*

Autore Topic: Necronomicon  (Letto 2001 volte)

Nihal

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #15 il: Giugno 27, 2004, 03:04:59 pm »
si dai su.. lo sanno tutti che il necronomicon è uno pseudobiblia.
La Fannucci ha pure subito una causa in tribunale per sta storia e l'ha pure persa
Lovecraft scrisse a chiare lettere che era tutta una sua invenzione e la fannucci, castigata dalla legge ha riportato la lettera per chiudere una volta per tutte questa storia.
La lettera la trovi sull'ultimo libro edito da fannucci su questo argomento: "necronomicon, storia di un libro che non c'è".

Il fatto che ci siano libri inesistenti citati nei cataloghi e nelle bibliografie non è cosa insolita..anzi
perfino autori universitari fanno sto giochetto.
Il necronomicon è un "gioco" colto, uno scherzo per appassionati della parola scritta.
Il mondo è pieno di grimori, non c'è bisogno certo di un testo scritto da un arabo pazzo su un pantheon completamente farlocco.
« Ultima modifica: Giugno 27, 2004, 03:05:46 pm di Nihal »

MinervaMG

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #16 il: Giugno 27, 2004, 04:39:11 pm »
Citazione
Come cavolo fa uno a studiare se non si può neanche fidare di quello che legge.

 
La cultura serve ad aprire la mente allargando il campo di comprensione ma è necessario sviluppare anche un sano spirito critico.
A volte facciamo l'errore di credere che uno scritto valga in quanto tale.

AliDiCenere

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #17 il: Giugno 27, 2004, 04:39:38 pm »
Studiati la psicologia di Lovercraft e vedi perchè questo materialista negò sempre l'esistenza di questo manoscritto...

Ti mando un piccolo schema che mi son fatto...
Derleth amico e editore di Lovercraft (L. d’ora in avanti)  riteneva che il Necronomicon fosse un’invenzione letteraria dello scrittore di Providence.
 In una discussione con Derleth   Colin Wilson  apprese che l’idea di questo libro venne ripresa da un poema latino intitolato Astronomica del poeta Manilio (Testo che esercitò grande influsso sugli Ermetisti Rinascimentali). Durante i suoi studi su numerosi testi di occultismo come The Magus, Book of cerimonial magic e Demonalatry Colin rimase colpito in quanto c’era una netta somiglia tra questi scritti e le citazioni Lovercraftiane.
Anche tra gli scritti del mago del 900 Crowley e i racconti del terrore di L. c’erano alcune somiglianze e citazioni sorprendenti da far pensare a un legame tra L. e Crowley. Ma a quanto pare questi due scrittori non si erano mai incontrati. Ed è strano che L. credesse a quelle che da un soggetto materialista e scientifico come L. sarebbero state bollate come ciarlatanerie.  Ma molte delle fantasia scritte da L. riprendevano in modo sia pure distorto i temi salienti del culto di Crowley. Quindi tra i miti “inventati” dallo scrittore di Providence e i miti del gruppo iniziatico dell’Alba d’oro c’era una forte somiglianza, anche se L. non entrò mai in contatto questi ambienti esoterici. Molte delle visioni di L. descritte nei suoi romanzi dell’orrore e dell’assurdo (cosa da dire ripercorrono sempre lo stesso schema logico, completa incredulità verso ciò con cui si sta entrando in contatto per poi lasciare spazio alla terribile rivelazione) derivano da Sogni e incubi che affliggevano una notte si e una notte no la vita del solitario di Providence. (città natale di L. luogo per una mentalità come la sua riduttivo e deprimente). Uno psicologo potrebbe dire che i racconti di L. provenivano direttamente dal suo sub conscio frustrato dalla banalità della sua vita quotidiana. (la psicologia di L. può essere compresa dalla visione a  bungalow con più piani di Freud e successori. O dal fenomeno delle personalità multiple). Potrebbe essere che L. come un suo scrittore contemporaneo Machen (probabilmente interessato a cammini iniziatici) fosse in grado di arrivare a uno stato diverso di consapevolezza nel quale apprendeva per mezzo di sogni le fantasia che concretizzava nei suoi libri.  Secondo lo studioso magista Kennet Grant, allievo di Crowley, L. può essere compreso unicamente nel contesto della tradizione Misterica.  E dopo aver ricordato che L. accenna all’esistenza di entità che “percorrono le profondità dello spazio e delle stelle” ricorda di come John Dee (1527, 1608) fu il primo a lasciare un resoconto dettagliato del commercio tra umani e abitatori dell’abisso. L’accenno al nome di questo Astrologo che viveva alla corte di Elisabetta è importante; in quanto a lui  L. attribuisce la traduzione del Necronomicon. I testi di questo Astrologo scritti in una lingua “artificiale”, l’enochano si pensa che provengano dalla stessa fonte dei testi dell’orrore di L., o magica (pensiamo a entità disincarnate) o psicologica (pensiamo al discorso dei piani di consapevolezza accessibili alla mente umana. L. Raggiunse questo stato di consapevolezza non grazie alla sua volontà, come si pensano in grado magisti del calibro di Machen, ma per frustrazione e sfinimento della sua mentalità romantica e sognatrice, annullata dalla monotonia della sua vita a Providence. (Ripensiamo al disagio delle mentalità geniali, che se non trovano uno scopo molto spesso arrivano a auto distruggersi). Come Colin Wilson (saggista dal quale ho preso le informazioni per questo scritto) le fantasia di L. probabilmente assunsero una vita propria attingendo alla vitalità dell’inconscio collettivo.

Arriviamo alla suddetta opera.

