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Autore Topic: [ Visioni e Dejavù ]  (Letto 2238 volte)

Offline rhuna

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #45 il: Settembre 11, 2008, 12:11:36 pm »
:'( io non capisco...mi spiego meglio, potrebbe essere un discorso valido in un contesto scientifico ma tra noi...chi pensa che solo ciò che si può dimostrare, toccare, manipolare sia vero?
posso capire una sorta d'illusione di controllare l'evoluzione degli eventi, può capitare..
Ma...e il tempo?...se il tempo non esiste, non esiste oggi, ieri, domani, esiste solo ora, qui, unico e irripetibile...ammetto la mia ignoranza (e si vede :biggrin2:) ma perchè farsi queste domande?
...se domani non sorgesse il sole, se non fosse sorto manco ieri, se ci fosse solo in questo istante...avrebbe senso parlare di vita, di cibo, di natura, di arcobaleni... :unsure: ho bisogno di delucidazioni...chiedo scusa in anticipo, voi avete capito ma io no  :bye2:
Non è un illusione, è obbiettività.
il qui e ora è un bellissimo assioma legato più alla cultura orientale che non alla nostra.
Magari il sole ieri non è sorto perche un ieri non esiste ma noi, alzandoci la mattina lo abbiamo visto nascere e questo è a mio avviso l'importante.
Noi dobbiamo lavorare in primo luogo sulle nostre percezioni poi, semmai sulle tematiche più profonde.
In poche parole, in una bella giornata di sole se siamo in giardino non preoccupiamoci se il sole sorgerà domani o se mai è sorto ieri ma limitiamoci a goderne il tepore che ci invia.
Anche nella dottrina orientale viene data molta importanza alla necessità di non cadere negli estremi.
Ryosho


ti ringrazio, conosco l'assioma di cui parli e spesso mi ritrovo a pensare a vivere l'istante perchè concordo che questo sia importante...ma non riesco a vedere il collegamento con quello che ha scritto Faol...mi sembrava più una sorta di regola scientifica da applicare, o da verificare in un contesto come il nostro e nello specifico, le visioni, che per il momento almeno, non mi sembra siano spiegabili o dimostrabili scientificamente...(o almeno..io non ne sono al corrente :biggrin2:
quello che intendevo dire io è, facendo un paragone forse non azzeccato perfettamente, perchè domandarsi se il sole sorgerà domani, perchè chiedersi se non fosse sorto ieri e pensare se esistesse solo il qui e ora?
Qual'è l'utilità di tutte queste elucubrazioni mentali?
Il sole c'è...come il tempo scorre...e speriamo che entrambi non smettano mai il loro compito ;)
I sentieri si fanno camminando...

Offline ryosho

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #46 il: Settembre 11, 2008, 12:15:50 pm »
tutto cio che è vissuto di passato presente e futuro, da un soggetto che non aveva mai vissuto prima è visione, se un soggetto rivive nell'istate che ha assistito a qualcosa gia successa è dejiavu.
indipendentemente dal tempo e dalla cultura e dall'importanza dell'accaduto.
wow spero di essere stato chiaro
grazia
Non credo si possa semplificare così.
La questione è un pò più complessa di come la descrivi tu. Certo piacerebbe anche a me avere tutte le vostre certezze. Mi dite quali testi avete studiato per essere così sicuri delle vostre convinzioni!!! Io in commercio non ho mai trovato il manuale del perfetto sensitivo. Quelle che esponiamo, anche le mie naturalmente, sono solo il frutto delle nostre convinzioni, non necessariamente possono essere spacciate per verità assolute, non credete?



Esatto Rhuna è proprio questo quello che intendevo parlando del rischio di cadere in facili estremismi.

