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Autore Topic: Rede Wiccan  (Letto 18302 volte)

Offline Vanth

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Rede Wiccan
« il: Agosto 04, 2003, 11:01:29 pm »
Ricollegandoci al discorso che si faceva qualche giorno fa sul thread Dogmi no, Supervisione si, abbiamo deciso, di comune accordo con l\' admin, di iniziare a postare dei suggerimenti di discussione che potessero sollecitare ad un discorso un pochino più approfondito su quelli che sono i risvolti teologici e filosofici della Wicca. Cominciamo nei thread esistenti, in attesa che ci si trovi un candidato adatto alla moderazione di un forum specifico.
Vorrei iniziare con questo piccolo articolo, che avevo già pubblicato sul Sito del PPD, riguardante il Rede: spesso citato, e spesso non del tutto capito. Purtroppo non mi risulta esista, nella letteratura disponibile in italiano, una buona esegesi del Wiccan Rede: la mia non pretende di essere né esaustiva né definitiva, solo un spunto per delle riflessioni. Spero di ascoltarne presso molte.

Il Rede Wiccan, ossia le linee guida morali per il comportamento di chi segue questa religione, esiste in diverse forme, a seconda della tradizione o della congrega che si voglia esaminare. Le differenze tra queste forme sono però di dettaglio, laddove la sostanza consiste nella formula, uguale per tutti, “An it harms none, do as thou will”, tradotta in italiano con “Se non fa male a nessuno, fa ciò che vuoi”.
Questa espressione è tuttavia elementare solo in apparenza, e molto spesso trae in inganno il lettore superficiale che la interpreta con “fai come ti pare”, questo in seguito anche ad una certa ambiguità della lingua italiana.
Vale pertanto la pena di esaminare con un po’ più di attenzione il Rede: cominciamo dalla prima parte:
“Se non fa male a nessuno”. Questa frase va intesa nel modo più esteso possibile, vale a dire dobbiamo parlare di “male” in senso non solamente fisico, ma anche psicologico, psichico e spirituale; parimenti nessuno deve essere considerato un termine inclusivo non soltanto di altre persone, ma deve comprendere sé stessi, gli animali, le piante, l’ ambiente che ci circonda, dal momento che noi riconosciamo la presenza del divino in ogni cosa. Questo rende evidente come sia impossibile seguire alla lettera il Rede sempre, dal momento che la nostra vita dipende comunque da una serie di morti, dal momento che dobbiamo nutrirci. L’ invito quindi è ad essere sempre attenti alle responsabilità che ci assumiamo con le nostre azioni, sapendo che ciò che facciamo ci ritornerà moltiplicato per tre,per il bene e per il male.
La seconda parte dice “fa ciò che vuoi”. Questo vuol dire una serie di cose: innanzitutto fa, ossia agisci. Nessuno può fare i tuoi compiti a casa: se vuoi che un qualche cosa accada nella tua vita, devi rimboccarti le maniche e darti da fare.
L’ ultima parola è “vuoi”: il termine inglese, will, è più preciso, in quanto indica esclusivamente un atto di volizione, un thelema in atto, quindi non “come ti pare”, ma “come la tua volontà decide”. Inoltre la seconda persona singolare indica esattamente “come TU vuoi”: questo significa che innanzitutto bisogna che ciascuno di noi sappia esattamente che cosa realmente vuole, per poter mettere in atto le azioni necessarie a conseguire l’ oggetto della volizione e assumendosi le responsabilità relative a queste stesse azioni.
Ed in un mondo di persone confuse, stordite da messaggi dei media che cercano di creare sempre nuovi bisogni ed in cui la principale occupazione di ciascuno è cercare di non assumersi responsabilità non è una cosa da poco.
Vivere secondo il Rede vuol dire invece confrontarsi ogni giorno con sé stessi, scrutare a fondo nel proprio animo per scoprire che cosa è che realmente vogliamo in questa vita, che cosa dobbiamo fare per ottenerlo e quali sono le responsabilità che dovremo fatalmente assumerci per arrivare dove vogliamo, ossia, in breve, significa vivere in maniera consapevole, persone che camminano con una meta in mezzo a tanti che brancolano nel buio.                    
Vanth
"...there are more things in heaven and earth, Horatio, than are dreamt of in thyne philosophy..."

