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Autore Topic: Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada  (Letto 1841 volte)

Offline Eny

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #30 il: Agosto 23, 2011, 01:03:54 pm »
ehh e tu credi cordelo che succederà che si cambierà si formerano dei gruppi???
ahimè...ma se la gente non è in grado di formareun gruppo distudio figurati...comunque tentar non nuoce,buona fortuna...
Mai dire Mai!

Offline Cordelo di Quart

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #31 il: Agosto 23, 2011, 02:13:43 pm »
ehh e tu credi cordelo che succederà che si cambierà si formerano dei gruppi???
I gruppi già ci sono, a volte capita che non tutti siano dei quaqquaraqquà...
Ieri è storia, domani un mistero, oggi un dono.
Ecco perchè lo chiamiamo presente.

Offline morganafaerie

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #32 il: Agosto 23, 2011, 03:41:53 pm »
Citazione

L'opzione vehmt:
...
Se la consapevolezza potesse raggiungere una diffusione ed una profondità di questa portata il problema che si vuole risolvere con l'estinzione non esisterebbe e quindi l'estinzione stessa non avrebbe senso. Insomma un ossimoro filosofico ed un'utopia all'ennesima potenza


Concordo in pieno.
E aggiungo che, alla fine, tutti quelli che mettono al mondo stuoli di figli continuerebbero a farlo, perchè la media di queste persone non si preoccupa nemmeno di leggere qualcosa di più complicato della gazzetta sportiva. O di fare una riflessione degna di questo nome. E questo quando va bene... Provate a farvi un giro in sudamerica, in una grande città... Pensate che questa gente cambierà mai? Io personalmente no, e in mezzo a loro ci ho pure vissuto.
Capisco che il mio è un discorso elitarista, io sono anche un pò elitarista lo ammetto, ma la modalità suggerita dal sito in effetti per me è utopica.

Citazione
Per contro l'opzione soft in topic, che comprende la soluzione prospettata come esempio, intendendo tutto ciò che vada in quella direzione:
Richiede una partecipazione non totale ed assoluta, sia in senso qualitativo che quantitativo. Basterebbe l'adesione di un congruo numero, neppure la maggioranza, diciamo una numerosa minoranza; poi il peso politico (in senso aristotelico) di questa massa determinata trascinerebbe il resto.
Difficile certo, ma non irraggiungibile...


Anche qui concordo. E di mettere a disposizione i propri "talenti" per farlo.
"O sweet illusions of song that tempt me everywhere,
In the lonely fields, and the throng of the crowded thoroughfare!

I approach and ye vanish away, I grasp you, and ye are gone;
But ever by night and by day, the melody soundeth on.

As the weary traveller sees, in desert or prairie vast,
Blue lakes, overhung with trees that a pleasant shadow cast;

Fair towns with turrets high, and shining roofs of gold,
That vanish as he draws nigh, like mists together rolled

So I wander and wander along, and forever before me gleams
The shining city of song, in the beautiful land of dreams.

But when I would enter the gate of that golden atmosphere,
It is gone, and I wonder and wait for the vision to reappear"

(Henry Wadsworth Longfellow)

Offline winterflower

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #33 il: Novembre 25, 2011, 11:36:36 am »
Quello che mi chiedo io è, come può, il singolo cittadino, contribuire? più che fare la raccolta differenziata e, quando si può, comprare prodotti biologici, cosa può fare ognuno di noi?