Ryosho


Edit: uniti i due messaggi. Mara
« Ultima modifica: Settembre 11, 2008, 01:00:12 pm di marachella »

Offline prudens

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #47 il: Settembre 11, 2008, 12:24:53 pm »
tutto cio che è vissuto di passato presente e futuro, da un soggetto che non aveva mai vissuto prima è visione, se un soggetto rivive nell'istate che ha assistito a qualcosa gia successa è dejiavu.
indipendentemente dal tempo e dalla cultura e dall'importanza dell'accaduto.
wow spero di essere stato chiaro
grazia

Nemmeno io condivido  :harhar:
Un déjà vu, come ho già detto, non riguarda affatto qualcosa di già accaduto.Il nostro cervello crede sia accaduto e abbia già vissuto tutto ciò, ma non è detto che sia vero.
Come ho già detto per me (e per la scienza) è semplicemente un errore di memoria,un tentativo di accomunare esperienze. Il cervello lo fa continuamente per risparmiare risorse ed evitare sovraccarichi.
Ovviamente questa è la mia visione, poi pensate che volete  :harhar:

Per quanto riguarda la definizione di visione, è un po' generalizzata, e correggendo qualche cosa potrei condividere :P


edit:correzioni errori  :chair:
« Ultima modifica: Settembre 11, 2008, 12:27:45 pm di prudens »
If I read a book and it makes my whole body so cold no fire can ever warm me, I know that is poetry.

Offline ryosho

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #48 il: Settembre 11, 2008, 12:31:14 pm »
Fermo restando che per non inflazionare troppo il termine di visione, a mio parere bisognerebbe non prescindesse dall importanza che questa può assumere.
Nell'antichità la visione era considerata un dono degli dei, non certo una maniera per sapere in anticipo se un vaso si era rotto a casa.

Offline elfagiglio

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #49 il: Settembre 11, 2008, 01:02:47 pm »
Alcune volte mi sembra difficile intavolare una discussione, soprattutto quando non ho ben chiaro di cosa si sta parlando ... per questo trascrivo paroparo la versione di dejavù che ho trovato su wikipedia

Déjà vu
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 Nota disambigua – Se stai cercando altri significati di Déjà Vu, vedi Déjà Vu.
Il déjà vu (in Francese /deʒavy/ "già visto"), è la sensazione di aver vissuto precedentemente un avvenimento o una situazione che si sta verificando.

Il termine fu creato dallo psicologo francese Émile Boirac (1851–1917), nel suo libro L'Avenir des sciences psychiques ("Il futuro delle scienze psichiche"), revisione di un saggio che scrisse quando ancora era studente all'Università di Chicago. L'esperienza del déjà vu è accompagnata da un forte senso di familiarità, ma di solito anche dalla consapevolezza che non corrisponde realmente ad una esperienza vissuta (e quindi si vive un senso di "soprannaturalità", "stranezza" o "misteriosità"): l'esperienza "precedente" è perlopiù attribuita ad un sogno. In alcuni casi invece c'è una ferma sensazione che l'esperienza sia "genuinamente accaduta" nel passato.

Per tentare di spiegare scientificamente il fenomeno, una possibile ipotesi generale (di basso livello interpretativo o inferenziale) sembra essere quella di una sensazione di familiarità (e quindi: "già visto") falsa, e cioè dovuta ad una alterazione (patologica o momentanea; selettiva o pervasiva) delle funzioni cognitive di riconoscimento (attenzione) e recupero (memoria). Questo senso di familiarità, ad alto valore emotivo, si può estendere (pervasivamente) a tutti gli elementi presenti in quel momento nell'ambiente percepibile, anche se nuovi. Altresì potrebbero rimanere normali (selettivamente) altre funzioni cognitive: da ciò proverrebbe, ad esempio, la consapevolezza per cui "ma no, non è vero: non l'ho già vissuto" che in molti casi si prova, in discordanza con la sensazione.

Il déjà vu sembra essere un fenomeno molto comune. In una ricerca del 2003[1] Alan S. Brown, psicologo alla Southern Methodist University, stima che il 60% della popolazione abbia avuto almeno una volta nella vita un'esperienza di déjà vu.