morgana

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Re: La Rede
« Risposta #1 il: Agosto 05, 2003, 11:32:31 am »
Ottimo topic Vanth!
trovo che sia molto utile cercare di analizzare il significato del rede, anche perchè, per come è scritto, molti concetti possono (e lo sono sicuramente) essere fraintesi e soprattutto usati nel modo che può fare più comodo.
\"fà ciò che vuoi se non fa male a nessuno\".. è una frase che ha 1000 chiavi di lettura, può sembrare, come hai detto tu, un\'enunciazione egoistica e di libertà assoluta, mentre invece io penso che sia l\'espressione di una delle più grandi assunzioni di responsabilità nei nostri confronti e nei confronti di TUTTO quello che ci circonda; è una frase che ti può insegnare a vivere in mezzo alla gente e nel mondo nel più armonioso dei modi.
sostengo per l\'ennesima volta che dietro a tutto quanto c\'è un\'enorme dose di rispetto, al quale dovremmo tornare ogni qual volta ci troviamo davanti ad un problema o ad una decisione.
vedo questa religione come un insegnamento di vita, a partire dal conosci te stesso e accettati in ogni tua forma, senza colpevolizzarti per i tuoi difetti.. a volte i difetti possono essere fonte di grandi soddisfazioni se compresi ed accettati; amo questa scelta di vita per la consapevole libertà che ti dona; una libertà molto difficile da gestire a volte.

comunque ancora bravo Vanth.. dobbiamo capire e capirci, e agire nella più grande consapevolezza, proprio per non essere definiti esaltati o incoscienti da tutto quello che ci circonda (o da tutti quelli)

morgana                    

Kisha

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Re: La Rede
« Risposta #2 il: Agosto 06, 2003, 12:47:14 am »
Personalmente quella frase del Rede mi è stata utile e necessaria per confrontarmi con me stessa... Bravissima a farmi del male e ad aspettare inerme che me ne facessero gli altri. Il rede, con la frase \"finchè non fai male a nessuno, fa ciò che vuoi\" ,mi ha insegnato a rispettare me stessa, e ad agire, senza dipendere da altri e dalle scelte degli altri, senza però per questo prevaricare su loro...

Il cammino è ancora lungo prima di poter vivere in perfetta armonia... Ma prima o poi ci arrivo  :wink:                    

Suzuran

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Re: La Rede
« Risposta #3 il: Agosto 06, 2003, 02:39:55 am »
a me quel concetto espresso da quella frase me lo hanno insegnato fin da piccolo i miei genitori...che non erano Wiccan.

Penso che sia un concetto che appartenga anche ad altri culti ma non essendo un esperto di religioni non azzardo, però ho letto qualcosa (romanzi per lo più e quant\'altro) sulle credenze indiane dove si dice che le azioni che fai poi ti si ritocono oppure ti aiutano nelle altre vite...se ti comporti male ti trasformi in un animale oppure in una donna altrimenti puoi sperare in qualcosa di meglio (mi spiace per le donne :( )

Se non fa del male a nessuno, fai quello che vuoi ...ma se non lo fai?                    

Offline Vanth

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Re: La Rede
« Risposta #4 il: Agosto 08, 2003, 12:21:26 am »
Un classico è The Witches\' Bible di Stewart e Janet Farrar, tra i collaboratori della prima ora di Gardner. Questa edizione riunisce i due libri Eight Sabbats for the Witches e The Witches\' Way. Di più recente pubblicazione c\' è Advanced Wicca di Trish Telesco, che pur non essendo così dettagliato, nondimeno rimane uno dei pochi testi \"avanzati\" che esistono sull\' argomento.
Interessanti sono anche Buckland\'s Complete Guide to Witchcraft di Raymond Buckland (affettuosamente conosciuto come Bucky\'s Big Blue Book of Bipety Bopety Boo), Drawing Down the Moon di Margot Adler. Inoltre mi sento di consigliare vivamente, anche se tratta l\' argomento in maniera particolare, Wiccan Warrior di Kerr Cuhulain.
Per completare la propria preparazione, tuttavia, ritengo indispensabile una preparazione almeno di base in antropologia e storia delle religioni, in modo da avere un background solido, ma qui la lista di possibili testi sarebbe veramente immensa.                    
Vanth
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Offline elaphe