Nel 1967  uno scritto a prima vista incomprensibile arrivo in mano a L. Sprague de Camp, e venne pubblicato nel 1973 con la speranza che qualcuno si interessasse alla sua traduzione, il libro venne pubblicato come Al Azif The Necronomicon, sempre più studiosi si interessarono al ciclo di Cthulhu, e  Robert Turner il fondatore di un gruppo magico chiamato Ordine della Pietra Cubica era disposto a scommettere sul fatto che gli scritti di L. fossero basati sulla stessa tradizione magica degli scritti di Ermete e di John Dee, secondo questo studioso L. ero un adepto praticante. Ma rimase colpito quando da alcune lettere di L. scopri che riteneva l’occultismo un imbecillità. Turner però rimase convinto che L. sapesse più di magia di quanto ne dava ad intendere. Probabilmente poteva aver avuto accesso a Grimori medievali come la Spada di Mosè, la conferma arrivò quando  il dottor Carl Tausk dell’istituto Tecnologico di Vienna si dichiarò pronto a giurare che il padre di L. facesse parte della massoneria egiziana.
(Aprendo una diversione la massoneria “normale” deriva dal Cristianesimo quella egiziana dagli scritti di Salomone, Ermete Trismegisto).
Tutto questo rendeva molto più semplice un contatto con la tradizione ermetica, possibile che il padre di L. prima di morire avesse trasmesso anche solo per “gioco” la conoscenza di alcuni miti al figlio, piccolo genio? O che L. avesse trovato dopo la morte del padre il misterioso libro de “I nomi segreti?” Cagliostro, fondatore della massoneria lasciò prima di essere processato e ucciso molti scritti tra cui forse la copia originale del Necronomicon secondo studi  del dottor Hinterstoisser, che affermava senza dubbi che il testo originale facesse parte di una raccolta di testi Ermetici ben più vasta del Necronomicon a cui parteciparono numerosi magisti antichi, e poi organizzata da Sabbah al-Kindinel 850 d.C. Le spiegazioni sono così vaghe in quanto lo studioso morì prima di approfondire le sue ricerche. Anche se gran parte del materiale presente nella grande compilazione derivava dalla biblioteca di Assurbanipal.


Ci sono ancora molti punti in sospeso, documenti non affidabili, dicerie di dottori vari. Ma un punto rimane chiaro, lampante. I miti degli antichi scritti dal solitario di Providence, troppi punti in comune hanno con scritti di tradizione probabilmente irraggiungibili da L. Troppe somiglianze con gli scritti cifrati e tradotti per la prima volta in questo secolo grazie all’utilizzo del computer di John Dee. L’interesse ossessionante per l’astronomia che coltivava fin da bambino, l’amore per lo spazio, la casa degli antichi padroni della terra. Non sappiamo se Il Necronomicon esistesse veramente, in quanto Lovercraft, razionalista com’era per tutta la vita negò l’esistenza di ciò che sognava, e scriveva. Ma sappiamo che  solo dopo un anno che l’ispirazione non colpi lo scrittore questi morì di tumore.



Poi se Colin wilson (da un suo saggio ho preso le informazioni) si è inventato tutto non lo so....



Ho gia ordinato il libro da te consigliato in biblioteca....

Anche se però è un gioco colto, come gioco loo sto trovando molto interessante...

Un buon esercizio per la testa...
Basta non perderci la ragione dietro...


AliDc
« Ultima modifica: Giugno 27, 2004, 05:21:15 pm di AliDiCenere »

AliDiCenere

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #18 il: Giugno 27, 2004, 04:42:43 pm »
Minerva hai ragione, ma allora con che metro possiamo valutare un libro? Io lo giudico in base alla forma,al contenuto quando questo è verificabile dalle citazioni ( E se devo essere sincero non ho ancora avuto il tempo di aprire il diagramma ad albero con il quale studio).

Un conto è dubitare di un libraccio del calibro del "Libro infernale" che ogni tanto si trova in giro... Ma questa volta le fonti mi sembravano affidabili...

Sigh...


AliDc...

MinervaMG

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #19 il: Giugno 27, 2004, 05:21:37 pm »
Poche cose sono come sembrano e sono rarissime ;) .
 

AliDiCenere

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #20 il: Giugno 27, 2004, 05:23:59 pm »
Questo lo so ma come fare per non incagliarsi in ricerche inutili? Adesso leggerò un altro paio di libri sul tema,e controllerò se riesco qualche citazione....

Ma se non fossi stato fermato avrei continuato a lungo questo gioco Colto...


AliDc

Nihal

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #21 il: Giugno 27, 2004, 06:30:25 pm »
ho la sensazione che non ci sia confusione solo sulla wicca in questo posto, ma anche sulla massoneria..

AliDiCenere

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #22 il: Giugno 27, 2004, 06:34:36 pm »
Tipico atteggiamento di chi non sa leggere, si ferma al primo punto poco chiaro...
Criticando tutto il contenuto.

Lo so sono stato molto sempliciotto in quella "definizione" di massoneria, ma serviva a me per ricordarmi un'altra cosa ed  è finita per sbaglio in quel documento.


Dai visto che per te è tutto così chiaro e scontato illuminami di immenso sulla massoneria della quale conosco solo qualche accenno letto qua e la...



Come al solito la discussione degenera...

La gente saccente non la sopporto... E' la peggiore plebaglia che non fa altro che scoraggiare chi viene dopo di se per darsi un po' di forza visto che la loro vita è tanto povera....
Se ti va di darmi una mano va bene, se vuoi far vedere quanto sei bravo apri un post per il culto di te stesso.
Pardon per i metodi ma sono tre ore che sto leggendo e ho i nervi a fir di pelle, mi hai proprio infastidito.

AliDc
 
« Ultima modifica: Giugno 27, 2004, 06:39:04 pm di AliDiCenere »

Nihal

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #23 il: Giugno 27, 2004, 06:47:40 pm »
Non ho tratto delle conclusioni su quanto dici riguardo al necronomicon (anche perchè ho già palesato la mia opinione nel post precedente), ho solo detto quello che pensavo su delle affermazioni discutibili.
E non c'è bisogno che ti spieghi io la massoneria, perchè basta applicare lo stesso sforzo intellettuale che hai fatto per postare tutto sto popò di roba e trovare senza sforzo documenti storici di cui la rete è piena, da fonti decisamente credibili come il Grande Oriente d'Italia per esempio.

Per inciso il cristianesimo non ha molto a che fare con la massoneria e neanche l'egitto se proprio vogliamo... le origini sono nelle isole britanniche e la chiesa dette non pochi problemi alle prime logge massoniche.

e non lamentarti nemmeno se qualcuno non approva quello che scrivi, fino a prova contraria c'è il diritto di replica, è saccente chi non sopporta critiche, non dimenticarlo.
E del fatto di averti infastidito non ho problemi a risponderti che la cosa non mi tange, visto che invece di moderare i toni hai trovato giusto rispondere con maggiore arroganza della mia.

Se poi vogliamo piantarla qui bene e torniamo al gioco intellettuale sennò amen..
mi metterò l'anima in pace reo di averti fatto notare che la massoneria non nasce dal cristanesimo.
« Ultima modifica: Giugno 27, 2004, 07:01:07 pm di Nihal »

Emrys

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #24 il: Giugno 27, 2004, 07:13:56 pm »
Citazione
Recupera una copia originale del Libro di Salomone, prendi la terza parte e avrai il tuo Necronomicon...  ;)
Quale? Il "Cantico dei Cantici"? La "Sapienza"? Il "Qoelet"? :lol:

O, peggio ancora, la "Clavicula Salomonis"? Ma dai! E' uno dei libri più stupidi ch'io abbia mai letto!!! :lol:


Seriamente...sul Necronomicon... quanto postato da Vanth è ineccepibile...oltre che l'unica, autentica storia...