Anch’io mi trovo d’accordo con  la linea di pensiero  “facciamo il più possibile nel nostro piccolo” già espressa da  Cordelo  e  Morganafaerie  e aggiungo alle “piccole cose” già citate una  cosa che tutti noi potremo fare nella nostra vita quotidiana uscendo dal sistema del consumismo moderno spendi-usa-consuma e getta sarebbe quella di “gettare”  il meno possibile re-imparando ad aggiustare i nostri oggetti come si faceva una volta invece di buttarli via e comprarne dei nuovi. Re-imparare i mestieri oggi estinti oppure quelli in via di estinzione (per es. imparare a cucire, a lavorare il legno come “hobby” per aggiustare i nostri vecchi vestiti e mobili o meglio ancora fabbricarceli da noi usando solo materiali naturali.) Evitare di comprare elettrodomestici superflui ed inutili usando piuttosto ingegno,creatività ed olio di gomito. Mentre per gli elettrodomestici più indispensabili : usarli il più a lungo possibile (aggiustando eventuali guasti) invece di buttarli via per sostituirli con il modello all’ultima moda.
She did not think herself a dreamer, but rather a pragmatist.  She was merely fascinated by wild things and growing things in and of the earth, the stories they told, the secrets they divulged, and their sense of their own purpose.  She was a good listener (though not to human people, who talked too much and tired her out), but she could follow the instructions of the wild and growing things.

Offline Mattonzolo

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #34 il: Novembre 25, 2011, 01:34:46 pm »
Io continuo a pensare che l'unica via sia questa: http://www.vhemt.org


Più o meno d'accordo col vhemt. Secoli fa avevo letto "Ishmael", un saggio/romanzo che assumeva la sovrappopolazione come danno-radice del pianeta e della stessa umanità. Tuttora ne sono convinto.
La soluzione della piccola comunità consapevole è un po' irrealistica, è utopia. D'altra parte non sono così pessimista come il vhemt. La sua posizione è quella di un'umanità che soffre per l'allontanamento dalla natura, ma non fare figli ci allontana comunque dalla natura (nostra natura). E in tal caso, quali sarebbero le conseguenze? Un'umanità che soffre crea ancora più casini di una che sta bene.

Opterei per un intervento meno drastico: fare un solo figlio. Dimezzare. E poi educare all'ecologia e seguire l'esempio quale indicato dal thread. Forse è troppo tardi per pensare "solo" di dimezzare e forse è ancora più utopistico del vhemt (che sono radicali in quanto consapevoli che la maggior parte degli uomini non aderirà al movimento). Il concetto banale ma vero è che siamo nella merde(detto alla francese, che pare meno volgare) qualunque opzione scegliamo di adottare. Homo homini lupus è vero in parte, nel senso che ci sono piccoli gesti che possono contraddire la sentenza di Hobbes.
E' l'unica cosa che si può sperare.

(Ma che ci si preoccupa a fare, che nel 2012 finisce il mondo?  :P)
Soffrirò... morirò...
Ma intanto
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Miša Sapego

Offline maghella999

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #35 il: Novembre 30, 2011, 03:33:21 am »
Citazione
La sua posizione è quella di un'umanità che soffre per l'allontanamento dalla natura, ma non fare figli ci allontana comunque dalla natura (nostra natura). E in tal caso, quali sarebbero le conseguenze? Un'umanità che soffre crea ancora più casini di una che sta bene.

Concordo.

Citazione
Opterei per un intervento meno drastico: fare un solo figlio. Dimezzare. E poi educare all'ecologia e seguire l'esempio quale indicato dal thread.

Anche qui mi trovo sostanzialmente d'accordo, certo, sperando che un maggiore livello di civiltà consenta di non ripetere gli orrori che già si verificano nei paesi che hanno una forma di limitazione delle nascite (vedi l'abbandono delle neonate in Cina, gli aborti selettivi e gli uteri in affitto per le mammine ricche che non hanno voglia di fare aborti a ripetizione cercando il maschietto).

Come madre di un figlio posso dirvi che le pressioni sociali che spingono alla procreazione di almeno due figli sono fortissime. Il primo figlio non fa neanche in tempo a svezzarsi che già fioccano le domande "A quando un fratellino?", i discorsi su quanto sia importante per un bambino avere dei compagni di gioco ecc...

Ora io, provenendo da una famiglia molto numerosa, conosco benissimo tutti i pro che mi vengono prospettati (la famiglia diventa branco e, come si suol dire, o ti dai una svegliata o soccombi), ma sento anche il problema della sovrappopolazione. Il problema è che al giorno d'oggi se non si hanno le risorse economiche per mandare i figli all'asilo non c'è più la possibilità di farli giocare, come si faceva una volta, in strada o al parchetto, perchè i genitori sono super-impegnati e paranoici quindi i bambini crescono come piccoli principi sempre sotto custodia chiusi nelle proprie case o in quelle dei nonni.