La difficoltà di riprodurre in laboratorio il fenomeno del déjà vu rende molto difficili la ricerca e gli studi empirici.

 Ricerca scientifica  [modifica]
Negli ultimi anni, il déjà vu è stato oggetto di vari studi ed esperimenti psicologici e neuropsicologici. La spiegazione più accreditata, secondo gli scienziati di questi campi, è che il déjà vu non è un atto di "precognizione" o di "profezia", ma è in realtà un'anomalia della memoria; è l'impressione di "richiamare alla memoria" un'esperienza che è falsa. Ciò è confermato dal fatto che nella maggior parte dei casi il senso di "reminiscenza" nel momento del déjà vu è forte, ma alcune circostanze dell'esperienza "precedente" (quando, dove e come è accaduta) restano incerte. Allo stesso modo, col passare del tempo, dei soggetti possono mostrare un ricordo forte di aver avuto lo "sconvolgente" déjà vu, ma uno debole o nullo dei dettagli dell'evento/i che stavano "ricordando" quando hanno avuto il déjà vu, e, in particolare, questo potrebbe risultare da una sovrapposizione tra i sistemi neurologici responsabili della memoria a breve termine (eventi che si percepiscono come presenti) e quelli responsabili della memoria a lungo termine (eventi che si percepiscono come passati).

Alan S. Brown nel suo studio[2] ci riporta le maggiori teorie:

1) Teorie neurologiche. Si tratterebbe di una epilessia breve e circoscritta che causa una disfunzione del sistema nervoso. Il medico austriaco Josef Spatt ha collocato la sede nella corteccia paraippocampale (in particolare nel giro paraippocampale e nelle sue connessioni con la neocorteccia), associata con la capacità di giudicare la familarità. L'ipotesi sembra supportata da evidenze sperimentali[3] perché, al verificarsi del fenomeno, l'attivarsi della corteccia paraippocampale può essere escluso selettivamente dal funzionamento normale di altre strutture cerebrali (la corteccia prefrontale e l'ippocampo propriamente detto), legate alle funzioni mnemoniche e cognitive.

2) Teoria del processamento duale. Pierre Gloor[4] spiegherebbe il deja-vu come una momentanea e rara (o, per i suoi studi su pazienti cronici, patologica) disattivazione del sistema di recupero della memoria - distinto e indipendente da un altro sistema mnestico di sensazione di familiarità, che rimane attivo e causa il fenomeno ("sto già vedendolo, so che l'ho già visto, ma non riesco a recuperarlo").

3) Teoria attenzionale. Una interruzione (un "black out" o un "reset") nella continuità dell'attenzione causerebbe un riprocessamento dell'informazione. L'interruzione ne avrebbe fatto dimenticare la presenza e non è consapevole; la percezione - o meglio la sensazione della percezione - invece permarrebbe attraverso un altro canale non cosciente. Da qui la sensazione di familiarità ("l'ho già visto un attimo prima").

4) Teorie amnestiche. All'interno del campo di attenzione ci sarebbe un elemento appartenente a un ricordo realmente memorizzato (e probabilmente avvenuto); questo elemento però, a causa di un errore di memoria per cui non si riesce a richiamare anche il contesto complessivo, sarebbe sufficiente a richiamare la sensazione di familiarità ("c'è qualcosa in questa situazione che mi ricorda... no, ho già visto proprio tutta questa situazione").

Un'ultima e recente teoria che rientra in quest'area (ma anche nelle altre teorie, non escludentisi a vicenda) è quella proposta da Susumu Tonegawa (premio Nobel in medicina, ricercatore del MIT) per cui la causa del deja-vu risiederebbe in una temporanea incapacità della memoria episodica (2006). Il riscontro oggettivo è ipotizzabile ancora nel giro dentato ippocampale ed in particolare in un gruppo di neuroni denominate "place cells" che si attiverebbero per riconoscere un luogo come già noto, e per cui non occorre ricostruire una rappresentazione (una mappa neurale). Il ricercatore comunque ha cercato (e trovato) evidenze sperimentali in animali (topi) e non nell'uomo.





