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Autore Topic: Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada  (Letto 1857 volte)

Offline Cordelo di Quart

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Arrivare all'indipendenza energetica recuperando il senso critico e la collaborazione tra cittadini
Partita in Irlanda, ora sta facendo proseliti anche in Italia

MILANO - La riflessione di partenza è «se quarant’anni di movimenti ecologici non ci hanno portato a salvaguardare il pianeta, perché non proviamo a ripartire da un foglio bianco e ci reinventiamo un modo di vivere?». E, ancora, «se questo modello economico sta crollando come vogliamo rispondere?». Il punto di arrivo, semplificando, sono città e paesi indipendenti dal petrolio e dai suo derivati, che vivano salvaguardando l’ambiente e cercando di recuperare il senso critico e la collaborazione tra abitanti che vivono vicini. Tempo previsto, 15-20 anni. In mezzo - solo per fare qualche esempio - i Gruppi di acquisto solidale, i pannelli solari, gli orti condivisi, le banche del tempo, i condomini solidali o anche solo semplici gesti di scambio tra dirimpettai....

articolo completo sul corriere della sera.it e su corriere.it Cronache.
Ieri è storia, domani un mistero, oggi un dono.
Ecco perchè lo chiamiamo presente.

Offline morganafaerie

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #1 il: Agosto 19, 2011, 11:07:01 am »
Mi piace... E' un pò come "La quinta cosa sacra" di Starhowk, un libro che consiglio a tutti.
Te lo mostra come qualcosa di non utopico, almeno non completamente. Difficilissimo, questo si.
"O sweet illusions of song that tempt me everywhere,
In the lonely fields, and the throng of the crowded thoroughfare!

I approach and ye vanish away, I grasp you, and ye are gone;
But ever by night and by day, the melody soundeth on.

As the weary traveller sees, in desert or prairie vast,
Blue lakes, overhung with trees that a pleasant shadow cast;

Fair towns with turrets high, and shining roofs of gold,
That vanish as he draws nigh, like mists together rolled

So I wander and wander along, and forever before me gleams
The shining city of song, in the beautiful land of dreams.

But when I would enter the gate of that golden atmosphere,
It is gone, and I wonder and wait for the vision to reappear"

(Henry Wadsworth Longfellow)

Offline IrissRain

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #2 il: Agosto 19, 2011, 11:14:43 am »
Piace anche a me, e sarebbe bello se fosse realmente fattibile in maniera cosi semplice, ma come dice Morgana, è molto complicato, specialmente perchè ci sarebbe da mettere in conto che l'Amministrazione Pubblica, almeno qui in Italia, non sarebbe per niente predisposta ad aiutare ed a fornire supporto sia dal punto di vista economico che dal punto di vista logistico, con infrastrutture ed interventi ad hoc, almeno secondo me.
En Erebos, Phos

Offline violet86

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #3 il: Agosto 19, 2011, 12:00:14 pm »
Molto dipende secondo me dall'intraprendenza dei cittadini di ogni singolo comune.. se qualcuno ha delle proposte interessanti e trova una giunta comunale disposta ad ascoltare qualcosa si può fare.. ma il problema primario per me resta la sensibilizzazione dei cittadini..

Offline Azrael

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #4 il: Agosto 19, 2011, 01:08:01 pm »
Utopico e irrealizzabile... homo homini lupus, la nostra natura quella è e quella rimarrà.
"...era questo che rendeva Dagon tanto indigesto: la sua intelligenza superava di gran lunga la media, ma non aveva nessuna voglia di usarla per interagire con il resto della razza umana."
Francesco Dimitri in "La ragazza dei miei sogni"

"Nothing is purely good or evil, these are relative terms that man has hung upon unacceptable mysteries. To my particular belief the Goddess, white with works of good, is also black with works of darkness, yet both of them are compassionate, albeit the compassion is a cover for the ruthlesness of total Truth. Truth is another name for the Godhead. Male or female doesn't really matter, what does matter is the recognition of neither good or evil, black and white, but the acceptance of the 'will of the Gods', the acceptance of Truth as opposed to illusion."
Robert Cochrane in "The Roebuck in the Thicket"

Offline violet86

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #5 il: Agosto 20, 2011, 11:51:00 am »
Il fatto è che oltre ad avere la volontà per realizzare qualsiasi cambiamento è fondamentale la presenza di qualcuno che sappia di cosa parla. Per cambiare qualsiasi sistema ci vogliono delle competenze precise. Secondo me dalla prossima generazione in poi le cose cambieranno, anche perchè saremo costretti a cambiare..

