smerigliatrice angolare, vi basterà utilizzare il trapano per creare due fori che vadano a rettificare gli angoli fra lama e codolo dell'immanicatura.
Nel caso poi vogliate inserire una guardia metallica fra lama e manico, sempre per evitare lo stress da colpi, badate a che i punti di contatto fra lama e guardia siano solo ai lati, così come esemplificato dal disegno seguente:



Per realizzare una guardia, vi servirà un pezzo di metallo (tipo blocchetto) che andrete a traforare prima con il trapano e, successivamente, seguendo i fori a intagliare con lima e, magari con l'ausilio di una piccola fresa così come nella sequenza sotto suggerita:



Per fissare la guardia avete tre possibilità:
1-Saldarla (dal lato del codolo in modo che dopo l'immanicatura non si veda nulla)
2-Rivettarla (fissarla con rivetti), ma dovrete prevedere una guardia bella corpulenta!
3-Farla ad incastro, ossia, pur rispettando quanto sopra, prevederla di uno spessore tale che, dopo aver superato il livello necessario, non vada a toccare gli angoli stondati fra lama e codolo andando poi a combaciare perfettamente con il profilo del codolo stesso: soluzione molto elegante ma che richiede una precisione certosina ed un lavoro di lima e microfrese notevole... lo consiglio solo a chi ha fatto laboratorio di meccanica in un istituto tecnico (lima...lima...lima...). In questo caso la guardia sarà completamente salda solo ad immanicatura terminata.

Continua...
« Ultima modifica: Ottobre 13, 2009, 02:40:42 pm di Ariesignis »
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Offline Ariesignis

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Re: Costruire un athame (dalla A alla Z)
« Risposta #18 il: Ottobre 09, 2009, 12:39:17 am »
Se siete riusciti nelle operazioni di preparazione del complesso lama-codolo per l'immanicatura, dovrete ora risolvere il problema del manico.

Partiamo con l'immanicautra più semplice ed a mio avviso più stabile se realizzata artigianalmente da noi che, pur con tutta la buona volontà, non siamo professionisti: l'immanicatura diretta con del corno.

Circa il corno se ne è già parlato. Partiamo dal fatto che avete un blocco di corno compatto entro cui infilare il codolo del manico. Se il vostro corno è laminare, andrà bene per l'immanicatura a guancette di cui parleremo più avanti.

Iniziamo con il forare il corno ricavando un alloggiamento per il codolo d'immanicatura della lama con il trapano:



Si parte con un foro guida al centro, poi con due fori laterali e si rifinisce quindi con una lima sottile: state stretti, allo stato attuale il corno non dovrebbe riuscire ad entrare nel codolo per almeno 1mm di spessore!!! Vedrete poi che sarà il fuoco a fare entrare il corno in modo definitivo!
Comunque, per la buona riuscita è indispensabile che i fori siano perfettamente dritti: un trapano a colonna è fortemente consigliato.

Dovete anche valutare che perché, poi, il corno non si sfili dall'immanicaura, va previsto un sistema di fissaggio alla fine. I metodi più utilizzati sono tre per quel che riguarda l'immanicatura "full tang" e "hidden tang" (a tutto manico, la seconda differisce dalla prima perché la chiusura è nascosta) più uno per l'immanicatura "partial tang":
1-saldare al codolo una barretta filettata a cui, dopo l'inserimento del corno, sarà avvitato un dado o un pomello
2-ricavare la filettatura direttamente sul codolo: è più laborioso ma molto più solido
3-lasciare il corno un poco più corto per dare spazio ad un pomello da cui possano spuntare 1-2mm di codolo; successivamente all'inserimento di corno e pomello, si martellerà il codolo fino a che, schiacciandosi ed espandendosi, blocchi il tutto (secondo me questo è il sistema migliore)
4-per l'immanicatura parziale, si userà il sistema di fissaggio a rivetti di cui parleremo per il manico a guancette. Quest'ultima, per l'immanicatura diretta, la sconsiglio a meno che non si disponga di strumenti molto precisi che non lasciano margine all'errore umano (per quanto possibile).