 Collegamenti a disturbi mentali  [modifica]
È stata trovata una correlazione clinica tra déjà vu e disturbi mentali come la schizofrenia e l'ansietà (in particolare in situazioni di attacchi di panico contraddistinte da intensità e breve durata, 2-8 minuti), la probabilità di sperimentarne cresce considerevolmente con soggetti in queste condizioni. Tuttavia, la più forte associazione patologica del déjà vu è con l'epilessia del lobo temporale[5].

La possibilità di una correlazione ha condotto alcuni ricercatori ad ipotizzare che il déjà vu è forse un'anomalia legata ad una scarica elettrica scorretta nel cervello. Poiché la maggior parte delle persone soffre di qualche lieve, cioè non patologico, episodio epilettico (ad esempio l'improvvisa "scossa", tecnicamente uno spasmo ipnagogico, che si prova talvolta prima di addormentarsi), si pensa che una simile (lieve) aberrazione capiti durante il déjà vu, con il risultato di un "ricordo" erroneo.


 Parapsicologia  [modifica]
Il déjà vu è associato a precognizione, chiaroveggenza o percezioni extra-sensoriali, ed è frequentemente citato come un'evidenza delle abilità "psichiche" della popolazione generale. Spiegazioni non-scientifiche attribuiscono questa esperienza a profezia, visioni (ad esempio ricevute in sogni) o memorie di vite passate.


 Sogni  [modifica]
Alcuni credono che il déjà vu sia il ricordo dei sogni. L'ipotesi è che, seppure vengano solitamente dimenticati prima del risveglio, i sogni possano lasciare qualche traccia non comune all'esperienza presente nella memoria a lungo termine. In questo caso, il déjà vu potrebbe essere il ricordo di un sogno dimenticato con elementi in comune all'esperienza presente.


 Fenomeni correlati  [modifica]
Déjà vécu: il senso di aver già vissuto un'esperienza
Jamais vu: esplicitamente il non ricordare di aver visto qualcosa prima. La persona sa che è successo prima, ma l'esperienza non le è familiare.
Presque vu: il ricordare quasi, ma non del tutto, qualcosa. È la sensazione del "ce l'ho sulla punta della lingua".
Déjà visité: la strana conoscenza di un posto nuovo. Qui uno potrebbe sapere la strada da percorrere in una nuova città o in un nuovo ambiente, sapendo contemporaneamente che questo non dovrebbe essere possibile. Oltre ai sogni, per spiegare questo fenomeno si sono evocate la reincarnazione ed anche il viaggio fuori dal corpo.
Déjà senti: il sentire qualcosa di nuovo. Al contrario del déjà vu e del déjà vécu, che implicano la precognizione, questo si riferisce in modo specifico ad una sensazione mentale. Alcuni epilettici del lobo temporale potrebbero fare un'esperienza del genere.
Déjà eprouvé: "già provato a fare".
L'esprit de l'escalier: il ricordare qualcosa quando è troppo tardi, ad esempio una risposta intelligente ad un commento critico.

 Riferimenti popolari  [modifica]
Nel film del 1999 The Matrix, il personaggio di Neo ha un déjà vu (benché la sua esperienza sia leggermente diversa da un déjà vu propriamente detto: Neo vede un gatto che passa due volte di seguito). Trinity spiega a Neo che «il déjà vu è un errore di Matrix. Succede quando loro [gli agenti di Matrix] cambiano qualcosa».

Déjà vu è il nome di un'attrazione da parco divertimenti (comunemente detta "montagne russe") a forma di boomerang gigante invertito ("Super Invertigo") prodotta da Vekoma che è in funzione a Six Flags America, Six Flags Magic Mountain e Six Flags Over Georgia.