Il resto è un po' come...beh, le storie di chi ha visto Elvis, o Jim Morrison, o Re Artù, o Carlomagno, o Kukai...vivi...


:rolleyes:

Nihal

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #25 il: Giugno 27, 2004, 07:29:03 pm »
sarà anche stupida la clavicola, ma mezza magia cerimoniale di questo mondo deriva da lì..
forse il nostro amico si riferiva al fatto che se cerchi un grimorio vero basta rivolgersi ai veri grimori medioevali.
non capisco cosa possa rendere stupido un libro come la clavicola, considerando poi i tempi in cui fu scritta...

AliDiCenere

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #26 il: Giugno 27, 2004, 07:35:20 pm »
Per il necronomicon incomincio a darvi ragione, raccogliendo materiale in internet è abbastanza palese la non veridicità del saggio di Colin wilson (stronzone) .-)

Anche se internet è ancora più pericoloso dei libri...

per quanto riguarda il discorso sulla massoneria non ho detto io quello che ho scritto, ma sempre il Sudetto Colin. mentre tu come molti di quelli che correggono qui dentro non citi le fonti, la cosa più importante (forse più importante della correzione fatta). La tua non è una replica, la replica (che sarebbe stata ben accettata e ricambiata con un grazie mille sarebbe stata "No mi dispiace secondo XXXX  o il libro XXX la massoneria bla bla bla") la tua è una provocazione per far vedere quanto sono ignoranti gli altri rispetto a te pozzo di conoscenza....

Cambiando discorso.

Il Necronomicon in se non mi interesa, a me interessano i Miti degli Antichi, citati nei racconti di L.
In quanto secondo Colin provengo da fonti attendibili (Ma colin a quanto pare attendibile non è).

Comunque come esponete le vostre idee è detestabile, sembra sempre che vi prendiate in giro a vicenda.  Cavolo la maggior parte di noi non è neanche maggiorenne e si deve sorbire pseudonimi cibernetici che ti pigliano per i fondelli, è veramente fastidioso... Meno faccine sorridenti e più parole, son quelle che interessano No?

AliDc

 

Nihal

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #27 il: Giugno 27, 2004, 07:39:17 pm »
eddai cacchio...ma se ho citato il G.O.I....
non ho messo l'URL perchè sai che non si può..ma non venitemi a dire che non cito le fonti che son sempre lì coi libri in mano..


comunque dai...mettiamoci una pietra filosofale su e parliamo del libro dell'arabo, che comunque  è un argomento divertente :)
ok?

per inciso ho 30 anni quasi 31
« Ultima modifica: Giugno 27, 2004, 07:39:43 pm di Nihal »

AliDiCenere

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #28 il: Giugno 27, 2004, 08:06:52 pm »
Dai allora sotteriamo la tastiera di guerra e adoperiamo quella da discussione.

forse ho trovato lo stesso sito da te citato, me lo mandi via Pm?
Il Mito dell' Horror H.P.Lovecraft

