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Autore Topic: Omeopatia  (Letto 424 volte)

Offline Proiezione astrale

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Omeopatia
« il: Novembre 28, 2003, 09:06:23 pm »
Ho trovato una farmacia ke c\'era scritto sopra farmacia-omeopatia-erboristeria.nn so ke cos\'è l\'omeopatia anke se la sento spesso nominare,kos\'è? :lol:                    

Dragonedifuoco

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Omeopatia
« Risposta #1 il: Novembre 28, 2003, 11:43:02 pm »
E\' un po\' lungo, ma credo che sia utile:

Come nasce l\'omeopatia

Quasi 200 anni fa il medico ricercatore Samuel Hahnemann, mentre stava traducendo un opera medica (la Materia Medica di Cullen) dall\'inglese al tedesco, rimase particolarmente colpito da una confusa descrizione sull\'uso della corteccia di china nella terapia della malaria. Per far luce sugli aspetti poco chiari di quanto riportato, volle provare egli stesso gli effetti della sostanza. Come annotò, tutte le volte che assumeva la corteccia \"i piedi, la punta delle dita.. prima si freddano, mi sento fiacco e stanco, poi il cuore comincia a pulsare, il polso duro e veloce.. poi sento battere alla testa, rossore alle guance, sete; in breve tutti i sintomi della febbre intermittente della malaria compaiono uno dopo l\'altro, ma senza brividi febbrili veri e propri\". (n.b.: all\'epoca non esisteva ancora il termometro).
Il rimedio che si era dimostrato efficace, secondo quanto riportato da Cullen, nel trattamento delle febbri malariche, assunto in piccole dosi da Hahnemann (in condizione di salute), determinava la comparsa di sintomi che ricordavano quelli della malaria stessa.
Il medico e ricercatore, per lo spirito di verifica che lo caratterizzava, provò su se stesso e su alcuni volontari sani anche l\'effetto di altre sostanze; dopo innumerevoli esperienze arrivò alla conclusione che tutte le sperimentazioni provocano sull\'uomo la comparsa di un insieme di sintomi che assomigliava ad una malattia.
Quindi utilizzò i rimedi così sperimentati come dei farmaci in tutti quei casi in cui i disturbi che caratterizzavano la condizione patologica corrispondevano a quelli osservati precedentemente nelle persone sane. Il risultato fu sorprendente: i medicamenti così individuati si dimostrarono efficaci nel trattamento delle condizioni morbose.
Hahnemann riassunse tutto questo nella legge della similitudine: il medicinale omeopatico cura, nell\'individuo malato, gli stessi sintomi che è in grado di determinare quando somministrato ad una persona sana e sensibile.
Nell\'applicazione pratica di questo principio ci si scontrava con la tossicità o velenosità dei rimedi che dovevano essere assunti. Hahnemann propose una soluzione tanto semplice quanto geniale: diluire il rimedio originario fino ad eliminare gli effetti avversi. Nonostante la diluizione, le proprietà terapeutiche della sostanza rimanevano inalterate.
La legge della similitudine diventa perciò: una sostanza che a dosi ponderali determina una serie di sintomi nell\'individuo sano, è in grado, una volta diluita, di curare gli stessi sintomi.
Per esempio, tutti conosciamo gli effetti di una puntura d\'ape: edema, leggero arrossamento, dolore pungente migliorato da applicazioni fredde (molte reazioni allergiche che interessano la cute si presentano sotto questa forma). Il rimedio omeopatico Apis mellifica, ottenuto per diluizione e dinamizzazione dal veleno dell\'insetto, è estremamente utile in tutte quelle condizioni patologiche che possono ricordare per modalità e caratteristiche le reazioni locali che seguono l\'inoculazione del veleno, inoltre risolve brillantemente e rapidamente la gran parte delle punture d\'ape.
Già nel V secolo Ippocrate affermava \"gli stessi agenti che hanno provocato il male lo guariscono\".


Questa nuova metodica curativa venne chiamata dallo stesso Hahnemann \"OMEOPATIA\" . Il termine deriva da due vocaboli greci: òimos= simile e pathos= malattia-sofferenza.