Déjà vu è anche il titolo di un brano degli Iron Maiden e di Yngwie Malmsteen. Nel disco Scenes From a Memory dei Dream Theater, lo strano deja-vu del protagonista, che dà il titolo ad una delle prime tracce, è collegato al tema della reincarnazione.

Déjà vu è anche il titolo di un disco di Crosby, Stills, Nash & Young.

Déjà vu è inoltre il titolo di un film del 2006 diretto da Tony Scott con Denzel Washington (Doug Carlin) e Paula Patton(Claire Kuchever). Il nome completo del film è Déjà vu - Corsa contro il tempo

Déjà vu è il titolo di un brano di Beyonce.


 Note  [modifica]
^ Brown, A. S. (2003) The Déjà Vu Experience: Essays in Cognitive Psychology, Psychology Press
^ Brown, A. S. op. cit.
^ Spatt, J. (2002) Déjà Vu: Possible Parahippocampal Mechanisms in: The Journal of Neuropsychiatry & Clinical Neurosciences, 14:6-10, February 2002, American Psychiatric Press
^ Gloor, P. (1990) Experiential Phenomena of Temporal Lobe Epilepsy in: Brain, Vol. 113, No. 6, 1673-1694, 1990
^ Cfr. lo studio: Neppe, V.M. (1983) The Psychology of the Déjà vu, Witwatersrand University Press, Johannesburg

 Bibliografia  [modifica]
Bodei, R. (2006) Piramidi di tempo. Storie e teorie del dèjà vu, Bologna, Il Mulino, ISBN 9788815110077
Brown, A. S. (1994) The dèjà vu Experience: Essays in Cognitive Psychology in: Psychology Press, May 1, 1994, pp. 231
Brown, A. S. (2003) A review of the déjà vu experience in: Psychological Bulletin, 2003, Vol. 129, No. 3, pp. 394-413
Gloor, P. (1990) Experiential Phenomena of Temporal Lobe Epilepsy in: Brain, Vol. 113, No. 6, 1673-1694, 1990 (Abstract)
Spatt, J. (2002) Déjà Vu: Possible Parahippocampal Mechanisms in: The Journal of Neuropsychiatry & Clinical Neurosciences, 14:6-10, February 2002, American Psychiatric Press (Full text)
Thompson, G. R. (2004) Persistent déjà vu: A disorder of memory in: International Journal of geriatric psychiatry, 2004, Vol. 19, pp. 906-907


naturalmente non escludo affatto possa riferirsi sia ad un fenomeno paranormale che mentale, semplicemente la tutela di noi stessi e della nostra salute mentale vorrebe che prima di fare ipotesi extrasensoriali si faccia riferimento al conosciuto che ai tempi nostri corrisponde al metodo scientifico.
 Onestamente io mi sento di pensare che il metodo scientifico abbia già mostrato i suoi limiti sopratutto in tempi in cui siamo venuti  conoscenza della fisica quantistica.
Conseguentemente alle nuove scoperte ci siamo trovati di fronte alle necessita di misurare cose che con il metodo scientifico cartesiano (quello che noi oggi usiamo) non sono misurabili:
un chiaro esempio il percoso dell'elettrone, che si comporta com lo scienziato pensa.
 potrebbe suggerire ad esempio come la telepatia non sia una ipotesi tanto fuori dalla scienza moderna, ma una effettiva possibilità delle nostre facoltà mentali.
con questo nessuno mai ha realmente creduto di poter fare un discorso cconcettuale telepatico, magari poi comandando a piacimento quando farlo!
la telepatia essuno pensa che possa sotituire i telefonini anche se mi farebbe piacere!
Per telepatia si potrebbe intendere  che il nostro cervello ha delle onde e queste onde possono essere trasmesse (in psicoterapia è ormai riconosciuto il fatto che l'essere umano lavora come un diapason nei confronti di altri esseri umani) quindi può capitare che io riesca a trasmettere una sensazione a qualcuno solitamente dai riscontri statistici questo qualcuno risulta essere una persona a me cara (padre madre figlio etc etc) in quanto con ogni propbabilità le nostre onde cerebrali son già in sintonia