Prefazione, Biografia di un Mito, L'Eccentrico di Providence, I Miti , Stile e tematiche, Dizionarietto
Prefazione
A differenza della fantascienza, che poteva contenere messaggi rassicuranti, data la sua base pseudoscientifica, l'orrore era un genere difficile da imbrigliare. Era, per certi aspetti, una specie di campanello di allarme delle profonde inquietudini presenti nella società americana. Dunque, per conoscere meglio l'America degli anni '20 bisognerebbe leggersi anche qualche numero di Weird Tales, la "rivista unica", come recitava il suo sottotitolo. Il primo numero di queste "Storie arcane" apparve nelle edicole il 1° Marzo 1923. Fu la prima rivista al mondo a occuparsi di letteratura fantastica. costava 25 centesimi, meno delle altre riviste di letteratura gialla, western o di avventura, e non ebbe vita facile, ma nel suo periodo aureo, tra il 1923 e il 1936, fece conoscere al suo pubblico molti di quelli che sarebbero diventati i maestri più importanti della letteratura fantastica. Dopo la seconda guerra mondiale iniziarono a morire tutte le riviste di letteratura. L' ultimo fu proprio Weird Tales con il numero del settembre 1954. Come scrisse Peter Haining: " Una rivista era morta, ma una leggenda era nata"... Fu, comunque, su quelle pagine che apparvero le prime opere di un uomo che dedicò tutta la sua vita alla creazione di incubi, un "artigiano" della parola scritta che soltanto dopo la sua morte vide riconosciuti tutto il suo valore e la sua importanza nella storia della letteratura fantastica. Il suo nome era Howard Philips Lovecraft.
Biografia di un Mito
H.P.Lovecraft   Howard Philips Lovecraft nacque il 20 agosto 1890 a Providence, nel Rhode Island, figlio di Winfield Scott Lovecraft e di Sarah Susan Philips. All' età di otto anni rimase orfano del padre, morto in una clinica per malattie mentali nella quale era ricoverato già da diverso tempo. Venne perciò allevato da una madre nevrotica e superprotettiva (che sarebbe morta nel 1921 nella medesima clinica) e, successivamente, visse con le sorelle di lei. Howard era un bambino precoce e sensibile, che preferiva la compagnia degli adulti a quella dei coetanei. Da bambino passava lunghe ore a divorare i volumi della vasta biblioteca del nonno materno e a sei anni scrisse il suo primo racconto, ancora conservato. Più tardi nel 1903, affascinato dall'astronomia, cominciò a scrivere e a diffondere un giornale, il Giornale dell'Astronomia del Rhode Island. Tre anni dopo iniziò a collaborare al quotidiano di Providence The Tribune.
Lovecraft frequentava la scuola superiore ma un esaurimento nervoso, nel 1908, mise fine, senza un diploma, alla sua carriera scolastica. Da quell'anno in poi si dedicò soltanto a portare avanti i suoi esperimenti letterari, scrivendo racconti e poesie. Nel 1914 divenne socio della Associazione della Stampa Amatoriale, un club di scrittori e giornalisti dilettanti che pubblicava rivistine destinate a circolare soltanto fra gli iscritti. Questa associazione divenne un centro di interesse e di stimolo per lo scrittore ormai immerso in una vita monotona e stagnante, e fu in questo periodo che Lovecraft scrisse i suoi primi racconti soprannaturali. Tramite il circolo, altri scrittori dilettanti chiesero a Howard aiuto per la revisione dei loro racconti e, e per la prima volta nella sua vita, l'autore cominciò a guadagnare somme modeste grazie a questa attività e alle collaborazioni saltuarie ai quotidiani locali. Per tutti gli anni Venti Lovecraft continuò a viaggiare a scopo storico-archeologico, visitando le città degli stati Uniti e i monumenti preistorici degli Indiani d'America. E, intanto, continuava instancabilmente a scrivere. il suo debutto in campo professionale avvenne soltanto nel 1922, con il racconto Herbert West, rianimatore, commissionatogli da un amico per una rivista che ebbe breve vita. Così fu soltanto la comparsa nelle edicole del mensile Weird Tales, l'anno successivo, che gli fornì un mercato regolare per la sua narrativa del soprannaturale. Spedì a Weird Tales il racconto breve Dagon, che venne pubblicato nell'ottobre del 1923, e da allora fu tra i collaboratori assidui della testata, con racconti, poesie e collaborazioni non accreditate. Tra queste ultime la più famosa rimane il romanzo breve Prigioniero dei Faraoni, scritto per conto del celebre mago Harry Houdini, uno dei maggiori azionisti della rivista. Weird Tales, comunque, trattò spesso in maniera bizzarra i suoi racconti. Alcuni di questi furono rifiutati dal direttore, Farnson Wright, perché giudicati troppo innovativi per i lettori della rivista. Nel 1924 Lovecraft si trasferì a New York per sposarvi Sonia Davis, una donna di dieci anni più anziana di lui che aveva conosciuto nel già citato circolo letterario. La coppia restò unita fino al 1925, quando Sonia si trasferì nel Midwest per ragioni di lavoro. Dal 1925 sino alla fine di quello che più tardi Lovecraft definì il suo "esilio newyorkese", nell'aprile del 1926, Lovecraft visse da solo, salvo le visite della moglie, in un appartamento di Brooklyn. Il matrimonio fallì, concludendosi qualche anno più tardi con una separazione definitiva. Sebbene si sia scritto che Lovecraft preferisse avere rapporti umani attraverso le lettere, e che in concreto, preferisse la grazia e la freddezza dei gatti agli esseri umani, le testimonianze della moglie e degli amici dimostrano che non era affatto un individuo antisociale e un misantropo. Una volta tornato nella sua amatissima Providence, Lovecraft si stabilì in una monocamera al numero 10 di Barnes Street e in seguito lasciò la città solo per concedersi alcuni viaggi archeologici, durante i quali non mancava mai di raccogliere spunti per i suoi racconti. La fattoria di un amico nel Vermont gli ispirò un disperato racconto su un' invasione aliena. Il Massachusetts occidentale divenne lo sfondo delle sue storie più famose, ambientate nell'immaginaria regione di Arkham-Dunwich-Innsmouth. Ma anche la familiare Providence seppe stimolare la sua creatività: una vecchia casa coloniale abbandonata diede origine a un vampiro, e la chiesa Federal Hill fu di ispirazione per un racconto su una paura primitiva e un'invasione cosmica. Anche se alcuni dei suoi migliori racconti vennero scritti nella prima metà degli anni Venti, le sue opere maggiori apparvero dopo il suo ritorno a Providence: Il modello Pickman (1926), Il colore venuto dallo spazio (1927), Il caso di Charles Dexter Ward (1927), Il richiamo di Cthulhu (1928), L'orrore di Dunwich (1928), La maschera di Innsmoth (1931),Le montagne della follia (1931), La cosa sulla soglia (1933), L'ombra calata dal tempo (1935), L'abitatore del buio (1935). Sfortunatamente, all'inizio degli anni Trenta, Weird Tales entrò in un periodo di crisi finanziaria, e dovette rifiutare alcuni dei suoi migliori racconti, soprattutto a causa della loro lunghezza. La rivista pagava a Lovecraft la tariffa più alta, un cent e mezzo a parola, e non poteva così permettersi quei suoi racconti sempre più lunghi. Alcuni amici di Lovecraft ottennero allora la pubblicazione di due romanzi brevi, Le montagne della follia e L'ombra calata dal tempo, su un'altra rivista, Astounding Stories: in quel periodo era la miglior rivista in campo fantascientifico, e il suo direttore, F. Orlin Tremaine, accettò con entusiasmo i due racconti, che, data la loro lunghezza, vennero pubblicati a puntate. Quello stesso anno, il 1936, Lovecraft vide pubblicato il suo primo libro, La maschera di Innsmouth. In realtà, Lovecraft, durante la sua vita, non ottenne mai il riconoscimento letterario che gli spettava. Gli scrittori di fantascienza di quel periodo gli rimproveravano, per esempio, l'intrusione del soprannaturale nei racconti pubblicati su Astounding Stories; per altri, i critici, il suo stile era troppo innovativo per poter essere compreso ed accettato. Lovecraft morì prematuramente di cancro all'intestino il 15 marzo del 1937, all'età di soli quarantasei anni. Per un uomo che aveva vissuto con tanta modestia, la sua morte fu ampiamente pubblicizzata. I necrologi apparsi sui quotidiani di Providence dicevano che Lovecraft aveva annotato le ultime fasi della sua malattia ad uso e consumo dei medici. e questa notizia fu raccolta dai servizi telegrafici per apparire come "riempitivo" sulla stampa nazionale. con il seppellimento nello Swan Point Cemetary di Providence, il 18 marzo 1937, nasceva così una leggenda.
copertine di Weird Tales e Astounding Stories