In definitiva io, che avrei deciso di avere un solo figlio, devo subirmi quasi quotidianamente delle sparate su quanto questo sia sbagliato e diseducativo.
"Nunc meis vocata sacris, noctium sidus, veni
pessimos induta vultus, fronte non una minax.
Tibi more gentis vinculo solvens comam
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Offline allibis

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #36 il: Novembre 30, 2011, 03:56:26 am »
gli uteri in affitto per le mammine ricche che non hanno voglia di fare aborti a ripetizione cercando il maschietto

Ma sì, contribuiamo a riempire il mondo di giudizi gratuiti e generalizzazioni un tanto al chilo, che vuoi che sia.


Offline maghella999

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #37 il: Novembre 30, 2011, 04:00:31 am »
gli uteri in affitto per le mammine ricche che non hanno voglia di fare aborti a ripetizione cercando il maschietto

Ma sì, contribuiamo a riempire il mondo di giudizi gratuiti e generalizzazioni un tanto al chilo, che vuoi che sia.

In base a quali elementi affermi questo senza neanche disturbarti a chiedere quali sono gli elementi da cui muovono le mie di affermazioni?
Hai capito, almeno, a quale realtà mi sto riferendo o ti stai indignando alla cieca?
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Offline allibis

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #38 il: Novembre 30, 2011, 04:05:19 am »
cala il tono e fai caso a quel che scrivi.
e dimmi tu quale parte di "gli uteri in affitto per le mammine ricche che non hanno voglia di fare aborti a ripetizione cercando il maschietto" è supportata e motivata da esperienze e competenze.
Non l'ho sparata io la cazzata.

Offline maghella999

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #39 il: Novembre 30, 2011, 04:19:12 am »
cala il tono e fai caso a quel che scrivi.
e dimmi tu quale parte di "gli uteri in affitto per le mammine ricche che non hanno voglia di fare aborti a ripetizione cercando il maschietto" è supportata e motivata da esperienze e competenze.
Non l'ho sparata io la cazzata.

Il mio tono è sempre lo stesso: quello di una persona che sa quello che dice.
A me pare che chi sia partito in quarta contro i mulini a vento sia stata proprio tu, comunque...

Si dà il caso che in Cina (la realtà di cui IO sto parlando) esistano organizzazioni apposite che affittano donne, a prezzi esorbitanti, per l'impianto di embrioni fecondati di altre coppie allo scopo di ottenere il figlio maschio. Dato che la pratica dell'aborto è decisamente logorante, a livello fisico e psicologico, si paga qualcun altro perchè lo faccia al posto tuo. E questo non possono certo permetterselo i poveretti.
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Offline allibis

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #40 il: Novembre 30, 2011, 04:36:26 am »
e te l'ho contestata come generalizzazione, difatti. e mi sono limitata a quella senza stare appresso a tutto il resto del tuo post.

Non faccio crociate, le considero tempo perso. Mi basta ribadire che le cose vanno dette per come sono, non estendendole al mondo intero.
Poi puoi trovare tutti gli aggiusti che vuoi, accomodati. Magari se ci vai di prevenzione, è meglio.

Offline maghella999

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #41 il: Novembre 30, 2011, 05:02:52 am »
e te l'ho contestata come generalizzazione, difatti. e mi sono limitata a quella senza stare appresso a tutto il resto del tuo post.

Non faccio crociate, le considero tempo perso. Mi basta ribadire che le cose vanno dette per come sono, non estendendole al mondo intero.
Poi puoi trovare tutti gli aggiusti che vuoi, accomodati. Magari se ci vai di prevenzione, è meglio.

Occhio che gli specchi li hanno appena puliti e si scivola.

Se leggi bene noterai che all'inizio della frase avevo specificato di parlare di "paesi che hanno una forma di limitazione delle nascite" e che all'inizio dell'inciso nomino con precisione proprio la Cina.