con questo intendo dire che non è che ogni vlta che ha qualcuno viene in mente una ipotesi poco ortodossa deve correre a farsi visitare il cervello oppure bisogna dargli del credulone, perchè credulone è chi pensa di avere delle verità in mano:
 la scienza è semplicemente la conoscienza umana e pertanto in continua mutazione quello che oggi non spiega domani forse lo farà,

trovo altrettando vero che a voler continuare a cercare in ogni cosa segni del destino o di un potere superiore sicuramente il rischio è di prendere grandi fregature e di autopigliarsi in giro ... sta un pò al buon senso di ognuno
« Ultima modifica: Settembre 11, 2008, 01:13:43 pm di elfagiglio »
Ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte inciampi nei miei più segreti pensieri?

Ama tutti, credi a pochi e non far del male a nessuno.
Come arrivano lontano i raggi di una piccola candela, così splende una buona azione in un mondo malvagio
 chi muore senza portare nella tomba almeno una pedata ricevuta in dono da un qualche vecchio amico?
William Shakespeare


 
Vorrei tanto essere un clown perchè è l'espressione più alta del benefattore.
Roberto Benigni
 
Solo il cambiamento è eterno, perpetuo, immortale
Arthur Schopenhauer


Offline elfagiglio

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #50 il: Settembre 11, 2008, 01:14:28 pm »
almeno chi vuol sapere cosa è di preciso quello di cui sta parlando

 :unsure: speravo di essere utile a chi non avesse ben chiaro di cosa si tratta con il fenomeno dejavu con tanto di bibliografia
il mio commento è solo la parte finale tutto il resto è la spiegazione e la definizione del fenomeno dejavù secondo vikipedia,
« Ultima modifica: Settembre 11, 2008, 01:20:01 pm di elfagiglio »
Ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte inciampi nei miei più segreti pensieri?

Ama tutti, credi a pochi e non far del male a nessuno.
Come arrivano lontano i raggi di una piccola candela, così splende una buona azione in un mondo malvagio
 chi muore senza portare nella tomba almeno una pedata ricevuta in dono da un qualche vecchio amico?
William Shakespeare


 
Vorrei tanto essere un clown perchè è l'espressione più alta del benefattore.
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Offline ryosho

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #51 il: Settembre 11, 2008, 01:47:29 pm »
Esatto Elfagiglio...
la verità stà nel buon senso.
Quello che contesto sono semplicemente gli estremi sia nell'uno che nell'altro senso. La verità, si colloca a volte nel mezzo.
Cadere nell'estremismo di considerare tutto un fenomeno magico o un messaggio ultraterreno seconde mè è poco obbiettivo, come naturalmente è poco obbiettivo fare il contrario.
Quando una spiegazione logica o scientifica non esiste proprio allora si, è ammesso prendere in considerazione altre spiegazioni.
Non voglio certo dire che tutto è riconducibile alla scienza e alle sue scoperte. Tutti noi conosciamo i limiti delle recenti ricerche scientifiche, nemmeno quelle, per ammissione degli stessi ricercatori, sono verità assolute.

magda

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #52 il: Settembre 11, 2008, 11:18:45 pm »
Cara Magda, la differenza è sostanziale. la visione è diversa cosa rispetto alla sensazione.
Alcuni luoghi trattengono l'energia che può essere percepita da una persona sensibile, ma ancora non parlerei di visione.  Percepire l'energia che regna in un determinato luogo è indice di una sensibilità che si possiede, molte persone hanno questa "capacità".



Si ne convengo, ma vorrei capire secondo te, quando accadono tutte e due?