L'Eccentrico di Providence
Molte sono state le definizioni di H.P.Lovecraft: il Solitario o il Recluso, a sottolineare il suo isolamento sia fisico che intellettuale nell' America fra le due guerre; il Saggio, il Maestro, il Gentiluomo, a sottolineare la sua personalità; il Visionario, il Sognatore , a mettere in rilievo la sua ispirazione e narrativa; ma sicuramente lo si potrà ricordare per la sua eccentricità, a sottolineare la sua lontananza dal modo comune di vivere e pensare, dalla comune e banale letteratura, dai comuni e banali interessi.
Eccentrico Lovecraft lo fu senz'altro, anche nel suo comportamento. Tuttavia restò sempre lontano dalle esagerazioni che, nel corso degli anni, si sono aggiunte al suo mito. In realtà, la creazione di una serie di "leggende" sulla sua figura iniziò sin da quando H.P.L. era vivo, a dimostrazione della sua celebrità, perlomeno nell'ambito dei lettori di narrativa popolare di quegli anni. Certo Lovecraft rientrava sufficientemente nei canoni della cosiddetta "normalità": le sue eccentricità sono state col tempo sempre più accentuate. Al fondo, tuttavia,c'è sempre qualcosa di vero.
E' effettivamente vero che preferisse l'elemento notturno, per cui scriveva la sera e la notte,ma non è vero che vivesse regolarmente di notte. Aveva comunque una grande resistenza al sonno, anche dopo lunghe fatiche, e poteva restare sveglio per molte ore. Non sopportava l'odore del pesce crudo ma non cadeva certo in convulsioni all'odore della salsedine. Può darsi che questa diceria sia nata dal fatto che molte delle sue creature (Dagon, Cthulhu, gli abitanti di Innsmouth) provengano tutti dall' oceano. Fu un recluso e un solitario nella misura in cui glielo imponevano i mezzi economici e la paura della folla. Odiava le grandi città, le masse anonime e agitate di gente e le architetture caotiche delle metropoli. Odiava tutto quello che lo distogliesse dal suo mondo personale fatto di sogni e reminiscenze del "mondo antico" e' senza dubbio vero che fosse xenofobo: non amava affatto gli immigrati, di qualunque paesi essi fossero, che, andavano modificando la società in cui viveva. Ma non per questo lo si può definire "razzista" nel senso che oggi si da a questa parola: sposò un' immigrata russa ed alcuni suoi amici erano ebrei. Non era affatto un misantropo, si faceva in quattro e più per gli amici cui veniva in soccorso in tutti i modi possibili. E' verissimo che non sopportava il freddo e lo temeva rimanendo chiuso in casa durante gli inverni. Non era onnisciente come tende a far credere chi gli attribuisce la conoscenza di strane lingue africane o come chi afferma che sapeva a memoria l' Enciclopedia Britannica. Lovecraft conosceva bene il latino, francese e tedesco, ma la sua erudizione veniva soprattutto dallo studio, dalla biblioteca, e dal fatto di frequentare le librerie universitarie. Non è vero che avesse paura delle donne, non era un misogino. Con il sesso debole aveva un rapporto all'antica, di tipo vittoriano, dovuto al suo carattere sostanzialmente timido ed alla sua cultura. E', infine, verissimo che Lovecraft fosse goloso ed amasse in maniera smodata il gelato, i dolci, la cucina italiana; che fosse del tutto astemio, che adorasse i gatti e riuscisse quasi ad entrare in comunicazione empatica con questo "popolo". Era un aristocratico, un conservatore sospettoso nei confronti di quanto era nuovo; non era un progressista data la sua profonda diffidenza nei confronti dell'uomo, della storia e del suo divenire; si sentiva più inglese che americano. La società mercantile, capitalista, massificata, standardizzata, rozza ed incivile, priva di interessi estetici non era adatta per lui, il Saggio, il Gentiluomo, il Sognatore: insomma l' Eccentrico di Providence.
I Miti
Azatoth, Cthulhu, Dagon, Hastur, Nyarlathotep, Shub-Niggurath, Yog-Sothoth
   "Tutti i miei racconti- scrisse Lovecraft- anche se possono sembrare non collegati fra loro, sono basati su di una legge fondamentale, secondo la quale questo mondo fu abitato da un'altra razza che, per aver praticato la magia nera, perse il suo dominio e venne scacciata, ma vive tuttora al di fuori, sempre pronta a riprender possesso della Terra." Quando, dopo la pubblicazione dei Il richiamo di Cthulhu, in Weird Tales nel 1928, questa inedita mitologia risultò chiara agli occhi dei lettori, essa venne battezzata I miti di Cthulhu, denominazione che, Lovecraft non utilizzò mai di persona.
In principio-secondo H.P.L.- esistevano gli Dei Primigeni (nessuno dei quali è mai identificato per nome ad eccezione di Nodens, Signore del Grande Abisso), in genere divinità benevole. Poi vennero le sinistre divinità del Male conosciute come i Grandi Antichi . Questi, a differenza dei Primigeni vengono chiamati per nome (Cthulhu, Azatoth, Hastur, etc.) A questo gruppo originario di Grandi Antichi, Lovecraft aggiunse successivamente molte altre divinità, di rango inferiore. Hypnos, DagonYig, etc. Lentamente, lo scrittore mise insieme le altre strutture necessarie a dar vita a questa mitologia: vennero create delle razze preumane per servire gli Antichi; ne venne stabilita la provenienza ( posti reali ed immaginari). Per fornire ai suoi miti una base "storica" , Lovecraft parlò nei suoi scritti, talvolta citandone qualche brano, di un libro maledetto, il Necronomicon, scritto dall' arabo pazzo Abdul Alhazred. Per questo libro, Lovecraft creò addirittura una finta storia così convincente che molti bibliotecari e librai si videro richiedere delle copie. E, per completare questa creazione straordinaria, Lovecraft introdusse nelle sue opere altra "documentazione" riferita a documenti frammentari e intraducibili a proposito della Grande razza, tramandati segretamente da pochi eletti.
Il tema delle storie appartenenti al ciclo dei Miti di Cthulhu riguarda di solito i tentativi ingegnosi e terribili dei Grandi Antichi per riconquistare il loro potere sui popoli della terra manifestandosi in località bizzarre e remote, e facendo intravedere squarci di orrori blasfemi e innominabili.
Le prime storie dei Miti di Cthulhu scritte da Lovecraft comprendono tredici titoli: La città senza nome, La ricorrenza, Il richiamo di Cthulhu, Il colore venuto dallo spazio, L'orrore di Dunwich, Colui che sussurrava nelle tenebre, I sogni nella casa stregata, L'abitatore del buio, La maschera di Innsmouth, L'ombra calata dal tempo, Le montagne della follia, Il caso di Charles Dexter Ward, La cosa sulla soglia. Ed ecco qui i protagonisti di questo mondo onirico e minaccioso.
Azatoth
E' il Signore degli dei Esterni ed esiste sin dall' inizio dell' Universo La sua dimora è posta al di là delle normali dimensioni dello spazio e del tempo, al centro dell'Universo. Le pochissime descrizioni che abbiamo di lui, contenute nel Necronomicon e nei resoconti deliranti di quanti sono stati abbastanza folli dall'evocarlo, parlano di lui come un "mostruoso caos nucleare", portatore di morte e distruzione.
Cthulhu
   Dimora nella città morta di R'lyeh,sommersa nelle profondità dell' Oceano Pacifico. Dorme un sonno profondo, molto simile alla morte, in attesa di risvegliarsi. Quando R'lyeh risorgerà dalle acque, i suoi adoratori la raggiungeranno e apriranno il grande portale di pietra dietro cui Cthulhu attende. Allora esso si risveglierà per riaffermare il proprio dominio sul mondo, servito dai suoi schiavi, gli Abitatori del Profondo. E' un mostro dai contorni vagamente antropoidi, ma con il capo di un polipo munito di tentacoli, un corpo scaglioso, artigli prodigiosi alle zampe anteriori e posteriori, e grandi ali sul dorso. Il culto di Cthulhu è molto diffuso sulla Terra, soprattutto presso quelle comunità e quei popoli che vivono vicino al mare.