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Re: La Rede
« Risposta #5 il: Agosto 08, 2003, 02:12:59 am »
Non ho letto nulla della Telesco, quindi non mi esprimo in proposito... Volevo sottolineare che i Farrar non erano collaboratori di Gardner, anche se la postfazione del loro testo più famoso è stata affidata alla Valiente, che in effetti lo fu.
Quella proposta è un\'interpretazione fra le tante, probabimente una delle migliori, ma pur sempre tale. Non so se la genericità della frase in questione sia stata voluta o meno... Ho trovato chi la interpretava, se non erro in senso Crowleyano, come ricerca del proprio \"True Will\", cosa che mi lascia abbastanza freddo.
Rimane sicuramente il fatto che primaria in ogni Wiccan deve rimanere anche e soprattutto una ricerca di ciò che per ognuno significa la criptica frase di cui sopra...
Quello di Vanth è un buon suggerimento, rimane comunque tale e non ci deve lasciare con alcuna certezza in mano, che sarebbe deleteria in questo frangente.

Anche questo è un suggerimento di riflessione, baci.

E.                    
The weird sisters, hand in hand,
Posters of the sea and land,
Thus do go about, about:
Thrice to thine and thrice to mine
And thrice again, to make up nine.
Peace! the charm's wound up.

-Febo-

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Re: La Rede
« Risposta #6 il: Agosto 17, 2003, 11:59:18 am »
Citazione
Le differenze tra queste forme sono però di dettaglio, laddove la sostanza consiste nella formula, uguale per tutti, “An it harms none, do as thou will”, tradotta in italiano con “Se non fa male a nessuno, fa ciò che vuoi”.


Se non erro la frase “An it harms none, do as thou will”, compare per la prima volta nel 1975 quando venne pubblicato in un articolo intitolato Wiccan-Pagan Potpourri sul Green Egg magazine dall\'americana Gwen Thomson, la frase in questione è assente nel Rede, certo nonva confusa con la legge di Thelema di cui forse è una rielaborazione.
Intimamente legata e rafforzata dalla \"legge del tre\" che non compare però nell\'altro noto Rede della Valiente, nel cui testo l\'unico verso che ci si avvicina è \"so be it in Love that harms none\".

Il concetto è comunque simile, e ritorna in moltissime religioni sia in oriente sia in occidente, \"ama il prossimo tuo\" è la base non solo di molte religioni ma è un invito che ogni società sul nascere ha consigliato ai propri membri.

Certo un solido precetto morale nella vita reale, quando \"nessuno\" e il \"prossimo\" diventano persone vere che compiono azioni, pensano e provano sentimenti, incomincia a scricchiolare. Non credo che si tratti ne di un invito al masochismo ne tantomeno un autorizzazzione a imporre il proprio \"bene\". Non si può decidere di amare il prossimo, l\'amore è un sentimento ingovernabile ma possiamo ogni giorno provare a cercare di capire quali siano le ragioni e le emozioni degli altri e attraverso un processo razionale cercare di comprendere quale sia la reazione migliore. Alle volte il mare relativo è un mezzo necessario per raggiungere un bene superiore, certo non deve essere desiderabile, ma se non vi fosse il dolore non esisterebbe la gioia.                    