L\'omeopatia, nella sua evoluzione, giunge a riconoscere, per ciascun individuo, il rimedio omeopatico (\"simillimum\") che rispecchia nella misura migliore possibile tutti i suoi sintomi fisici, mentali, l\'aspetto costituzionale e di temperamento.
Trovare il \"Simillimum\" non è sempre (anzi quasi mai lo è) impresa facile. La ricerca viene fatta scegliendolo tra un\'infinita gamma di sostanze; si tratta di stabilire un rapporto analogico tra l\'insieme delle caratteristiche del malato e le informazioni riportate dalle materie mediche dei rimedi. Il medicamento così individuato viene somministrato in alta o altissima diluizione fino a che non si sia ottenuto l\'effetto desiderato. L\'esperienza del prescrittore gioca un ruolo determinate nella possibilità di successo. L\'esito può essere straordinario: il malato migliora progressivamente e stabilmente sia dal punto di vista fisico che emotivo fino a \"fargli raggiungere il fine più alto della sua esistenza\" (Maurizio Marini).
Alla fine dell\'800, dopo un periodo di splendore, la medicina omeopatica va incontro a un declino.
Il pensiero del Maestro viene interpretato secondo due principali correnti: gli UNICISTI legati fortemente alla scuola Hahnemanniana e convinti sostenitori del rimedio unico dato ad alte o altissime diluizioni, lo stesso rimedio per tutta la vita; e i PLURALISTI.
Questi, consapevoli delle difficoltà che si incontrano nell\'individuare il rimedio di fondo e delle potenzialità offerte dalla combinazione ragionata delle basse diluizioni, prediligono l\'uso di due o più rimedi opportunamente associati per il trattamento delle varie situazioni cliniche.
L\'omeopatia unicista ha perciò un\'impostazione prevalentemente vitalistico-filosofica, la pluralista più sintomatica e tecnica.
Una ventata di novità viene introdotta nei primi decenni del \'900 dal dottor H.H. Reckeweg che rivisita tutta la medicina omeopatica alla luce delle nuove conoscenze scientifiche acquisite in campo biomedico.
Reckeweg è considerato il padre dell\'OMOTOSSICOLOGIA, se si vuole dell\'omeopatia moderna.
In quest\'ottica quello che noi chiamiamo comunemente malattia non è altro che la manifestazione della lotta che l\'organismo quotidianamente compie per eliminare, neutralizzare ed espellere i fattori lesivi per l\'organismo stesso, generalmente chiamati tossine.
I sintomi influenzali (mal di testa, brividi, aumento della temperatura corporea, starnuti, scolo nasale, mal di gola..ecc) che ci affliggono in questo periodo dell\'anno, sono espressione della reattività del nostro sistema di difesa che tenta, con i mezzi che ha a disposizione, di avere la meglio sul virus stagionale.
La febbre, tanto temuta, ha un ruolo importante nella strategia difensiva: intorno ai 38°C l\'attività biochimica cellulare è al massimo: \"motore avanti tutta\" per annientare la tossina, ed è in questa condizione che si realizza il blocco nella replicazione virale o batterica.
Anche i fenomeni respiratori (tosse, scolo nasale, catarro) sono armi importanti per l\'espulsione meccanica del patogeno.
Tutto il nostro arsenale difensivo è coinvolto nelle operazioni di annientamento dell\'invasore.
Se la malattia è espressione della lotta dell\'organismo contro le tossine a chi giova l\'impiego accanito di farmaci antipiretici, antitussivi , antinfiammatori? L\'uso controllato e ragionato di questi strumenti non è da escludere, ma nel farlo bisogna avere la consapevolezza che quello che si ottiene è una remissione del sintomo e che la partita con il patogeno potrebbe essere ancora aperta.
E\' auspicabile che la battaglia cui abbiamo assistito si concluda in modo favorevole alle nostre milizie con la guarigione completa; a volte però la potenza dell\'avversario è tale per cui dobbiamo ricorrere agli alleati farmaci. Quelli omotossicologici e omeopatici agiscono in concerto con il nostro sistema immunitario, arricchendo e potenziando le strategie difensive.

Se vuoi altre info questo olink ti potrebbe essere utile:
http://www.omeopatia.it/newdefault.asp

Fuori da tutti questi paroloni e dalla storia, per interessante che sia, l\'omeopatia è la cura dei disturbi fisici (a anche di natura psicologica a volte) attraverso rimedi naturali.
Ci sono poi molte specializzazioni e modi per farla, ma alla base c\'è questo. Come vedrai si applica non solo agli essere umani, ma anche agli animali.
E\' un modo non intrusivo di curare senza usare sostanze chimiche preparate artificialmente                    

Zephyrus

  • Visitatore
Omeopatia
« Risposta #2 il: Novembre 29, 2003, 10:47:58 am »
Grazie Dragone! Davvero illuminante :D                    

Dragonedifuoco

  • Visitatore
Omeopatia
« Risposta #3 il: Novembre 29, 2003, 02:32:52 pm »
Prego, non c\'è di che.
Io sono una forte sostenitrice dell\'omeopatia, e la uso quasi sempre, a parte casi disperati in cui mi rifugio nell\'aulin.
Cmq quel sito che vi ho indicato è davvero ben fatto                    

 

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Luglio 31, 2021, 10:36:09 am

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