Dagon
Signore degli Abitatori del Profondo. Un essere anfibio di enormi dimensioni che vive nella profondità degli oceani insieme ai suoi seguaci. E' l'unica divinità lovecraftiana tratta dalla mitologia reale: gli assiro-babilonesi, veneravano , infatti, un essere pisciforme con le medesime caratteristiche, di cui esistono molte antiche raffigurazioni.
Hastur
Colui che non deve essere nominato. Dimora presso la stella di Aldebaran, nella costellazione del Toro. Possiede la facoltà di viaggiare attraverso lo spazio. La sua forma è sconosciuta. possiede le sue vittime conferendo loro un aspetto gonfio e scaglioso. pochi sulla Terra seguono il suo culto, che è particolarmente ripugnante.
Nyarlathotep
Il Caos Strisciante. E' il messaggero dei Grandi Antichi e possiede mille forme diverse, nelle quali si incarna a suo piacimento. I resoconti che abbiamo sulle sue apparizioni ce lo descrivono come un umano dalla pelle olivastra, oppure come un mostro enorme e con appendici artigliate, dotato di un unico osceno tentacolo vermiglio al posto del volto. Altre volte può presentarsi come una cosa nera e alata, e molti sostengono che l' Uomo Nero del sabba delle streghe possa essere un'altra delle sue incarnazioni. Il fine supremo di Nyarlathotep è quello di ideare piani che conducano l'umanità alla pazzia, e molte profezie affermano che verrà il giorno in cui distruggerà l'umanità e il mondo intero.
Shub-Niggurath
Il Capro Nero Dei Boschi dai Mille Cuccioli. Il suo nome viene spesso menzionato nei rituali e nelle formule magiche. E' rappresentato come un'enorme massa nebulosa, che ribolle e si agita in continuazione. Nella massa, talvolta, si possono distinguere tentacoli neri simili a serpenti, grandi bocche bavose da cui cola una saliva verdastra e gambe che terminano con una serie di zoccoli neri. Shub-Niggurath ha molti seguaci sulla Terra, fin dai tempi dei Druidi, e molti popoli delle giungle e selle paludi nascoste lo venerano.
Yog-Sothoth
Il Tutto in Uno. Dimora negli interstizi tra i piani che formano l'Universo, e appare come un agglomerato di globi incandescenti che cambiano continuamente posizione, unendosi, nascendo e scomparendo. Il suo scopo è quello di penetrare nella nostra dimensione per cibarsi di energia vitale. Ha il potere di viaggiare tra le varie dimensioni dell'Universo, e di raggiungere qualunque luogo nel tempo e nello spazio. molti maghi e stregoni lo adorano sulla Terra. Yog-Sothoth può donare ai suoi seguaci il potere di viaggiare da un piano all'altro dell' universo, e in cambio esige che gli venga aperto un varco per potersi nutrire della vita esistente sulla Terra.
Stile e tematiche
Nel 1917, in risposta all'invito rivoltogli da W. Paul Cook, direttore della rivista amatoriale The Vagrant, Lovecraft scrive due racconti: La tomba e Dagon. lì primo è ancora ispirato alla tradizione gotica, mentre il secondo si basa su una vena essenzialmente nuova che sarebbe diventata fondamentale per l'opera di HPL, quella onirica. Dagon contiene la prima descrizione di una divinità immaginaria e orribile, e fa da prologo all'avvento dei Miti di Cthulhu (vedere). Molti hanno scritto che la narrativa di HPL ha la stessa struttura del sogno, inteso non più come semplice evasione dalla realtà bensì come il vero strumento per raggiungere una conoscenza superiore che si trova al di là della realtà stessa. I sogni, per molti dei personaggi di Lovecraft, sono l'unico mezzo per poter entrare in contatto con entità aliene e addirittura viaggiare nel tempo e nello spazio. E, d'altronde, realtà e sogno governano l'intera esistenza dello scrittore. Tutti gli altri racconti scritti tra il 1917 e il 1919, in particolare Polaris, Dietro il muro del sonno, La dichiarazione di Randolph Carter, sembrano convalidare questa opinione. Soprattutto Dietro il muro del sonno presenta, per la prima volta, un tema caro a HPL: quello dell'essere degenerato che diventa depositano inconsapevole di conoscenze superiori, di colui che può mettersi in contatto con entità aliene totalmente diverse da noi. Invece, La dichiarazione di Randolph Carter mette in scena un personaggio che altri non è se non l'alter ego letterario dello scrittore. Quando, nel 1919, HPL scoprì che un altro autore prima di lui, Lord Dunsany, aveva attribuito al sogno lo spessore di un universo reale, si ispirò al suo stile e in due anni compose una ventina di storie tutte molto oniriche: I gatti di Ulthar, una favola inquietante che ha per protagonisti i suoi amatissimi felini; La città senza nome, dove viene citato l'arabo folle Abdul Alhazred; Dall'altrove, su altri piani di esistenza che affiancano la nostra realtà quotidiana; l'autobiografico L'estraneo e il famoso La musica di Erich Zann, in cui si riscontrano influenze di Poe. Tra il 1922 e i1 1925 HPL scrive i suoi racconti di orrore puro. In La paura in agguato (1922) gli esseri degenerati che abitano il sottosuolo non sono altro che i nostri incubi, quegli istinti che occorre tenere confinati nel loro mondo di tenebre, se non si vuole che l'esistenza quotidiana ne venga sconvolta. In questo racconto emerge anche un altro tema tipico di HPL: l'orrore e l'ignoto non irrompono mai fulminei, ma filtrano lentamente, come un' infezione, per corrompere la realtà e frantumarla. I protagonisti delle storie di HPL diventano spesso vittime della loro sete di conoscenza, o dì un destino ineluttabile ereditato attraverso il patrimonio genetico e strani riti irripetibili. Gli eroi di HPL non sono, di solito, scienziati pazzi dediti a esperimenti blasfemi (l'unico esempio, in questo senso, è quello di Herbert West), ma uomini di cultura morbosamente trascinati verso eventi bizzarri già in corso. In il cane i protagonisti scendono a frugare nelle tombe in cerca dell'insolito e finiscono, invece, per trovare l’incubo nascosto che a poco a poco li condurrà alla follia. Nel bellissimo I topi nel muro la discesa nell’incubo del protagonista avviene di pari passo con la rivelazione progressiva delle orrende pratiche cui si abbandonavano i suoi pervertiti antenati. Ma è quando Lovecraft decide di partire dai dati de[ reale per costruire i suoi incubi che l'autore ottiene i risultati migliori. Dal 1923 in poi, HPL riadatta, a suo modo, la geografia della Nuova Inghilterra, scoprendo territori finora insospettati per l'orrore. In La ricorrenza, la città reale, Kingsport, nella quale il protagonista si reca, lascia presto il posto a quella fantastica, un universo opaco di ombre confuse e di profili incerti. L'ondata di nera melma non sommerge soltanto il tranquillo New England ma si spinge fino al caos metropolitano di New York: in Orrore a Red Hook, Brooklyn diventa un luogo di culti segreti e malefici. Il 1926 segna la nascita ufficiale dei Miti di Cthulhu.In lì modello di Pickman, gli orrori dipinti dal giovane pittore sono in agguato nel profondo delle cantine di una Boston resa ormai irriconoscibile dal diffondersi deIl"'infezione". In Il colore venuto dallo spazio, l'incubo discende invece dagli abissi del cosmo e trasforma orribilmente tutto ciò su cui riesce a gettare la sua ombra. In Il caso di Charles Dexter Ward, i mostri vengono risvegliati da una sorta di morte apparente, simile al sonno. E il passaggio dal mondo reale a quello fantastico è spesso segnato, in HPL, dalla trasformazione del paesaggio che fa da scenario all'azione. Basta sbagliare strada a un incrocio e si finisce presto in un territorio dove tutto diventa abnorme e mostruoso. Ed è quello che succede all'incauto protagonista di L'orrore di Dunwich. Restano, infine, da sottolineare alcuni importanti aspetti dello stile di Lovecraft, che lo hanno reso maestro nel suo genere. La forma generalmente "investigativa" della sua narrativa conduce spesso a una sorta di finale scioccante che diventa il culmine logico di tutte le suggestioni sparse attraverso il racconto. Le storie di HPL sono strutturate in modo tale che la frase finale, spesso scritta in grandi caratteri in stampatello, rivela un dettaglio che fornisce la pietra angolare per una diversa costruzione degli eventi, colma di implicazioni sbalorditive.
