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Autore Topic: ARCHITETTURA OLISTICA PER DUMMIES.  (Letto 710 volte)

KenaZ

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ARCHITETTURA OLISTICA PER DUMMIES.
« il: Maggio 13, 2003, 10:21:02 pm »
PREAMBOLO. Vorrei introdurre un’argomentazione che mi sta molto a cuore. Inserisco qui il tema in quanto affine al forum in generale: sto parlando dell’Architettura olistica che parte dall’ipotesi Gaia* e si definisce “architettura spirituale”.
Vorrei prendere in considerazione gli aspetti più comuni, cioè generali, di questa disciplina che in verità è molto complessa, perché parte sia da tradizioni (e pratiche) non sempre recuperabili e ancora studiate del rapporto tra popoli antichi e natura, sia perché affonda le sue radici in tutte le discipline orientali (Taoismo, Confucianesimo, Buddismo, cosmogonia cinese, tibetana, giapponese e tantrica), nelle discipline occidentali (ossia le conoscenze degli Amerindi e la geobiologia europea), nelle tradizioni esoteriche, nella fisica quantistica, infine nel rispetto della Natura.
Non parlo prettamente di Feng Shui (un termine molto in voga, tra l’altro), che dell’Architettura olistica è solo una corrente fra tante: l’Architettura olistica è “l’integrazione di tutti i saperi antichi e moderni a carattere globale sulla cultura ambientale, quali il Feng Shui, il Vastu”, il Ba Gua, “la Geobiologia, la Bioarchitettura, l’Architettura organica e di tutte le conoscenze sugli aspetti ‘sottili’ della realtà, applicati in modo da rispettare e armonizzare la vita dell’essere umano e della natura” [P. Ros “Case a energia positiva”, Amrita ed.]
L’Architettura olistica è dunque Armonia, prescinde e abbraccia qualsiasi tradizione religiosa ed è, secondo me, universale.
La mia intenzione è di trattare in modo semplice alcune esplicazioni di questa disciplina, cose che tutti possiamo capire per poi applicarle nella nostra “cameretta”, rimandando le disquisizioni sull’argomento e gli approfondimenti ai quesiti da voi postati.

* L’ipotesi Gaia parte dall’affermazione che la Madre Terra è un essere vivente, il macrocosmo di cui noi siamo microcosmo, che si riflette nella Natura come condizione come noi ci riflettiamo nella nostra abitazione.
Si asserisce dunque che qualsiasi apporto negativo a livello di microcosmo, si ripercuota poi a livello di macrocosmo, generando “malattia”, e viceversa.
A livello pratico, per fare un esempio, se noi utilizziamo un materiale tossico in casa (microcosmo), esso ci provocherà dei disturbi, ma non solo: il ciclo produttivo di tale materiale nuocerà -e lo sappiamo che è così- all’intero pianeta (macrocosmo).
Similmente, se noi distruggiamo una foresta (macrocosmo), miniamo la salute del pianeta, distruggiamo forme di vita animali e vegetali, e ci togliamo una fonte d’ossigeno importante, contribuendo ad aumentare la temperatura del globo, l’ambiente in cui ognuno di noi vive (microcosmo).


L’ARCHITETTURA COME SPAZIO PERSONALE. Mi ricollego a due argomenti trattati principalmente dalla Morrison [D. Morrison  “L’arte della Strega”, Armenia]: simboli ed equilibrio energetico. Sono anche i due elementi su cui si basa la disciplina che viene chiamata Architettura olistica. Per quanto riguarda la simbologia, è chiara la sua valenza; la Morrison considera i simboli strumenti “efficaci perché parlano contemporaneamente al subconscio e all’inconscio”. Non solo: ci aiutano a stabilire un tramite tra noi e il Tutto.
L’equilibrio energetico, invece, è la nostra vita “sana”, l’armonizzazione delle nostre energie: lo squilibrio di uno o più Elementi può influenzare l’attività personale e quindi bloccarne l’energia.
Supporto la mia disquisizione con un esempio di facile comprensione: sappiamo tutti come i colori possano influenzare la nostra vita, e siano simbolo delle nostre intenzionalità.
I colori non solo vengono usati terapeuticamente, ma funzionano anche come catalizzatori e per canalizzare le nostre energie ad uno scopo. E se il colore ci avvolgesse? In altre parole, si può creare un ambiente personale simbolico ed energetico?  