Ecco alcuni esempi...





Deciso il tipo d'immanicatura non resta ora che infilare il corno. Per prima cosa dovremo riscaldare il codolo della lama. Nel disegno qui sotto vedete una fiamma all'ossicetilene, ma un cannello portatile di quelli funzionanti con bombolette da campeggio usa e getta va più che bene (costano una cantata e possono essere utilizzati per un sacco di cose)...



A questo punto, con il codolo quasi rovente (sottolineo il quasi, non deve essere al calor rosso!), con l'accortezza di guanti da lavoro di cuoio e mano ben ferma si dovrà infilare il corno. Attenzione, se lo farete entrare storto avrete rovinato tutto, quindi: presa ben salda, non spaventatevi se arrivano delle fiamme! Scompaiono subito!



Ora, perché il corno non continui a bruciare, bagnatelo con un filo d'acqua a partire dal lato della lama evitando invece di bagnare la parte di codolo che spunta dal corno e che dovrà invece raffreddare lentamente (c'é altrimenti il rischio che subisca una mezza tempra e, questa parte, deve invece avere più resilienza che durezza)



Ora non vi resterà che sagomare il corno con lime, frese o altro a seconda del vostro progetto, fissarlo come accennato prima, lucidare il tutto e portarlo a finitura (sulle finiture potremo magari parlarne più avanti se interesserà)

Nella prossima puntata vedremo l'immanicatura a guancette.
« Ultima modifica: Ottobre 13, 2009, 02:33:19 pm di Ariesignis »
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Offline neti.neti

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Re: Costruire un athame (dalla A alla Z)
« Risposta #19 il: Ottobre 09, 2009, 11:46:21 pm »
Ariesignis grazie per il corso avanzato!
eh ma l'acciacio è tosto parecchio!
complimenti e grazie, sarà molto utile!
... basti dire che sono un discepolo Tibetano di un certo grado,
cosa questa che a voi dice ben poco, poiché tutti siamo discepoli,
dal più umile aspirante fino al Cristo medesimo e oltre.

Offline neti.neti

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Re: Costruire un athame (dalla A alla Z)
« Risposta #20 il: Ottobre 10, 2009, 06:04:49 pm »
 :smile:
bene, poi mi racconterai...
Visto che lo fai in acciaio assicurati di avere gli strumenti per qualsiasi operazione, lime per limare, punte per forare, etc...etc... e soprattutto che siano in uno stato ottimo, ben affilate, altrimenti farai il triplo della fatica!!!
Per la forgiatura non so darti consigli, ma la guida di Ariesignis credo sia piu' che buona.

cosa sei riuscita a reperire sinoa d ora?
... basti dire che sono un discepolo Tibetano di un certo grado,
cosa questa che a voi dice ben poco, poiché tutti siamo discepoli,
dal più umile aspirante fino al Cristo medesimo e oltre.

Offline aria

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Re: Costruire un athame (dalla A alla Z)
« Risposta #21 il: Ottobre 10, 2009, 06:12:29 pm »
si'sto seguendo i consigli Aries e Alister...idealmente vorrei trovare un fabbro per bazzicare nella sua officina e fare un po'di pratica...il mio amico mi dara'una mano anche  in questo..e nell'acquisto dei materiali...
insomma sono ad una fase iniziale ma non ho fretta....
« Ultima modifica: Ottobre 10, 2009, 06:18:57 pm di aria »

Offline Ariesignis

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Re: Costruire un athame (dalla A alla Z)
« Risposta #22 il: Ottobre 14, 2009, 01:19:48 pm »
Ringraziando nuovamente Cordelo per il lavoro fatto sulle immagini anche di questo post, termino la "serie" con l'immanicatura a guancette di cui ho già accennato in precedenza...