L'uomo e l'artista. Lovecraft si dichiarava un uomo scettico, ateo e materialista, ed è proprio questo contrasto tra la sua filosofia e la sua arte che rappresenta uno degli aspetti Più affascinanti della sua personalità. Nutriva un profondo pessimismo circa la capacità dell'uomo dì comprendere la propria posizione in un universo incurante, governato da forze cieche. Nel racconto Il richiamo di Cthulhu, l'autore esprime i suoi dubbi sulla capacità dell'uomo di conservare la propria precaria sanità mentale, una volta posto di fronte a una realtà repellente e inaccettabile, orribile. All'uomo, in definitiva, sono concessi, secondo Lovecraft, soltanto pochi brandelli di vera consapevolezza, che tuttavia non possono mai cancellare la fragilità della sua esistenza. In questa visione, i mostri di Lovecraft, i Grandi Antichi, diventano il simbolo di una civiltà travolta dalle sue stesse degenerazioni, soffocata nell'ignoranza e nella massificazione. Per molti aspetti Lovecraft contestava così la sua epoca, contro la quale scagliava i mostri creati dalla sua fervida fantasia. Ma, allo stesso tempo, l'immaginazione e la scrittura non diventano soltanto un mezzo per sfuggire a una realtà quotidiana insoddisfacente e squallida: rappresentano anche il tentativo di raggiungere, magari attraversando il muro del sonno, una coscienza del proprio essere diversa, più adatta a vivere in un mondo così contraddittorio. Incline a scrivere narrativa dell'orrore fantastico, l'autore era nello stesso tempo incredulo del soprannaturale tradizionale. Lovecraft era, infatti, convinto che questo genere letterario stava perdendo la capacità di evocare quelle emozioni della paura che potevano esprimere la sua visione dell'Universo. Si rivolse allora agli abissi inondati dello spazio per ricavarne una fonte d'orrore per le sue storie. Nella sua opera, orrore e speculazione scientifica si coniugavano dando vita a un ibrido difficilmente ripetibile. L'orrore, per la prima volta, spostava il suo centro dall'uomo al cosmo, pur continuando a conservare una sede nefasta nelle tortuose profondità dell'inconscio.
Dizionarietto
I FATTI, I PERSONAGGI, LE COSE IMPORTANTI CHE COMPAIONO NELL'OPERA DI H.P.LOVECRAFT
ABDUL ALHAZRED   
Era nato a Sanaa, nell'attuale Yemen, nel periodo dei Califfi Omiadi (VIII secolo d.C.), dove, con ogni probabilità, aveva frequentato il Maestro Ya'kub ibn lshak ib Sabbah Al Hindi, che l'aveva introdotto ai misteri delle antichissime religioni praticate in Accadia, Babilonia, in Persia e in Palestina. Dopo aver visitato le rovine di Babilonia e le catacombe segrete di Menfi, si era recato nel Raba EI Khalyeh, il grande deserto dell'Arabia meridionale ritenuto a dimora degli spiriti, in cui aveva trascorso dieci anni in assoluta solitudine. Dopo successivi viaggi (affermò di aver visitato Irem, la favolosa "Città delle Colonne", ove avrebbe trovato gli annali dei Grandi Antichi, una razza di Dei spaziali che precedette di milioni di anni l'avvento dell'uomo), si ritirò a Damasco, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita compilando l'Al Azii ("lì suono degli esseri che strisciano nella notte").La sua scomparsa è avvolta nel mistero; il cronachista lbn Kallikhan scrisse (ma cinque secoli dopo la sua morte) che "venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile, e divorato orribilmente di fronte a un gran numero di testimoni pietrificati dal terrore".
Questa la sintetica biografia di Abdul Alhazred, poeta e adepto della misteriosa religione dei Grandi Antichi (vedere Miti); a lui sono state dedicate pagine e pagine di eruditissimi saggi, e non ci sarebbe ragione di stupirsene, se non che Abdul Alhazred non e mai esistito. Abdul Alhazred fa parte di una singolare e ristretta cerchia di personaggi (tra cui Sherlock Holmes,Tarzan, Nero Wolfe) che, pur essendo frutto della fantasia di uno scrittore, hanno ricevuto da saggisti e studiosi lo stesso trattamento riservato a persone realmente esistite. L'aveva inventato H.P Lovecraft, attribuendogli la paternità di un sinistro libro di magia, l'Al Azif, più noto con il titolo occidentale di Necronomicon, il testo che insegna a richiamare in vita i Grandi Antichi con conseguenze inimmaginabili e sempre terrificanti.
Inesistente, in migliaia di copie. Lovecraft stesso ammise in più occasioni che, contrariamente ad altri libri di magia da lui citati nei suoi famosi racconti, il Necronomicon era una pura invenzione letteraria tuttavia lo ritroverete spesso ingenuamente citato tra i "testi consultati" nella bibliografia di molti volumi dedicati alle cose misteriose. Lo scrittore di Providence, del resto, gli aveva creato un background ineccepibile, citandone tra l'altro i traduttori europei, tra cui il celebre occultista John Dee, ed elencando le biblioteche che ne possiedono una copia. Al Necronomicon spetta l'insolito primato di essere il libro inesistente più discusso e più diffuso. Da quando Lovecraft lo citò nei suoi
famosi racconti dell'orrore, infatti, schiere di saggisti si sono divertiti a parlarne come se il testo esistesse realmente.
Lo stesso HPL realizzò una Storia del Necronomicon abbastanza succinta nel 1927 (la traduzione è inserita ne I miti dell'orrore, Mondadori), poi definitivamente ampliata e completata nel 1936 (inserita ne I miti di Cthulhu, Fanucci, 1975), in cui si trova anche l'elenco delle edizioni originali e delle traduzioni, nonchè quello dei luoghi in cui sono conservate
frammenti del libro maledetto. Di recente sono state tentate alcune fantasiose ricostruzioni del malefico testo: la prima è quella di L. Sprague De Camp, apparsa come Al Azif(1973); l'autore inglese Colin Wilson ha poi intorbidato ulteriormente le acque con un saggio che "dimostra" come Lovecraft avesse semplicemente finto che il Necronomicon non esistesse, ma che in realtà lo conosceva benissimo grazie a suo padre, adepto di una società esoterica fondata da Cagliostro; leggendo tra le righe, si scopre che il Saggio di Wilson e un puro divertissement. Sono seguite quasi a ruota una versione di Philippe Druillet (vedere Fumetti) e la più complessa fatica di George Hay, Colin Wilson e David Langford, Te Necronomicon (1978), la
cui edizione italiana (Fanucci) è stata ampliata con il contributo di Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco. La magia stellare:
il vero Necronomicon (Hermes Edizioni, 1986) si presenta come un'opera "seria" di carattere magico; i suoi relatori ("La Grande Confraternita Rossa") asseriscono che si tratta della "versione originale e integrale" de grimoire dell'arabo pazzo. Da una copia quasi illeggibile, reperibile presso l'Università di Miskatonic, eccovi l'incantesimo che fa manifestare Yog-Sothoth. Non leggetelo assolutamente a voce alta: nella prefazione di Al Azif, The Necronomicon riproduzione in facsimile di un manoscritto ritrovato a Baghdad, De Camp avverte che tre filosofi arabi da lui incaricati di tradurlo erano scomparsi, probabilmente perché avevano mormorato sottovoce le parole mentre le trascrivevano. Ecco la terribile formula:
Zyweso, wekato keoso, Xunewerurom, Zywethorosto zuy, Zururugos Yog-Sothoth. TAL UBSI! ADUYA! ULU! BAACHUR! Vieni Yog-Sothoth! Vieni!