Offline Eny

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #6 il: Agosto 20, 2011, 05:58:26 pm »
Utopico e irrealizzabile... homo homini lupus, la nostra natura quella è e quella rimarrà.

ma perchè questo sito non ha il tasto 'mi piace' :)? ufffiii
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Offline Cordelo di Quart

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #7 il: Agosto 20, 2011, 06:22:35 pm »
Personalmente ritengo che tutti stiate vedendo la cosa da una prospettiva sbagliata.
Non si tratta di cambiare il sistema ma, come sempre, noi stessi.
I 'sistemi' si possono modificare solo quando viene raggiunto il punto critico da una massa che spinge al cambiamento (e che a sua volta ha già iniziato questo cambiamento).
Non si può fare poi, non dovrebbe proprio far parte del nostro vocabolario, per due ottimi motivi:
 1 - Il più delle volte è una scusa per giustificare la mancanza di convinzione, di decisione di condivisione decisa dello scopo.
 2 - Produrre dei risultati nel breve periodo può essere  anche stimolante, ma non credo sia lo scopo finale; in questo come in altri campi ciò che conta è la strada percorsa non le vette raggiunte, inviolate o meno che siano.

Cambiare non è mai facile, vivere secondo la routine 'produci consuma crepa' decisa da altri è invece sempre rassicurante; ma da qualche parte bisognerà pure cominciare visto che, credo, siamo tutti consapevoli di viaggiare a manetta in direzione di un enorme muro di cemento armato.
Ed allora meglio farlo nel poco o tanto che ci sia direttamente possibile, piuttosto che aspettare che il cambiamento, che sappiamo necessario, venga da chissà dove o chissà chi.
Farlo suddividendo i grandi percorsi in piccole tappe possibili aiuta ad evitare le delusioni e la sfiducia di chi si pone traguardi irraggiungibili.
Roma non è stata fatta in un giorno, ma se nessuno avesse cominciato o se i primi abitanti del palatino avessero deciso di creare un impero, la storia, probabilmente, sarebbe stata molto diversa...
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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #8 il: Agosto 20, 2011, 06:31:47 pm »
Utopico e irrealizzabile... homo homini lupus, la nostra natura quella è e quella rimarrà.

ma perchè questo sito non ha il tasto 'mi piace' :)? ufffiii
LOL Azrael, ora forse non sai dove o perchè, ma sai con certezza che la tua proposizione dev'essere sbagliata!!!
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Offline Azrael

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #9 il: Agosto 20, 2011, 08:43:01 pm »
Solo perchè uno dei froghealers l'ha fatta sua?
O mi sono perso qualche passaggio? :)
"...era questo che rendeva Dagon tanto indigesto: la sua intelligenza superava di gran lunga la media, ma non aveva nessuna voglia di usarla per interagire con il resto della razza umana."
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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #10 il: Agosto 20, 2011, 08:54:38 pm »
Solo perchè uno dei froghealers l'ha fatta sua?
O mi sono perso qualche passaggio? :)
LOL, nono non ti sei perso niente...
E' la compagnia...  8)
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Offline violet86

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #11 il: Agosto 20, 2011, 09:03:57 pm »
Cordelo sono d'accordo con te, però viviamo in una società in cui ognuno è dipendente da qualcun altro, e il cambiamento del singolo è difficile che provochi la reazione a catena necessaria al cambiamento. Secondo me è necessaria una presa di coscienza collettiva, almeno di piccoli gruppi. Quello che sta iniziando a succedere in Irlanda ne è un esempio. Nell'articolo che hai consigliato c'era il link a un documento che era una sorta di piano d'azione dal 2005 fino al 2021, perciò la maggior parte del lavoro deve ancora essere fatta. Quello che mi chiedo io è, come può, il singolo cittadino, contribuire? più che fare la raccolta differenziata e, quando si può, comprare prodotti biologici, cosa può fare ognuno di noi? ci vogliono idee concrete, collaborazione, e come ho detto prima, competenze.

