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Autore Topic: Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada  (Letto 1840 volte)

Offline Fiordispine

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #15 il: Agosto 21, 2011, 05:07:45 pm »
Decidere se fare parte del popolo bove o meno sta a noi, e credere nella leggenda metropolitana del non possumus è il miglior modo per sfuggire alle proprie possibilità.
Ancor più per chi, come noi, crede di non aver bisogno di intermediari per partecipare alla creazione sempre in divenire.
Perchè noi possiamo, dobbiamo, vogliamo.

Vero. Bisogna sempre provare a fare qualcosa nel proprio piccolo, anche se sembra ininfluente...io ci provo, benchè a volte mi sembri una cosa faticosamente inutile.
PS: l'orto verticale è fantastico...
Uno sciame di illusioni fantastiche mi segue,
lor principe e padrone,
mentre attraverso lande desertiche
cavalco il turbine, fiammeggia il mio sprone.
Dieci leghe in fondo all'orizzonte,
s'accende nella notte la tenzone
con spettri e cavalieri della morte,
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Offline Azrael

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #16 il: Agosto 21, 2011, 05:10:19 pm »
Io continuo a pensare che l'unica via sia questa: http://www.vhemt.org
"...era questo che rendeva Dagon tanto indigesto: la sua intelligenza superava di gran lunga la media, ma non aveva nessuna voglia di usarla per interagire con il resto della razza umana."
Francesco Dimitri in "La ragazza dei miei sogni"

"Nothing is purely good or evil, these are relative terms that man has hung upon unacceptable mysteries. To my particular belief the Goddess, white with works of good, is also black with works of darkness, yet both of them are compassionate, albeit the compassion is a cover for the ruthlesness of total Truth. Truth is another name for the Godhead. Male or female doesn't really matter, what does matter is the recognition of neither good or evil, black and white, but the acceptance of the 'will of the Gods', the acceptance of Truth as opposed to illusion."
Robert Cochrane in "The Roebuck in the Thicket"

Offline Fiordispine

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #17 il: Agosto 21, 2011, 05:11:41 pm »
Eh, non che una cosa escluda necessariamente l'altra.... ;)
Uno sciame di illusioni fantastiche mi segue,
lor principe e padrone,
mentre attraverso lande desertiche
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Offline morganafaerie

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Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #18 il: Agosto 21, 2011, 05:26:48 pm »
Io quoto Cordelo, e sul fatto che il singolo non possa far nulla beh... Dipende dal singolo, e magari sarò presuntuosa ma penso che una strega, cmq, possa farla, la differenza. Poi ci sara chi sara più bravo a fare gli orti, chi a sabotare gli amministratori e chi a sognare e trasmettere i suoi sogni. Se pensate che il libro che ho citato prima sia fluffy, pacifista porgi l'altra guancia o parli di persone deboli vi sbagliate di grosso ;-))
"O sweet illusions of song that tempt me everywhere,
In the lonely fields, and the throng of the crowded thoroughfare!

I approach and ye vanish away, I grasp you, and ye are gone;
But ever by night and by day, the melody soundeth on.

As the weary traveller sees, in desert or prairie vast,
Blue lakes, overhung with trees that a pleasant shadow cast;

Fair towns with turrets high, and shining roofs of gold,
That vanish as he draws nigh, like mists together rolled

So I wander and wander along, and forever before me gleams
The shining city of song, in the beautiful land of dreams.

But when I would enter the gate of that golden atmosphere,
It is gone, and I wonder and wait for the vision to reappear"

(Henry Wadsworth Longfellow)

Offline morganafaerie

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Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #19 il: Agosto 21, 2011, 05:32:48 pm »
Riguardo al link citato da Azrael, in effetti il libro partiva da uno scenario dove in effetti la maggior parte degli esseri umani si era GIÀ estinta...
"O sweet illusions of song that tempt me everywhere,
In the lonely fields, and the throng of the crowded thoroughfare!

I approach and ye vanish away, I grasp you, and ye are gone;
But ever by night and by day, the melody soundeth on.

As the weary traveller sees, in desert or prairie vast,
Blue lakes, overhung with trees that a pleasant shadow cast;

Fair towns with turrets high, and shining roofs of gold,
That vanish as he draws nigh, like mists together rolled

So I wander and wander along, and forever before me gleams
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But when I would enter the gate of that golden atmosphere,
It is gone, and I wonder and wait for the vision to reappear"

(Henry Wadsworth Longfellow)

Offline Robyn

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #20 il: Agosto 21, 2011, 07:00:56 pm »
per come la vedo io, non c'è nulla di utopistico nel creare una citàà di transizione per come è stata definita. E' solo molto difficile, per due motivi:
1) gli ovvi interessi economici di chi necessita di mantenere lo status quo;
2) l'atteggiamento disilluso della maggioranza delle persone verso tali progetti, validi sulla carta, difficilmente realizzabili nella pratica, causa mancanza di "voglia di fare".
Troppo facile parlare di estinzione umana come soluzione. Come dire "oh mon Dieux, sono troppo umano per cambiare" naaahhh...non mi piace!

Offline Azrael

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #21 il: Agosto 21, 2011, 08:25:52 pm »
Hai anche letto il modo in cui si propongono di attuarla, l'estinzione umana?
O al solito qua si parla tanto per gradire?
"...era questo che rendeva Dagon tanto indigesto: la sua intelligenza superava di gran lunga la media, ma non aveva nessuna voglia di usarla per interagire con il resto della razza umana."
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"Nothing is purely good or evil, these are relative terms that man has hung upon unacceptable mysteries. To my particular belief the Goddess, white with works of good, is also black with works of darkness, yet both of them are compassionate, albeit the compassion is a cover for the ruthlesness of total Truth. Truth is another name for the Godhead. Male or female doesn't really matter, what does matter is the recognition of neither good or evil, black and white, but the acceptance of the 'will of the Gods', the acceptance of Truth as opposed to illusion."
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Offline *Ginevra*

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #22 il: Agosto 21, 2011, 08:57:26 pm »
Mi piaciono entrambe le idee, sia quella di Cordelo sia quella di Azrael.