Ognuno dunque, agendo secondo coscienza, può essere l’architetto del proprio spazio, può e deve capire dove e come vivere.

L’EQUILIBRIO DEGLI OPPOSTI. Copio allegramente il topic di Datur “Il potere delle mani” per introdurre il tema (come vedete è tutto collegato). Datur dice: “Nel corpo umano esiste una fitta rete di canali, i meridiani appunto, in cui scorre il qi..” – o Chi, letto ci- “.. (energia vitale)… L’armonizzazione di questi centri energetici può sbloccare l’energia stagnante e condurre il soggetto malato sulla via della guarigione”.
E’ in effetti lo stesso concetto che guida l’Architettura olistica, insieme alla Geobiologia ovvero la determinazione (prevalentemente considerata esoterica in occidente, ma precisa scienza in Oriente) dei luoghi “giusti”: l’energia della Terra (macrocosmo) ricalca fedelmente quella dell’uomo (microcosmo).
Sempre Datur: “Yin e Yang sono due forze polari attraverso le quali si esprime l’Energia universale. Queste due forze sono in costante conflitto”.. ma il loro equilibrio determina l’Armonia.
In Architettura, lo Yin (la forza negativa -) è rappresentata da una parete senza finestre e dal pavimento, lo Yang (la forza positiva +) è la parete con aperture e il soffitto.
L’equilibrio tra Yin e Yang, dunque, consente di trovarsi in buona salute, sempre e dovunque; una stanza senza apertura, per chiarirci, non può essere vano abitabile in quanto ci sarebbe squilibrio fra le due Energie. Il compito di questa disciplina è anche quello di porre rimedi praticabili ad una situazione “preconfezionata”. Ad es: un bagno cieco (quindi Yin) può diventare ambiente armonico in seguito alla giusta disposizione di uno specchio (Yang) che riproduce un’apertura (di fronte alla porta, ad esempio) e che promuova la circolazione del Chi.

I CINQUE ELEMENTI. L’Architettura olistica prende in esame i cinque elementi, ossia le cinque tipologie di energia, della tradizione orientale:  Legno, Fuoco, Terra, Metallo ed Acqua.
La combinazione di questi elementi deve rispettare l’ordine di produzione universale, e cioè: il Legno produce Fuoco, il Fuoco produce Terra (ceneri), la Terra produce il Metallo (minerali), il Metallo produce Acqua (attraverso la liquefazione), l’Acqua produce il Legno (linfa). In assenza di equilibrio, l’ordine che ne deriva è distruttivo (quindi generatore di  malattie).
A ciascun elemento corrisponde una direzione specifica e una specifica attività (cioè un luogo idoneo, una stanza), l’influenza di un pianeta e quella di un colore.


I COLORI. I colori sono parte fisica e spirituale di noi; ne deriva un’importanza strategica che evade dal discorso architettonico. “Tutto ha colore: le cose, le emozioni e i pensieri. Perfino gli stati estatici e mistici sono coordinati con esperienze in cui appaiono colori particolari, specifici dell’esperienza vissuta” [R. Alcide “La cromoterapia”, Xenia]. Anche l’uomo è colorato (capelli e occhi hanno da sempre avuto importanza nelle credenze personali e popolari, ma non voglio aprire qui una parentesi sull’argomento).
Scientificamente, il meccanismo per cui avviene la modificazione delle funzioni organiche su vegetali e animali è chiamato risonanza. E’ il fenomeno per cui una sostanza, ricevendo una frequenza luminosa, ne incrementa il proprio stato vibrazionale, quindi energetico, proporzionalmente all’onda e alle proprietà della stessa ricevente. In pratica, le onde luminose si abbattono differentemente su ogni superficie, e il colore che percepiamo non è altro che la risultanza delle onde riflesse dall’oggetto stesso. Le quali onde riflesse ci colpiscono e ci “alterano”.
In una parola, la luce è vita, e i colori sono le molteplici vie della luce, e del buio.

