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Autore Topic: Noble: il risveglio della dea  (Letto 1735 volte)

Offline dana3

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Noble: il risveglio della dea
« il: Marzo 09, 2009, 12:14:45 am »
Ciao a tutti, visto che tranne qualche citazione non ho trovato niente di specifico apro questo thread.
Vorrei sapere cosa ne pensate del libro di Vicky Noble "il risveglio della dea". Io sono a metà del libro, ci sono alcuni concetti sicuramente molto belli ma...mi sembra fin troppo femminista! Non so, a volte ciò che dice mi risulta talmente femminista da disturbarmi. Vorrei sapere voi cosa ne pensate, quali sono le parti che più vi piacciono? Il libro vi ha in qualche modo aiutato nella vostra pratica? Se sì, in che modo?

Offline dana3

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Re: Noble: il risveglio della dea
« Risposta #1 il: Marzo 09, 2009, 11:42:02 am »
Sì, senza dubbio bisogna contestualizzare ma...spero non sia ancora così estremista! Ma allora, secondo te, in un contesto wicca, come si potrebbero usare le informazioni che da? Perchè per quel ho letto finora il suo è sciamanesimo.

Offline dana3

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Re: Noble: il risveglio della dea
« Risposta #2 il: Marzo 09, 2009, 04:21:24 pm »
Sì infatti il libro è molto incoraggiante, cosa che non mi diapiace :biggrin2:!! Anche se credo che non sia da tutti fare un lavoro personale e spirituale intenso come il suo, almeno per me sarebbe molto complicato. E io che pensavo che Starhawk fosse femminista  :rolleyes:!!!  Su certe cose non sono particolarmente d'accordo con la Noble però, adesso non ricordo di preciso (stavolta non ho sottolineato e ripescare le frasi più interessanti è ardua!) ma ad esempio non posso concordare con lei quando parla del parto, nell'introduzione.
Ovviamente la prossama lettura che farò sarà di un libro di Mary Daly  :P! Qualcosa in me potrebbe davvero risvegliarsi del resto  ;)

Offline dana3

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Re: Noble: il risveglio della dea
« Risposta #3 il: Marzo 09, 2009, 09:36:47 pm »
"Ci rechiamo in ambienti sterili, privi di calore, lontani dalla casa e dalla famiglia dove ci sdraiamo con le gambe sollevate e lasciamo che un tecnico rimuova il neonato dal nostro corpo. Ci siamo convinte che in qualsiasi altro modo metteremmo in pericolo i bambini che stiamo dando alla luce, siamo convinte che arrecheremmo un danno irreparabile ai nostri figli e ci dimostreremmo irresponsabili nei loro confronti."

Beh...non concordo. Mi pare giusto che per partorire una donna debba andare in un posto se non sterile quanto meno pulito, dove verrà seguita da persone che hanno già fatto nascere altri bambini e sanno cosa fare in caso di emergenza (un'emorragia, un problema respiratorio nel bambino...). Il parto viene certamente praticato da millenni (sennò non starei qui a scrivere!) ma è vero anche che nei secoli passati era più probabile che la donna durante il parto ci lasciasse le penne!! Sono comunque d'accordo a partorire in casa, ad esempio, ma sempre sotto stretto controllo medico.

Aggiunta: e l'ospedalizzazione secondo me non toglie assolutamente il significato magico, vitale, bellissimo che è il parto.

Edit: scritto aggiunta
« Ultima modifica: Marzo 09, 2009, 09:40:17 pm di dana3 »

Tempesta

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Re: Noble: il risveglio della dea
« Risposta #4 il: Marzo 10, 2009, 04:37:27 pm »
Dana, hai mai visto una sala parto vecchio stile (per fortuna ne restano poche)? Un ospedale  comunque è tutto fuorchè sterile o pulito... e credo comunque che la Noble facesse riferimento ai rapporti umani.
Nessuno toglie il valore svolto da alcuni operatori sanitari, ma tanti altri dovrebbero seriamente pensare di cambiare lavoro...
Per quanto riguarda la mortalità infantile e materna nei secoli precedenti non è solo da imputare alle complicazioni mediche durante il parto, ma soprattutto da complicazioni post parto (infezioni, Rh neagtivo della madre ecc.)