Riguado la città di transizione: spero che il punto di rottura verso cui stiamo procedendo possa dare una bella spinta a tutti quelli che vorrebbero il cambiamento ma sono troppo svogliati per iniziare a fare qualcosa di concreto. Se questo non avverrà, sarà dura portare avanti iniziative di questo tipo.

Offline Andrè Diamòn

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #23 il: Agosto 22, 2011, 09:46:15 am »
Solo perchè uno dei froghealers l'ha fatta sua?
O mi sono perso qualche passaggio? :)
Basta col punzecchiare sempre.... That's it now!

Offline Azrael

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #24 il: Agosto 22, 2011, 10:32:38 am »
Ennesima occasione persa per stare zitto, ennesimo supporto dato alla mediocrità che ti distingue non appena la scorgi in altri.

"...era questo che rendeva Dagon tanto indigesto: la sua intelligenza superava di gran lunga la media, ma non aveva nessuna voglia di usarla per interagire con il resto della razza umana."
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Offline Robyn

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #25 il: Agosto 22, 2011, 10:50:52 am »
Azrael, è l'obiettivo che non mi piace, ossia l'estinzione, sulle modalità guarda, non sto nemmeno a discutere.
Comunque sta tranquillo :D
Volevo solo cogliere l'occasione per dire che l'idea della città di transizione, oggetto del post, mi piace.

Offline Azrael

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #26 il: Agosto 22, 2011, 11:56:50 am »
Ripeto, hai LETTO il sito o hai deciso aprioristicamente che lo scopo non ti piace solo basandoti sul termine "estinzione"?
"...era questo che rendeva Dagon tanto indigesto: la sua intelligenza superava di gran lunga la media, ma non aveva nessuna voglia di usarla per interagire con il resto della razza umana."
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Offline Robyn

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #27 il: Agosto 22, 2011, 01:07:13 pm »
ho letto la sola parte "What is the Voluntary Human Extinction Movement?". Dato che è la parte dove spiegano che cosa vogliono fare, non mi sono curato di leggere le altre parti.
quindi, in risposta alla tua domanda: si, ho letto come si intende attuare la cosa.
Detto questo, ribadisco che non mi piace. 

Offline *Ginevra*

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #28 il: Agosto 22, 2011, 02:09:24 pm »
All'estinzione totale di nostra spontanea volontà non ci arriveremo mai, sarebbe già un bel traguardo se diminuissimo di un terzo ma è complicato. Penso che alla fine, nella maggioranza delle persone, l'istinto materno/paterno avrebbe comunque la meglio sulla consapevolezza di cui si parla nel sito.
« Ultima modifica: Agosto 22, 2011, 02:11:44 pm di *Ginevra* »

Offline Cordelo di Quart

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Re:Città di transizione, una nuova filosofia di vita si fa strada
« Risposta #29 il: Agosto 22, 2011, 08:26:46 pm »
Io continuo a pensare che l'unica via sia questa: http://www.vhemt.org

Sono andato a leggermi il tutto.
Partendo dal presupposto che, secondo la mia indole, le soluzioni definitive sono sempre le migliori sarei tendenzialmente d'accordo. Feura di ball e fine della storia.
Ma poi la mia mentalità analitica ha, fortunatamente, il sopravvento. Esaminiamo i due casi:

L'opzione vehmt:
Non sto a discutere quanto sia contraria alle pulsioni primordiali, all'istinto di conservazione della specie; sono fattori che possono esser dominati da una sufficiente determinazione.
Richiede una totale adesione, e per totale intendo del millemilamilioni per millemilamilioni, e si sa che non è possibile, mai accaduto in natura che un evento possa poggiare su un peso statistico così totale; basta che uno ed uno solo (beh... due o tre...) anche solo all'ultimo istante utile cambino idea e tutto il gioco va a carte quarantotto.
Se la consapevolezza potesse raggiungere una diffusione ed una profondità di questa portata il problema che si vuole risolvere con l'estinzione non esisterebbe e quindi l'estinzione stessa non avrebbe senso. Insomma un ossimoro filosofico ed un'utopia all'ennesima potenza

Per contro l'opzione soft in topic, che comprende la soluzione prospettata come esempio, intendendo tutto ciò che vada in quella direzione:
Richiede una partecipazione non totale ed assoluta, sia in senso qualitativo che quantitativo. Basterebbe l'adesione di un congruo numero, neppure la maggioranza, diciamo una numerosa minoranza; poi il peso politico (in senso aristotelico) di questa massa determinata trascinerebbe il resto.
Difficile certo, ma non irraggiungibile, chi ha lottato per la libertà religiosa, per l'istruzione di massa, per l'emancipazione femminile, il suffragio universale etc non ha certo dovuto superare resistenze minori.
E in più, in questo caso è in gioco la sopravvivenza della specie e non è che il popolo bove, benchè non ancora determinato a fare uno sforzo, non se ne sia affatto accorto.

edit: aggiunto precisazione (in blu), forse era implicito solo per me...
« Ultima modifica: Agosto 23, 2011, 09:31:31 am di Cordelo di Quart »
Ieri è storia, domani un mistero, oggi un dono.
Ecco perchè lo chiamiamo presente.

 

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