I CRISTALLI. Un cristallo posizionato in un punto strategico ha efficacia come simbolo e come proprietà terapeutiche (ad es: l’onice nero posizionato sopra il televisore inibisce la circolazione delle onde elettromagnetiche e limita lo stress in chi guarda).
Rimando direttamente al topic curato da Datur “Breve enciclopedia delle pietre” per le peculiarità di ciascun cristallo.

ASTROLOGIA LOCAZIONALE. Non intendo riaprire la discussione tra tema astrale e oroscopo, ma solamente dire che anche la data di nascita, l’ora e il luogo (ossia la Carta azimutale natale) secondo alcune scuole può essere considerata allo scopo della creazione del proprio microcosmo.
La Carta azimutale media le nostre caratteristiche di nascita con la combinazione dei pianeti che in quel momento sussistono, calcolandone la distanza su un piano angolare (cioè dove si trova un determinato pianeta in relazione a noi, usando l’azimuth e l’altitudine).
In poche parole, secondo le nostre origini, il carattere, le vite precedenti, ecc…, ognuno dovrebbe avere una dimora che più somigli alle proprie peculiarità secondo l’astrologia cinese, e quindi rapportata agli elementi (a seconda del segno) e ai sottoelementi (secondo ascendente).
Faccio un esempio semplicistico: io sono nata il 18 Dicembre 1972 alle 6 di mattina. Il mio segno è il Topo, il mio elemento è l’Acqua, il mio sottoelemento è il Fuoco. La stanza principale della mia casa dovrebbe essere dunque la cucina, che racchiude in sé i due elementi. Se sapessi qual’è la mia Carta azimutale, potrei capire la data propizia (quando iniziare a costruire la mia casa dunque), il luogo propizio e qual è la gerarchia da utilizzare nella distribuzione (ovvero dove mettere le altre stanze) della mia casa.

PSICOLOGIA AMBIENTALE. Il discorso è complesso e non generalizzabile. A parte il fatto che ciascuno di noi ha le proprie caratteristiche, un diverso modo di rapportarsi agli altri, un diverso concetto di “casa” (o di luogo di lavoro, visto che vi trascorriamo un terzo della nostra giornata), volubilità e finalità diversificate, c’è comunque una teoria di base che prevarica la persona. Ogni luogo (pubblico, sociale, personale, intimo) privilegia alcuni aspetti: gli antropologi riassumono nel termine prossemica l’insieme delle teorie sull’uso umano dello spazio, dove in effetti si ritrovano molti concetti che partono dal Chi orientale.
Non di minore importanza è la teoria che vede l’uomo prigioniero di modelli spaziali sbagliati, e quindi represso e aggressivo. come non si può cambiare (per ora) l’ordine urbanistico ed economico, così si deve come responsabilità personale creare un proprio ambiente in cui stare bene e coltivare la propria spiritualità.
In merito all’argomento, vi invito ad approfondire il tema sul libro: E.T.Hall “La dimensione nascosta”, Bompiani, interessante da qualsiasi punto di vista.

ECOLOGIA DEI MATERIALI. I materiali cosiddetti ecologici che abbiamo a disposizione spesso non lo sono. Mi riferisco ad un discorso di ecologia generale, e mi spiego meglio: anche se un materiale non è tossico (ed è comunque già tanto!), non è detto che sia ecologico. Per rispettare questo termine, occorrerebbe che anche il processo di produzione rispettasse l’ambiente. Una vernice, ad esempio, a base d’acqua e non tossica, non la si può considerare ecologica se il metodo di produzione è comunque dannoso per la nostra salute. Ogni spreco energetico (cioè la distanza tra luogo di produzione dell’energia e luogo di utilizzazione) è antiecologico. Ogni rifiuto di produzione che non sia riciclabile è antiecologico. Al momento esistono pochi materiali veramente “ecologici”, ed è difficile reperirli.
La nostra scelta per ora si può basare solamente sui materiali non tossici, talvolta ad alto costo (la tossicità è prevalentemente determinata da composti derivati o da produzioni che si basano sulla materia prima petrolio, e quindi è dura sgominare una lobby tanto potente che mette dazi e ostacoli ad una produttività diversa).
La non-tossicità è comunque un piccolo (ahimé fittizio) passo verso la salute.                    