IMMANICATURA A GUANCETTE

Questo tipo di manico è fra i più utilizzati nei coltelli pieghevoli, ma risulta ottimo anche per i coltelli a lama fissa. Nell’immanicatura a guancette, il manico è costituito da due spessori fissati simmetricamente rispetto il codolo della lama grazie a rivetti o chiodi (pin) passanti. Rispetto l’immanicatura diretta, il codolo dovrà essere quindi più largo (almeno quanto il manico) e forato per consentire il passaggio di rivetti o chiodi.

Per prima cosa dovrete preparare le guancette, qui di seguito è mostrato il procedimento con del legno, ma lo stesso è applicabile anche al corno.







Abbondate di almeno un millimetro rispetto le misure del manico, rifinirete il tutto con la lima solo DOPO il fissaggio, questo vi garantirà un montaggio preciso e senza sbavature.

Una volta preparate le guancette dovrete considerare la preparazione del codolo per fissarle allo stesso rendendole solidali alla lama del vostro athame. A tale proposito saranno previsti fori passanti adatti all’uso:


Nella foto sopra è possibile notare che, oltre ai fori per i rivetti, sono presenti forellini di diametro minore che nella fase di incollatura andranno ad accogliere parte della colla (da mettere in abbondanza! Le sbavature si elimineranno poi!) aumentando la solidità del fissaggio. Rispetto questa immagine, lavorando noi con una lama a doppio filo, ricordo che il nostro manico dovrà essere invece perfettamente simmetrico.

ATTENZIONE: Per una maggiore precisione ed accuratezza, non forate il codolo singolarmente! Fatelo contestualmente alla foratura delle guancette!



Quindi, rispetto alla foto, vi consiglio creare i forellini per la colla fin da subito, ma di non fare immediatamente i fori passanti per i rivetti o i chiodi! 
Preparate il “sandwich” guancetta/codolo/guancetta aiutandovi a tenerlo saldo con del nastro adesivo di carta e/o una piccola morsa, quindi fate i fori passanti. In questo modo sarete certi che i fori coincidano perfettamente da parte a parte. Il nastro adesivo non è un vezzo, infatti, specie per i materiali che tendono a scheggiarsi, ridurrà il rischio che il foro di uscita del trapano vi rovini la guancetta irreparabilmente.

A questo punto, si passa alla fase dell’incollatura.


Come dicevo restate abbondanti nella colla. Non appena avrete applicato le guancette e le avrete fissate con morsa e simili, fate passare nei fori passanti i chiodi e/o i rivetti che rifinirete ad incollaggio terminato.

Circa l’incollaggio siate pazienti, attendete l’asciugatura con tutta la calma del mondo: volendo essere scrupolosi moltiplicate per due il tempo consigliato dalla casa produttrice (per fare “bella figura” dichiarano sempre il minor tempo possibile individuato a umidità bassissima e temperature tropicali: diffidate!).
Se usate colle epossidiche bicomponente, siate particolarmente scrupolosi nel miscelare in modo omogeneo le due parti e, rispetto il consiglio di cui sopra, esagerate ancora di più: moltiplicate per tre!

Una volta sia asciugata la colla non vi resterà che capitozzare i chiodi passanti o battere i rivetti, e limare le eccedenze.
Ripeto, siate abbondanti sia nelle misure delle guancette che nella lunghezza dei chiodi (per i rivetti è invece necessaria una precisione millimetrica e consiglio l’uso del calibro: non fate i brigosi e, se sapete usarlo leggete anche il nonio decimale).
Se è vero che questo “stare abbondanti” vi costerà un poco di lavoro di lima in più per le rifiniture, vi darà un risultato finale assolutamente superiore anche perché, è evidente: a togliere materiale si fa sempre in tempo mentre aggiungere è qui impossibile