La realtà è che chi ha sparato giudizi senza fondamenti ed ha alzato i toni sei stata tu (probabilmente convinta, per un errore nell'interpretazione del post, che io stessi condannando la pratica dell'utero in affitto...non è vero?) e, invece di chiedere chiarimenti, ti sei affrettata a cercare polemica sterile.
Ci vuole un briciolo di fegato ad alzare la voce in pubblico ma ce ne vuole infinitamente di più ad ammettere un errore.

Da parte mia, fine di questo OT.
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Offline allibis

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #42 il: Novembre 30, 2011, 05:11:10 am »
eh, quanto hai ragione. Sempre perché ne sai e si vede.

Offline morganafaerie

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Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #43 il: Dicembre 01, 2011, 04:05:43 am »
Trovo interessante anche l'opzione "fai un solo figlio" che considero la traduzione pratica di crescere un figlio consapevolmente, avendo  il tempo di seguirlo e di insegnargli qualcosa educandolo.
Purtroppo spesso vedo un controsenso assurdo: chi fa più figli e' chi meno dovrebbe farli, perché li fa per i motivi sbagliati, ossia per dare uno scopo alla propria vita e perché cosi si deve e si e' spinti a fare. Conosco donne che hanno scelto di dedicare il proprio tempo ed energia ad altro e sono realizzate e felici cosi, perché si può essere madri in molti modi, si può poi anche scegliere di farlo in senso fisico del termine ma questo non e' l'unico modo.
In genere quelle invece che conosco con tre/quattro figli vivono in famiglie disagiate, prive di mezzi di sostentamento e di cultura, con i bimbi lasciati spesso allo stato brado come dei piccoli animali selvaggi. Non che i genitori siano meglio, ovvio. So di essere cattiva e pure un Po nazista in questa affermazione, ma proporrei la limitazione obbligatoria per chi avesse un qi sotto la media ad esempio, specie nel caso si accoppi ( perdonatemi il termine ma e' cmq questo) con un altro individuo con tali caratteristiche, l'altra scelta sarebbe in questi casi affidare il bambino parte del tempo a strutture di supporto, ma visto lo stato in cui queste sono attualmente (possono a malapena occuparsi di minori abusati o in situazioni gravi) lo vedo poco applicabile
Piccolo Ot cinese: considero orribile il tutto, assolutamente assurdo e privo di senso il criterio selettivo usato. E patetiche le scappatoie. Personalmente oltretutto non sono particolarmente favorevole all'aborto come mezzo di controllo delle nascite. Non siamo animali, possiamo controllarci e quindi decidere prima come regolarci di conseguenza.
BB
Morganafaerie
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Offline Fiordispine

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #44 il: Dicembre 15, 2011, 01:27:48 pm »
So di essere cattiva e pure un Po nazista in questa affermazione, ma proporrei la limitazione obbligatoria per chi avesse un qi sotto la media ad esempio, specie nel caso si accoppi ( perdonatemi il termine ma e' cmq questo) con un altro individuo con tali caratteristiche, l'altra scelta sarebbe in questi casi affidare il bambino parte del tempo a strutture di supporto, ma visto lo stato in cui queste sono attualmente (possono a malapena occuparsi di minori abusati o in situazioni gravi) lo vedo poco applicabile
Eh allora mi sa che siamo in due un pò naziste ed estremiste, perchè condivido questo tuo pensiero...
Quello che auspicherei è che la scelta di mettere al mondo  uno o più figli fosse ponderata e responsabile, in questo modo anche l'educazione del bambino che ne segue lo sarebbe e si potrebbe sperare in una società più costruttiva.
Quello che vedo in giro invece, con poche, ma significative eccezioni, è che il desiderio di un figlio inizia e termina con la gravidanza e la nascita, come se il dopo non fosse ancora più importante.
Uno sciame di illusioni fantastiche mi segue,
lor principe e padrone,
mentre attraverso lande desertiche
cavalco il turbine, fiammeggia il mio sprone.
Dieci leghe in fondo all'orizzonte,
s'accende nella notte la tenzone
con spettri e cavalieri della morte,
viaggio delirio o immaginazione.

 

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Agosto 02, 2021, 03:23:32 pm

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