skayler

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Re: La Rede
« Risposta #7 il: Agosto 21, 2003, 07:05:30 pm »
" Ascolta adesso la parola delle streghe, il segreto che abbiamo nascosto nella notte. Quando il buio fu reso il nostro destino, che adesso noi portiamo verso la luce Acqua e fuoco misteriosi, la Terra e la sconfinata aria, per mezzo della loro nascosta essenza le abbiamo conosciute, e le conserveremo in silenzio e coraggio. La nascita e la rinascita di tutta la Natura, il passare di Inverni e Primavere noi condividiamo con il tutto, e gioiamo nell'Anello magico. Quattro volte nell'anno il Grande Sabbah ritorna, e le streghe vengono viste il giorno di Lammas e di Candlemass danzare, e Beltaine e Shamain Quando il giorno e la notte sono uguali, quando il sole e' più grande e meno grande, i quattro Sabbah minori vengono celebrati, perché le streghe non dimentichino le feste.

Tredici lune d'argento in un anno sono, di tredici e' la congrega tredici volte in Esbat siamo felici, per ogni anno dorato e un giorno. Il potere e' passato attraverso le ere, ogni volta attraverso donna e uomo ogni secolo sopra l'altro, sono arrivati i tempi e le ere. Quando tracciamo il cerchio magico, con la spada i l'athame del potere, il suo compasso attraverso i due mondi giace, nella terra delle ombre di quell'ora. Il nostro mondo non ha diritto di conoscerlo, e il mondo attorno a noi non ci dirà nulla La più vecchia delle dee e' invocata qui, la grande impresa della magia e' scritta Due sono i pilastri mistici, che stanno ai cancelli del santuario Due sono i poteri della Natura, le forme e le forze divine Fai ciò che vuoi e' la sfida, cosi ama ciò che non offende nessuno, poiché questo e' il solo comandamento, per la magia degli antichi ci e' stato dato E' di otto parole la regola: Se non offende nessuno, fai ciò che vuoi. "



La cosa strana è che comunque io all'inizio del mio viaggio son venuta a conoscenza prima di questo rede...che accopagnava i 13 principi wicca! ce ne sono 2? o uno è falso o cosa????
« Ultima modifica: Aprile 09, 2006, 09:43:24 pm di Faye »

admin2

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Re: La Rede
« Risposta #8 il: Agosto 21, 2003, 09:20:06 pm »
Citazione
\\\" Ascolta adesso la parola delle streghe, il segreto che abbiamo nascosto nella notte. Quando il buio fu reso il nostro destino, che adesso noi portiamo verso la luce Acqua e fuoco misteriosi, la Terra e la sconfinata aria, per mezzo della loro nascosta essenza le abbiamo conosciute, e le conserveremo in silenzio e coraggio. La nascita e la rinascita di tutta la Natura, il passare di Inverni e Primavere noi condividiamo con il tutto, e gioiamo nell\'Anello magico. Quattro volte nell\'anno il Grande Sabbah ritorna, e le streghe vengono viste il giorno di Lammas e di Candlemass danzare, e Beltaine e Shamain Quando il giorno e la notte sono uguali, quando il sole e\' più grande e meno grande, i quattro Sabbah minori vengono celebrati, perché le streghe non dimentichino le feste.  

Tredici lune d\'argento in un anno sono, di tredici e\' la congrega tredici volte in Esbat siamo felici, per ogni anno dorato e un giorno. Il potere e\' passato attraverso le ere, ogni volta attraverso donna e uomo ogni secolo sopra l\'altro, sono arrivati i tempi e le ere. Quando tracciamo il cerchio magico, con la spada i l\'athame del potere, il suo compasso attraverso i due mondi giace, nella terra delle ombre di quell\'ora. Il nostro mondo non ha diritto di conoscerlo, e il mondo attorno a noi non ci dirà nulla La più vecchia delle dee e\' invocata qui, la grande impresa della magia e\' scritta Due sono i pilastri mistici, che stanno ai cancelli del santuario Due sono i poteri della Natura, le forme e le forze divine


Fino a questo punto, ci troviamo di fronte a \"The Witches Creed\" di Doreen Valiente, pubblicato in
\"Witchcraft For Tomorrow\" nel 1978.
Qui incollo l\'originale in inglese:

Hear now the words of the witches,
The secrets we hid in the night,
When dark was our destiny’s pathway,
That now we bring forth into the light.
Mysterious water and fire,
The earth and the wide-ranging air.
By hidden quintessence we know them,
And will and keep silent and dare.