Che ne pensate di questo? Anche se ci sono alcune divergenze con il saggio di Colin, la storia dei tre filosofi arabi è un'altra invenzione letteraria.

Sigh per un po' mi son sentito calato come nel film le nove porte, e adesso cosa studierò? Mumble Mumble, la massoneria è una cosa che mi attirava da tempo... Oppure Il fratello maggiore del necronomicon, Il corpus ermeticus...

Emrys

  • Visitatore
Necronomicon
« Risposta #29 il: Giugno 27, 2004, 09:31:47 pm »
Citazione
sarà anche stupida la clavicola, ma mezza magia cerimoniale di questo mondo deriva da lì..
forse il nostro amico si riferiva al fatto che se cerchi un grimorio vero basta rivolgersi ai veri grimori medioevali.
non capisco cosa possa rendere stupido un libro come la clavicola, considerando poi i tempi in cui fu scritta...
...gli stessi tempi che videro l'opera di Enrico Agrippa di Nettesheim, di Giordano Bruno e dei maghi rinascimentali? O i tempi che videro l'opera di Marsilio Ficino e la riscoperta dei grandi neoplatonici? O i tempi che videro l'opera di Arnaldo di Villanova, o di Pietro l'Alchimista?


...questo andando un po' a ritroso nel tempo dalla data di più probabile composizione della Clavicula Maior...

Penso che la gloria di questo scritto sia più dovuta all'uso che ne fece l'occultismo ottocentesco (alla fin fine molti di noi vengono da lì, aura e cakra inclusi...). Naturalmente non ne sono sicuro, questa è solo l'impressione che me ne sono fatto, una piccola ricostruzione storica ad uso della mia piccola, ristretta mentalità "scientifica".

E tuttavia buona parte della moderna magia rituale si basa proprio sulle due Claviculae e sui grimorii coevi. Dal mio punto di vista, questo dovrebbe dirci molto sulla "profondità" di molta magia rituale contemporanea, sul suo spessore teoretico... e dovrebbe rendere la lettura dei testi sopracitati interessante da un punto di vista di "storia della cultura". Un po' come gli scritti di Papus sui Tarocchi, o quelli di Eliphas Levy sulla Storia della Magia e la Magia Rituale, o le "traduzioni" di Mathers del Libro di Abra-Melin...

Perché allora non leggere, in quel senso, "A vision", del nobel (per la poesia!) W.B. Yeats?



Alidicenere...perché non provi a studiare mikkyo o il suo "figlio", lo shugendo? E' una dottrina esoterica molto ma molto interessante...e di notevole spessore filosofico... ;)

 

Benvenuto! Effettua l'accesso oppure registrati.
Settembre 17, 2021, 07:02:26 pm

Inserisci il nome utente, la password e la durata della sessione.

Ritrovaci su FB