Edit: ma fare un po' di esercizio con le citazioni, no? Mara


« Ultima modifica: Settembre 12, 2008, 11:02:02 am di marachella »

Offline ryosho

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #53 il: Settembre 11, 2008, 11:46:42 pm »
Cara Magda, la differenza è sostanziale. la visione è diversa cosa rispetto alla sensazione.
Alcuni luoghi trattengono l'energia che può essere percepita da una persona sensibile, ma ancora non parlerei di visione.  Percepire l'energia che regna in un determinato luogo è indice di una sensibilità che si possiede, molte persone hanno questa "capacità".



Si ne convengo, ma vorrei capire secondo te, quando accadono tutte e due?


Scusami tanto ma non riesco ad afferrare bene il concetto, se puoi essere più precisa magari mi aiuti un pochino
« Ultima modifica: Settembre 12, 2008, 11:02:39 am di marachella »

magda

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #54 il: Settembre 11, 2008, 11:51:30 pm »
Scusami tanto ma non riesco ad afferrare bene il concetto, se puoi essere più precisa magari mi aiuti un pochino

Certo e ti ringrazio, se entri in un posto e senti le sensazione e vedi ciò che le ha scaturite, e più è forte la sensazione e più è nitida la visione, cos'è? Spero di essermi spiegata meglio

Edit: Magda, ti prego, fai un po' di esercizio in testing con le citazioni...  :'( Mara
« Ultima modifica: Settembre 12, 2008, 11:04:18 am di marachella »

Offline ryosho

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #55 il: Settembre 11, 2008, 11:59:05 pm »
Credo anche questo si possa far risalire alle percezioni che si sperimantano quando si entra in contatto con le energie di certi luoghi.
Credo sia un fenomeno abbastanza comune, la sensibilità della persona entra in contatto con le energie ristagnanti in un dato luogo che trasmettono al "ricevente" appunto le sensazioni e a volte i fatti accaduti nel luogo stesso.
Quando si possiede questa sensibilità, credo sia opportuno imparare a schermarsi in qualche maniera, infatti non deve essere sempre piacevole percepire certe sensazioni.
Spero di essere riuscito a spiegarmi bene.
benedizioni
Ryosho

magda

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #56 il: Settembre 12, 2008, 12:04:07 am »

Credo anche questo si possa far risalire alle percezioni che si sperimantano quando si entra in contatto con le energie di certi luoghi.
Credo sia un fenomeno abbastanza comune, la sensibilità della persona entra in contatto con le energie ristagnanti in un dato luogo che trasmettono al "ricevente" appunto le sensazioni e a volte i fatti accaduti nel luogo stesso.
Quando si possiede questa sensibilità, credo sia opportuno imparare a schermarsi in qualche maniera, infatti non deve essere sempre piacevole percepire certe sensazioni.
Spero di essere riuscito a spiegarmi bene.
benedizioni
Ryosho

Schermatissima, quando occorre, ma delle volte è molto interessante, sopratutto nelle chiese care ai Templari.
Cordialità e grazie
Magda


Quote modificato da Lucelibera... Magda non cancellare la scritta [/quote], ma devi scrivere dopo..
« Ultima modifica: Settembre 12, 2008, 09:23:55 am di Lucelibera »

Offline ryosho

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #57 il: Settembre 12, 2008, 11:39:23 am »
Toh, oggi ci mancavano solo i templari.

Tempesta

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #58 il: Settembre 12, 2008, 12:02:52 pm »
 :biggrin2: su abbassiamo i toni polemici....

Offline ryosho

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Re: [ Visioni e Dejavù ]
« Risposta #59 il: Settembre 12, 2008, 01:12:41 pm »
Ma no Tempesta, non volevo polemizzare, Magda avrà certamente capito il tono umoristico della mia frase. Se contrariamente fosse, chiedo scusa anticipatamente.

 

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