Offline Brianna

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #12 il: Agosto 20, 2011, 09:09:35 pm »
.....io l'ho sempre detto che l'Irlanda è sempre stata avanti...mica scemi gli irlandesi....  ;D e sono d'accordo con Cordelo sopratutto quando dice che da qualche parte bisogna pur cominciare...
"La farfalla non conta gli anni ma gli istanti per questo il suo breve tempo le basta"  R. Tagore

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"...c'è bisogno di più memoria...." MCR

Offline Shiray

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #13 il: Agosto 20, 2011, 11:40:36 pm »
Roma non è stata fatta in un giorno, ma se nessuno avesse cominciato o se i primi abitanti del palatino avessero deciso di creare un impero, la storia, probabilmente, sarebbe stata molto diversa...

Già...
<<Vedere non è Credere... Credere è Vedere!>><<Io credo nella filosofia!>> [Ipazia]

Offline Cordelo di Quart

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #14 il: Agosto 21, 2011, 07:24:41 am »
Cordelo sono d'accordo con te, però viviamo in una società in cui ognuno è dipendente da qualcun altro, e il cambiamento del singolo è difficile che provochi la reazione a catena necessaria al cambiamento.
Ed invece è proprio questa interdipendenza che dà, al mutamento di ognuno, una maggiore forza di penetrazione, un maggiore effetto nel meccanismo.
Citazione
Secondo me è necessaria una presa di coscienza collettiva, almeno di piccoli gruppi.
Infatti, ed i piccoli gruppi sono a loro volta formati dai singoli, se non cambiano i singoli i piccoli gruppi non si formano.

Citazione
Quello che mi chiedo io è, come può, il singolo cittadino, contribuire? più che fare la raccolta differenziata e, quando si può, comprare prodotti biologici, cosa può fare ognuno di noi? ci vogliono idee concrete, collaborazione, e come ho detto prima, competenze.
Le competenze si creano, nessuno nasce 'imparato' e, specialmente oggi, tutte le competenze sono, almeno per il livello di base necessario, a portata di mano; non è che una successiva specializzazione sia meno accessibile ma, ovviamente richiede un impegno ancora maggiore, che potrà eventualmente venire in futuro.
Ci hanno insegnato che si deve pensare in grande ed è l'errore più grosso che si possa fare; deviare le acque di un fiume in piena non è un lavoro per singoli, ma preparare i sacchi di sabbia lo è, e trasportarli uno ad uno dove servono anche.
Il segreto sta tutto nel sognare in grande e pensare in piccolo, nella riduzione del muro che si vuole abbattere o costruire in mattoni che siano gestibili dal singolo; nella scomposizione del problema irrisolvibile in problemi e sottoproblemi e così via finchè ognuno degli elementi diventa risolvibile.
Ad esempio coltivare un orto in casa è possibile a chiunque sia attraverso i normali vasi tradizionali che attraverso decine di tecniche che vengono continuamente inventate (vedi ad es. l'orto verticale) ogni cespo di insalata, ogni patata, pomodoro e più in generale tutti i materiali riciclati o auto-prodotti sono generi tolti dal giro perverso di produzione/trasporto/commercializzazione. E quindi all'inquinamento, alla schiavizzazione dei meno fortunati, allo spreco insensato che vediamo tutt'intorno a noi.
Partecipare e creare se non esistono nelle vicinanze gruppi di acquisto, e risparmiare energia in modo non superficiale od occasionale, fino ad arrivare a produrre una parte anche minima di quanta ne consumiamo.
E partecipare prima, creare poi i famosi piccoli gruppi di condominio/quartiere che collaborino in modo finalmente costruttivo, facendo volontariato minimo ma non meno importante, creando competenze e condividendole e....
I modi per portare il nostro secchio d'acqua per spegnere l'incendio sono migliaia e nascondersi dietro al 'non si può fare' al 'vorrei ma non posso' non servirà a salvare i singoli dalla catastrofe verso cui ci stiamo allegramento dirigendo a passo di danza.

Decidere se fare parte del popolo bove o meno sta a noi, e credere nella leggenda metropolitana del non possumus è il miglior modo per sfuggire alle proprie possibilità.
Ancor più per chi, come noi, crede di non aver bisogno di intermediari per partecipare alla creazione sempre in divenire.
Perchè noi possiamo, dobbiamo, vogliamo.

« Ultima modifica: Agosto 21, 2011, 07:26:13 am di Cordelo di Quart »
Ieri è storia, domani un mistero, oggi un dono.
Ecco perchè lo chiamiamo presente.

 

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Settembre 28, 2021, 07:03:29 am

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