Un ultima considerazione sui chiodi o i rivetti. I rivetti sono facili da montare (basta un martello), ma non possono essere limati durante la sagomatura della faccia della guancetta. Per questo, personalmente preferisco i chiodi che, in fase di finitura, consentono un accoppiamento chiodo/guancetta particolarmente omogeneo. I chiodi migliori non sono altro che sbarrette di metallo di diametro esattamente uguale a quello del foro passante. Ecco come usarli:
1-infilate un pezzo della sbarra nel sandwich lasciando circa un centimetro per parte;
2-mentre la colla è ancora fresca ed il sandwich è in morsa piegate leggermente gli eccessi del chiodo nella medesima direzione. Per chiarire il concetto, se immaginate una immanicatura con due soli chiodi, l’ideale sarebbe piegare gli eccessi di quello più vicino alla lama verso la lama stessa e di fare l’opposto per il chiodo a fine manico: questo creerà una sorta di “trazione” e di ulteriore “blocco” della guancetta rispetto il codolo della lama.
3-ad incollatura terminata, tagliate parte degli eccessi del chiodo lasciando almeno 1mm per parte che batterete con un martello (possibilmente di resina per evitare eventuali danni) su un piccolo incudine. In questo modo, grazie alle proprietà elastiche del metallo, schiacciandosi tenderà ad espandersi rendendo ancora più saldo il contatto fra chiodo/guancetta/codolo nel sandwich. Prima di battere il chiodo, fate qualche giro ben stretto e robusto di nastro adesivo attorno al manico e/o, se la situazione ve lo consente, stringete il sandwich con un morsetto: in questo modo, non metterete sottostress l'incollatura in una fase in cui i chiodi non stanno ancora svolgendo pienamente il proprio compito.
4-eliminate quindi l’eccesso residuo con una lima fino a raggiungere il materiale della guancetta che andrete poi ad aggiustare nella finitura (es. lucidatura del corno con carte vetrate finissime, lane abrasive ecc.).


Sperando di essere stato utile a qualcuno, auguro buon lavoro! ...e in bocca al lupo!
« Ultima modifica: Ottobre 14, 2009, 01:30:59 pm di Ariesignis »
.:.Ignis et Azoth Tibi Sufficiunt.:.

Offline Ariesignis

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Re: Costruire un athame (dalla A alla Z)
« Risposta #23 il: Ottobre 16, 2009, 12:45:19 pm »
Ah, dimenticavo, per chi desiderasse saperne di più su come forgiarsi l'athame da sé, consiglio un testo entry level a mio avviso piuttosto completo, è in un inglese tecnico molto comprensibile...


Basic Blacksmithing - An Introduction To Tool Making
.:.Ignis et Azoth Tibi Sufficiunt.:.

Offline farfalluzza89

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Re: Costruire un athame (dalla A alla Z)+
« Risposta #24 il: Giugno 30, 2010, 03:01:07 pm »
Wow sarebbe bello costruirsi un athame così!!!
a me piacerebbe avere un athame fatto da me e mi piacerebbe tutto in legno...si è vero non è nella tradizione però leggendo vari libri sulla wicca ho espresso la mia personale opinione che se senti di fare una cosa in un certo modo devi seguire il tuo istinto!!! però il punto è che non so da dove iniziare  :wall: c'è qualcuno che saprebbe consigliare come intagliare il legno? :60:

Offline Lucelibera

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Re: Costruire un athame (dalla A alla Z)+
« Risposta #25 il: Giugno 30, 2010, 03:06:25 pm »
Farfalluzza è vero che le cose vanno plasmate secondo la nostra necessità e istinto, ma se determinati oggetti sono fatti in un modo preciso evidentemente c'è un perchè.. e capire questo perchè ci porta solo a metà strada per "sentire" l'oggetto... ;)

Offline farfalluzza89

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  • FataLuna
Re: Costruire un athame (dalla A alla Z)+
« Risposta #26 il: Giugno 30, 2010, 03:35:18 pm »
grazie Luce :60: e che qualche giorno fa ho visto in rete una foto di un athame in legno bellissimo e me ne sono innamorata però hai proprio ragione!!
potrebbe capitare l'oggetto non sia equilibrato "energicamente" :antares:

 

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