NAZZARENO

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ARCHITETTURA OLISTICA PER DUMMIES.
« Risposta #1 il: Maggio 13, 2003, 10:35:43 pm »
una cosa soltanto !!

       EVVIVA DOROTHY MORRISON LA MIA MITICA MAESTRA!!!                    

KenaZ

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« Risposta #2 il: Maggio 13, 2003, 10:55:40 pm »
Heilà Nazzareno! Non si fa in tempo a promuovere un topic che ti si incontra già... bene bene...  :D
Sì, è vero: la Morrison ha una visione molto complessa dell\'Arte, e credo che la sua visione non sia così semplice, se non in seconda lettura.
A proposito: credo che una sequenza di informazioni base wiccan debba partire da Cunningham (\"Wicca\"), passare per la Curott (\"L\'Arte della Magia\") e arrivare alla Morrison (\"L\'Arte della Strega\"). Modesta opinione di chi ha appena iniziato un cammino di Conoscenza.
Che ne pensate?                    

NAZZARENO

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« Risposta #3 il: Maggio 14, 2003, 06:09:39 am »
Hummmm!!!! Sì puo essere, ma avendo iniziato con la Dorothy , per me lei resta la migliore!!
Ah , sempre rifacendomi alla cultura sciamanica ...gli indiani ricreavano un vero microcosmo all\' interno della loro\" casa\", sfruttando anche il fatto che fosse a base circolare.
Ma ora ho una domandina per Kennaz ... per me è impossibile farmi una casa seguendo feng-shui e sciamanesimo assieme , perche nel feng shui hai il fuoco a sud ,ma nella cultura sciamanica a sud c\'è l\' acqua !!!il fuoco sta ad est ,dove sorge il sole!!
Come ovviare a questo problema?
Grazie mille !
NAZZARENO.                    

KenaZ

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ARCHITETTURA OLISTICA PER DUMMIES.
« Risposta #4 il: Maggio 14, 2003, 02:37:33 pm »
Il titolo del topic è infatti \"Architettura olistica\" e non Feng Shui o Principi dell\'architettura sciamanica. Questo vuol dire che al centro della progettazione ci sta l\'uomo e le sue peculiarità. La progettazione di un\'abitazione, in questi termini, si preoccupa di equilibrare i vari elementi in modo che la casa sia \"sana\" (e quindi chi vi abita può sfruttare questa potenzialità).
Quindi la cucina può essere a sud, a est o anche ad ovest, purché, per fare un esempio, non abbia il bagno addossato alla stessa parete dei fuochi, oppure non deve avere finestre a nord, in quanto la luce diffusa non è adatta, oppure non deve essere vicino all\'entrata, perché è comunque il luogo \"sacro\" della preparazione dei cibi.                    

NAZZARENO

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« Risposta #5 il: Maggio 14, 2003, 06:10:27 pm »
Quindi in un qualche modo è un\' architettura nata per adattarsi alle persone che vi abitano e all\' abitat circostante! Bello! mi sembra il concetto del palladianesimo( da andrea palladio).
Kenaz, non è che mi proggetteresti casa?:-)

UN abbraccio NAZZARENO                    

KenaZ

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ARCHITETTURA OLISTICA PER DUMMIES.
« Risposta #6 il: Maggio 14, 2003, 07:01:12 pm »
Uhh, di già un cliente!... :D

In effetti la disciplina non è \"nata\" per mettere l\'uomo al centro della progettazione, ma considerando anche la progettazione di un\'abitazione (o di un ambiente) facente parte del sistema natura, di cui le esigenze umane fanno parte: l\'influenza \"sottile\" del costruire penetra l\'uomo e lo trasforma. L\'architettura è dunque un vero e proprio organismo.

Per quanto riguarda Palladio, è vero che è raro trovare una volontarietà e il proposito di soddisfare le esigenze della committenza, sia culturali sia pratiche, nell\'architettura direi dal Rinascimento almeno fino al Modernismo, ma l\'argomento non è proprio simile...                    