Aggiunta: va comunque valutato il contesto di cui parla lei
« Ultima modifica: Marzo 10, 2009, 04:41:37 pm di Tempesta »

Offline dana3

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Re: Noble: il risveglio della dea
« Risposta #5 il: Marzo 10, 2009, 05:44:01 pm »
Citazione
Quando è stata l'ultima volta che sei entrata in una sala parto o in una di quelle dedicate ai travagli?
Mai! Per quel che mi riguarda mi ritengo troppo giovane per farlo e guardare le altre partorire non è proprio una mia grande aspirazione ( :no: :no:)!

Citazione
Infermiere anche loro oberate che bisognava chiamare perlomeno dieci volte prima che venissero a provarti la pressione e un ambiente che tutto era fuorché sereno e rilassato e adatto a vivere la situazione in maniera magica.
Ma la situazione è davvero così drammatica? Assurdo, ma che razza di servizio sanitario abbiamo? Sono allibita.

Citazione
Devi considerare che nel periodo in cui la Noble ha partorito tutti e tre i suoi figli il parto in acqua era un puro sogno e persino le sedie da travaglio lo erano.
Non ci avevo riflettuto in effetti!

Beh adesso le parole della Noble sembrano meno estremiste, anche se continuo a pensare che l'aiuto del dottore, almeno per me, sarebbe essenziale. Ma poi, c'è una cosa che non capisco, sicuramente perchè non ho mai avuto un'esperiena del genere, ma proprio durante il parto come si fa  a percepire un qualche tipo di "magia"? Quello che ho sempre pensato io è : dolore, dolore, dolore. La gioia viene dopo, quando prendi in mano il bambino. O no? Grazie per la risposta...ci potrei riflettere su per giorni :cheezy:!

Tempesta

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Re: Noble: il risveglio della dea
« Risposta #6 il: Marzo 10, 2009, 06:08:16 pm »
Dana, non c'è bisogno doi vedere una sala parto occupata, basta vederla vuota e  vedere il reparto per farsi un idea dell'ambiente (e del poco tatto)
La situazione non sempre è drammatica come la descrive Marachella, ma non ti aspettare cose con tutto lo staff medico che ti cioccola, nel migliore dei casi riesci a fare tutto con tempistiche umane... ovvero il travaglio in sala travaglio con 2 3 persone intorno e il parto seguita tutto il tempo da un ostetrica anziana piu' un paio di tirocinanti... il medico lo vedi pochissimo la visita di ingresso e poi giusto per decidere se è il caso di incidere e per somministrarti eventuali antibiotici.
Per quanto riguarda il dolore del parto, spesso è solo dovuto alle esperienze drammatiche vissute da chi ci ha preceduto, racconti drammatici che avrebbero potuto essere diversi se il loro travaglio fosse stato condotto in maniera decente... ovvero non pretendere che il canale del parto vada contro la legge di gravità o non buttarmi nella vasca per il parto in acqua con dilatazione insufficiente

Offline Ben

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Re: Noble: il risveglio della dea
« Risposta #7 il: Marzo 11, 2009, 11:17:57 am »
Guarda Dana io non ho partorito, ma è stato proprio il libro della Noble a farmi riflettere sul significato del parto e di come avviene ai giorni nostri. Ci sono molte statistiche che purtroppo squalificano in molti modi il parto in ospedale, così come è praticato nelle nostre strutture.

Basti pensare che la mortalità perinatale in Italia è del 4 per mille (una delle più alte in Europa a parte i paesi baltici) con un tasso di ospedalizzazione praticamente del 100%; mentre paesi come l'Olanda hanno tassi di mortalità più bassi eppure il 40-50% delle donne partorisce in casa con l'ostetrica. La situazione è più grave al Sud Italia, dove la media è più alta e dove accadono anche i casi più gravi (era uscito un articolo su una donna che, a causa di mancanza di posti letto, era stata fatta partorire sulla sedia dello studio dentistico in condizioni igieniche pietose).

Contiamo che l'Italia detiene il triste primato (40% circa) dei parti effettuati tramite cesareo, e che per questo è stata più volte richiamata dall'OMS e che alcuni studi della FDA hanno evidenziato che, per una madre e un feto sano, l'unica differenza tra il parto in casa e quello in ospedale è che in ospedale hanno il 30% in più di probabilità di prendere un'infezione!

Sono dati che fanno riflettere!

PS: li ho recuperati dal sito dell'Unione Europea.