The birth and rebirth of all nature,
The passing of winter and spring,
We share with the life universal,
Rejoice in the magickal ring.

Four times in the year the Great Sabbat Returns,
And the witches are seen,
At Lammas and Candlemass dancing,
On May Even and old Hallowe’en.

When day-time and night-time are equal,
When sun is at greatest and least,
The four Lesser Sabbats are summoned,
Again witches gather in feast.

Thirteen silver moons in a year are,
Thirteen is the coven’s array,
Thirteen times at esbat make merry,
For each golden year and a day.

The power was passed down the ages,
Each time between woman and man,
Each century unto the other,
Ere time and the ages began.

When drawn is the magickal circle,
By sword or athame or power,
It’s compass between the two worlds lies,
In Land of the Shades for that hour.

This world has no right then to know it,
And world of beyond will tell naught,
The oldest of Gods are invoked there,
The Great Work of magick is wrought.

For two are the mystical pillars,
That stand at the gate of the shrine,
And two are the powers of nature,
The forms and the forces divine.


\"The Witches Creed\" però così continua:

The dark and the light in succession,
The opposites each unto each,
Shown forth as a God and a Goddess:
Of this did our ancestors teach.

By night he’s the wild wind’s rider,
The Horn’d One, the Lord of the Shades.
By day he’s the King of the Woodland,
The dweller in green forest glades.

She is youthful and old as she pleases,
She sails the torn clouds in her barque,
The bright silver Lady of midnight,
The crone who weaves spells in the dark.

The master and mistress of magick,
They dwell in the deeps of the mind,
Immortal and ever-renewing,
With power to free or to bind.

So drink the good wine to the old Gods,
And dance and make love in their praise,
Till Elphame’s fair land shall receive us,
In peace at the end of our days.


Quindi tutta questa parte viene saltata per poi riprendere con la conclusione

And Do What You Will be the challenge,
So be it in love that harms none,
For this is the only commandment.
By magick of old be it done!


Con aggiunta finale estrapolata invece dal Rede:
E\' di otto parole la regola: Se non offende nessuno, fai ciò che vuoi.
 
Cfr. anche il messaggio precedente di Febo in questo stesso thread.

P.S. Se ci sono inesattezze nel mio messaggio segnalate pure:-)                    

-Febo-

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Re: La Rede
« Risposta #9 il: Agosto 21, 2003, 10:55:38 pm »
non capisco bene cosa tu voglia dire crisbello
ok quello è il credo della Valiente...

la parte finale aggiunta: \"E\' di otto parole la regola: Se non offende nessuno, fai ciò che vuoi.\" è del Rede di Gwen Thomson nel 1974                    

-Febo-

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Re: La Rede
« Risposta #10 il: Agosto 21, 2003, 11:13:43 pm »
ok...scusate ..sto diventando vecchio e rimbambito!

ora abbiamo tutti letto il \"Credo\" della Valiente

invece il \"Rede Of The Wiccae\" pubblicato nell\'articolo \"Wiccan-Pagan Potpourri\" sul Green Egg magazine da Gwen Thomson nel 1974, dice:

Being known as the counsel of the Wise Ones:

Bide the Wiccan Laws ye must In Perfect Love and Perfect Trust.
Live an’ let live - Fairly take an’ fairly give.
Cast the Circle thrice about To keep all evil spirits out.
To bind the spell every time - Let the spell be spake in rhyme.
Soft of eye an’ light of touch - Speak little, listen much.
Deosil go by the waxing Moon - Sing and dance the Wiccan rune.
Widdershins go when the Moon doth wane, An’ the Werewolf howls by the dread Wolfsbane.
When the Lady’s Moon is new, Kiss thy hand to Her times two.
When the Moon rides at Her peak Then your heart’s desire seek.
Heed the Northwind’s mighty gale - Lock the door and drop the sail.
When the wind comes from the South, Love will kiss thee on the mouth.
When the wind blows from the East, Expect the new and set the feast.
When the West wind blows o’er thee, Departed spirits restless be.
Nine woods in the Cauldron go - Burn them quick an’ burn them slow.
Elder be ye Lady’s tree - Burn it not or cursed ye’ll be.
When the Wheel begins to turn - Let the Beltane fires burn.
When the Wheel has turned a Yule, Light the Log an’ let Pan rule.
Heed ye flower bush an’ tree - By the Lady Blessèd Be.
Where the rippling waters go Cast a stone an’ truth ye’ll know.
When ye have need, Hearken not to others greed.
With the fool no season spend Or be counted as his friend.
Merry meet an’ merry part - Bright the cheeks an’ warm the heart.
Mind the Threefold Law ye should - Three times bad an’ three times good.
When misfortune is enow, Wear the Blue Star on thy brow.
True in love ever be Unless thy lover’s false to thee.
Eight words ye Wiccan Rede fulfill - An’ it harm none, Do what ye will.                    

admin2

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Re: La Rede
« Risposta #11 il: Agosto 21, 2003, 11:18:51 pm »
Esatto.
Quindi, la versione riportata da Skayler è il Credo della Valiente..e non il Rede della Thomson(o per meglio dire, pubblicato per la prima volta da lei)...l\'unica cosa da segnalare è che quella che ha incollato Skayler è una versione parziale del Credo, e ha questo innesto finale del Rede, che nella Valiente chiaramente non compariva.
Ora sarebbe interessante sapere dove Skayler l\'abbia trovato però:-)                    

-Febo-

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Re: La Rede
« Risposta #12 il: Agosto 22, 2003, 01:47:11 am »
nn ti stupire cri... ho visto su noti siti wicca... che hanno l\'url moooolto simile a questo  :wink:  far confusione fra i due rede... se lo sapesse zia Dora

dice la leggenda che Gwen Thomson ricevette un manoscritto contente il rede dalla nonna irlandese Adriana Porter. Sarà come la Maddalena di Leeland e la vecchia  Dorothy di Gardner                    

Alba

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Re: La Rede
« Risposta #13 il: Agosto 22, 2003, 08:12:21 pm »
Se posso dire la mia, io ho provato a spiegare il rede ad un\'amico cattolico ma lui dice che come cosa è un pò troppo confusa.E che parte dal fatto egoistico che non ti accada nulla di rimando.
Io gli ho spiegato che più che una regola parac^^o da seguire come in pratica lo sono i comandamenti e tutte le regole che deve seguire lui x andare in paradiso, è una ricerca di se stessi
Siamo noi che ci diamo dei limiti, stà alla nostra sensibilità personale capire cosa si può o non si può fare.
E se sbagliamo, ne facciamo tesoro per il futuro e diventiamo così più saggi e potenti.
Quando gli errori si pagano sulla propia pelle si impara a errare meno.
Anche se questo non vuol dire non osare,anzi...
Non segui una strada dettata dal destino, ma la scegli tu.Scegli quale,per quanto e con che andatura attraversarla.
E difficilissimo lo sò ma...cresci ogni giorno di più...poi naturalmente questa è una mia opinione!                    

Offline Vanth

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Re: La Rede
« Risposta #14 il: Agosto 22, 2003, 08:27:25 pm »
Mah, il cattolicesimo non può proprio parlare... faccio quello che mi pare tanto poi mi pento, mi confesso e sono salvo... contraddizioni note da tempo, come faceva notare Belli: io vengo ammazzato da un brigante per strada e siccome muoio all\' improvviso, senza confessione, sono dannato. Quello viene preso, condannato a morte, e siccome gli danno l\' assoluzione prima della sentenza si salva... bello, proprio bello...                    
Vanth
"...there are more things in heaven and earth, Horatio, than are dreamt of in thyne philosophy..."

 

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