NAZZARENO

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ARCHITETTURA OLISTICA PER DUMMIES.
« Risposta #7 il: Maggio 14, 2003, 09:46:56 pm »
Allora ,intanto con quel \" di già un cliente\" ti sei presa un\' impegno...:-D
Comunque con il riferimento a Palladio ,volevo dire che anche lui strutturalmente,progettava le ville venete attorno all\' ambiente circostante,se ti ricordi villa\"la rotonda\" ti ricorderai che palladio la progettò così , non solo perchè i committenti volevano una casa di rappresentanza (da qui le 4 facciate uguali),ma perchè la pianta centrale con i quattro pronai era l\' ideale per quel tipo d\' ambiente (se ti ricordi è su di una collina).Un\' altro esempio di questo ,è villa Maser (sempre del palladio )con pianta longitudinale,la pianta è stata studiata in questo modo sia per la sua funzionalità ,ma anche per il rapporto che tale edificio instaura con la natura ,un paesaggio pianeggiante ,e un esempio del connubio uomo natura in queste architetture è la creazione del ninfeo nel giardino interno.
Ecco qui spiegato perchè mi sono rifatto a palladio, oddio ,è vero che non siamo ai livelli dell\' archiitettura olistica ,ma è comunque l\' inizio di un sentimento, di una ricerca che ha portato verso un\' architettura  di quel tipo.

Bello però come argomento ,ti dispiace se ti rompo un po\' le scatole in privato,in caso mi venisse in mente qualcosa da chiederti?

CIAO NAZZARENO                    

KenaZ

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« Risposta #8 il: Maggio 14, 2003, 10:59:06 pm »
Sì, è vero hai spiegato benissimo quello che intendevo con \"esigenze culturali della committenza\". Non dimenticare inoltre le esigenze pratiche del patriziato veneto che in quegli anni aveva convertito i propri patrimoni derivati dal commercio in investimenti fondiari e necessitavano di una residenza per l\'amministrazione delle \"aziende\" agricole: tutte le ville hanno avuto a priori uno studio funzionale adatto allo svolgimento di quell\'attività. Tra le 20 ville superstiti, tutte di qualità architettonica e formale straordinaria, Villa Rotonda è l\'unico esempio che non fa parte di questa ricerca, ma è solo una -magnifica senza dubbio- residenza suburbana (hai sbagliato l\'esempio!  :wink: ).
Per quanto riguarda la scelta del contesto, e l\'attenzione per l\'intorno, non è una novità introdotta da Palladio, ma la sua intuizione è stata geniale senza dubbio.

PS: Rompi quanto vuoi!  :D                    

KenaZ

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« Risposta #9 il: Maggio 14, 2003, 11:23:41 pm »
Sorry... ho dimenticato un pezzo: la Villa Barbaro a Maser è in effetti un bellissimo esempio di magnificenza e di funzionalità. Non solo, ma  Barbaro era anche traduttore e commentatore di Vitruvio; la grande sintonia tra committenza e architetto ha generato qui una delle sue più alte espressioni. Entrambi condividevano dunque l\'ispirazione romana, di cui il giardino interno è stata una forte componente dall\'epoca.                    

mare

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ARCHITETTURA OLISTICA PER DUMMIES.
« Risposta #10 il: Maggio 18, 2003, 03:40:59 am »
come idea non è male! :)
avete alcune foto di queste opere?                    

KenaZ

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ARCHITETTURA OLISTICA PER DUMMIES.
« Risposta #11 il: Maggio 18, 2003, 02:48:43 pm »
Sì, certo, le posso mettere on line, però non so se sia una buona idea metterle qui, che questo topic è sull\'ark olistica e non sulla storia dell\'ark. In effetti la disquisizione su Palladio può avere deviato l\'attenzione da quello che è l\'argomento principale, cioé la casa come ecosistema.
La nota su Palladio era solo per fare capire quanto la sintonia fra architetto e committente possa produrre esempi degni di nota. L\'intuizione di Palladio fu che l\'architetto dovesse interpretare l\'intenzionalità dell\'inquilino, cioé farsi strumento mettendo a disposizione le proprie conoscenze specifiche. Ed è quello che intendo io per Architettura olistica,
come intento, ma le informazioni che metto a disposizione sono ben diverse da quelle palladiane.

Aggiungo che sto preparando come argomento un piccolo vademecum di consigli su come gestire il proprio spazio personale. Spero di farcela nel più breve tempo possibile.                    

 

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