 

Offline Idhunn

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Re: Noble: il risveglio della dea
« Risposta #8 il: Marzo 11, 2009, 01:17:57 pm »
Leggendo il thread mi son resa conto di quanto siamo state capaci di farci "addomesticare" anche durante uno degli atti più naturali in assoluto: il parto. Ricordo che quando mia sorella ha partorito non ha urlato neanche quando il medico le ha messo a posto l'utero retroverso, questo mi fece riflettere su quanto siamo condizionate dall'idea che si può creare di noi all'esterno. La donna ormai deve essere controllata e non più istintiva come lo è/sarebbe di natura.
Non ho figli, ma ritengo che il parto sia un atto sacro-magico altamente potente ed importante. La mia idea è contestualizzata all'interno di una logica che considera il fluire/agire/creare umano come un riflesso nel microcosmo di ciò che avviene nell'Eterna Danza Cosmica di Creazione/Distruzione. "Siamo vita", "diamo vita", "nutriamo la vita", allo stesso modo in cui la Grande Madre contiene e nutre, nel suo fecondo Ventre, tutto ciò che è.
Fatta questa piccola parentesi vorrei spendere due parole in merito alle condizioni igienico-sanitarie della regione dalla quale provengo: la Campania.
Fanciulle belle posso assicurarvi che risulta molto più igienico  partorire in casa che in molti degli ospedali campani. Ricordo che quando da piccola mi portavano in ospedale a causa delle crisi d'asma, mio padre firmava sempre per non farmi rimanere in ospedale e mi portava a dormire da mio zio (medico) che mi teneva in osservazione.
Il che è tutto dire...
Bona Dea, Mater Matuta. Potnia Théron
Tu sei la Vita che costantemente si trasforma
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*Idhunn va al supermarket a comprare un kg. di Wicca*


Offline dana3

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Re: Noble: il risveglio della dea
« Risposta #9 il: Marzo 11, 2009, 08:34:25 pm »
Grazie mille a tutti voi per le risposte!!!

Citazione
Dana, hai mai visto una sala parto vecchio stile (per fortuna ne restano poche)? Un ospedale  comunque è tutto fuorchè sterile o pulito... e credo comunque che la Noble facesse riferimento ai rapporti umani.
Nessuno toglie il valore svolto da alcuni operatori sanitari, ma tanti altri dovrebbero seriamente pensare di cambiare lavoro...
No, a essere sinceri non l'ho mai vista una sala parto. Però solitamente l'ambiente ospedaliero mi tranquillizza parecchio. Soprattutto se mi spiegano a cosa servono gli strumenti che utilizzeranno o se mi spiegano che ptroblema ho, da cosa deriva e le varie terapie possibili. Ma ripeto..non ho mai visto qualcuno partorire!

Citazione
Certo è evidente che stando in un ambiente familiare, dove sia possibile sentirsi a proprio agio e con la possibilità di muoversi e gridare e reagire in modo proprio e autonomo, l'esperienza può essere diversa.
Ho sentito amiche che hanno detto che pur avendo voglia di gridare in ospedale non lo facevano per non spaventare le altre... Per cui regolati te..
Non avevo mai pensato a questo...è vero pure che a casa propria ognuno fa quello che vuole. Poi non sapevo che il medico in ospedale facess pochissimo per le partorienti!

Citazione
Leggendo il thread mi son resa conto di quanto siamo state capaci di farci "addomesticare" anche durante uno degli atti più naturali in assoluto: il parto. Ricordo che quando mia sorella ha partorito non ha urlato neanche quando il medico le ha messo a posto l'utero retroverso, questo mi fece riflettere su quanto siamo condizionate dall'idea che si può creare di noi all'esterno. La donna ormai deve essere controllata e non più istintiva come lo è/sarebbe di natura.
Scusa ma penso di non aver capito bene...perchè ci saremmo fatti addomesticare? Forse perchè ritieni che la donna dentro un ospedale non è libera di esprimere cosa sta provando in quel momento? Dolore, ansia, gioia, etc? Ho capito bene?

Che dire, stanno venedo fuori certe frasi che mi fanno riflettere. Ora come ora, dopo aver letto i vostri pareri, non mi sento più di dire che la Noble ha torto. Sinceramente, non so che pensare, perchè io in ospedale ci sono finita per qualche piccolo problemuccio e, come dicevo prima, ero confortata dal sapere di essere in un posto pieno di dottori, infermieri, attrezziproferssionali, etc. Ma in effetti non so più se per il parto sia un bell'ambiente!!
« Ultima modifica: Marzo 11, 2009, 08:36:40 pm di dana3 »

Offline dana3

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Re: Noble: il risveglio della dea
« Risposta #10 il: Marzo 11, 2009, 11:23:49 pm »
NOOOOOOOOOOOO!!!! Avevo scrtitto la risposta e il pc si è disconnesso cancellando tutto quantooooo!!  :badmood: :badmood: :badmood: riscriverò tutto domani. Notte! :nyssa:

Tempesta

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Re: Noble: il risveglio della dea
« Risposta #11 il: Marzo 12, 2009, 12:30:50 pm »
Grazie mille a tutti voi per le risposte!!!

Citazione
Dana, hai mai visto una sala parto vecchio stile (per fortuna ne restano poche)? Un ospedale  comunque è tutto fuorchè sterile o pulito... e credo comunque che la Noble facesse riferimento ai rapporti umani.
Nessuno toglie il valore svolto da alcuni operatori sanitari, ma tanti altri dovrebbero seriamente pensare di cambiare lavoro...
No, a essere sinceri non l'ho mai vista una sala parto. Però solitamente l'ambiente ospedaliero mi tranquillizza parecchio. Soprattutto se mi spiegano a cosa servono gli strumenti che utilizzeranno o se mi spiegano che ptroblema ho, da cosa deriva e le varie terapie possibili. Ma ripeto..non ho mai visto qualcuno partorire!

Ovviamente stomoolto generalizzando, non sempre avviene così, ma ti posso dire che il linea di massima se hai fortuna ti fanno vedere un parto tramite filmato (per altro uno mandato in onda da qualche trasmissione Tv) e la visita delle sale parto, se no vieni catapultata nell'ambiente senza che nessuno ti spieghi nulla, si affaccendano intorno a te senza speigarti nulla, dando per scontato che già sappia tutto...

Editato per errori di battitura
« Ultima modifica: Marzo 12, 2009, 01:42:38 pm di Tempesta »

Offline Ben

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Re: Noble: il risveglio della dea
« Risposta #12 il: Marzo 12, 2009, 01:46:50 pm »
Che dire, stanno venendo fuori certe frasi che mi fanno riflettere. Ora come ora, dopo aver letto i vostri pareri, non mi sento più di dire che la Noble ha torto. Sinceramente, non so che pensare, perché io in ospedale ci sono finita per qualche piccolo problemuccio e, come dicevo prima, ero confortata dal sapere di essere in un posto pieno di dottori, infermieri, attrezzi professionali, etc. Ma in effetti non so più se per il parto sia un bell'ambiente!!

Secondo me è importante rifletterci. Come ho detto, non ho mai partorito e non lo farò nemmeno nel prossimo futuro, ma informarsi sulle varie possibilità non è affatto sbagliato.

Ricordiamoci che non tutte le donne gravide possono sostenere il parto in casa, e, se sono presenti patologie gravi della mamma o del feto (che emergono comunque ben in anticipo nei controlli prenatali), è meglio ricorrere all'ospedale. D'altra parte il parto è un evento naturale e come tale dovrebbe essere trattato, e molti ospedali non lo sanno fare (vedi il ricorso al cesareo anche quando è inutile, o a medicinali che affrettano il travaglio per banali questioni di "turni infermieristici").

Purtroppo non tutti gli ospedali sono centri d'eccellenza come quelli che fanno vedere in televisione, con ambienti moderni e attrezzati, personale competente e gentile: chi ha a che fare con gli ospedali "normali" molto spesso si scontra con una dura realtà.


Offline rick73

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Re: Noble: il risveglio della dea
« Risposta #13 il: Marzo 15, 2009, 10:59:47 am »
ciao Ben volevo solo dirti che anche se gli ospedali sono eccellenti, non é detto che hai le prestazioni migliori. Come é stato detto bisogna informarsi, avendo la possibilità, molto sulle modalità del parto. Nel mio caso mi era stato detto a più riprese, che un parto gemellare si doveva fare il taglio cesareo. Seppi poi che non era affatto così, dato che i piccoli stavano bene e non c'erano pericoli.  Fu solo una questione di organizzazione del reparto. Un parto naturale può durare parecchio e le infermiere girare e girare, mentre il taglio bhé una mezz'ora per le infermiere...Poi però si é soli a doversi occupare dei piccoli. Come detto é la società che ci impone le cose...potremmo noi cambiarle?! ciao

Offline Ben

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Re: Noble: il risveglio della dea
« Risposta #14 il: Marzo 16, 2009, 10:11:56 am »
Rick, se rileggi bene i miei interventi, volevo dire proprio quello che hai detto tu. Mi sembrava di esser stata abbastanza chiara.

 

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